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Aqua non potabile a Belluno

Lug 18th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Belluno, 18 luglio 2012 – Acqua non potabile, da oggi e per i prossimi giorni, in una zona molto vasta del Comune di Belluno che dal centro si dirama in diversi quartieri fino a ricoprire tutto il settore nord occidentale: tutto il centro di Belluno, la zona Borgo Piave, Zona Stazione e laterali, Via Feltre – Prade – Bel Sit – Mier (Ospedale escluso), Via Col di lana e laterali (Vignetta, Tofane, S. Lorenzo) e Via Col di Piana.

A comunicarlo, questa mattina, l’ULSS di Belluno che ha riscontrato, durante i consueti controlli di routine, la presenza di batteri in alcuni campioni d’acqua prelevati presso la fontana pubblica di Piazza Mercato.

A generare la contaminazione, che rende l’acqua non utilizzabile per scopi alimentari(cuocere i cibi, bere, ecc.)., le precipitazioni dei giorni scorsi che hanno favorito l’infiltrazione di acque superficiali nelle sorgenti che alimentano il serbatoio di Col di Piana e reso insufficiente il dosaggio di cloro presente nell’impianto.

Sono circa 3000 le utenze interessate dal divieto di utilizzare l’acqua distribuita dall’acquedotto che, lo ricordiamo, è limitato all’uso alimentare.

Pur compreso nella zona interessata dalla contaminazione batterica, le acque dell’ospedale di Belluno sono potabili: la struttura, infatti, è dotata di un impianto di debatterizzazione interno a raggi U.V. regolarmente funzionante.

Gestione Servizi Pubblici ha già adottato le necessarie misure per la disinfezione dell’acqua presente nei serbatoi e nella rete idrica aumentando il dosaggio di cloro. Tempestiva e capillare anche l’informazione alla clientela – numerosi avvisi pubblici al momento in corso di affissione data la vastità dell’area – ed sms agli utenti abbonati al servizio SMS Potabilità.

Nei prossimi giorni saranno prelevati nuovi campioni d’acqua e solo gli esiti potranno confermare l’efficacia delle misure adottate da GSP.

Ecco nel dettaglio l’elenco delle vie interessate dall’ordinanza di non potabilità (vedi mappa): Via 30 aprile, Boito, Brustolon, D’Incau, Fulcis, Gabelli, Lazzarini, Alzaia, Tissi, Bettin, Brigata marche, Caduti P. San Felice, Carrera, Castello, Battisti, Cavour, Cipro, Marchesi, Col da ren, Col di lana, Col di piana, Dante Alighieri, Buzzati, Dei dendrofori, P.zza dei Martiri, Via del Cansiglio, del Piave, p.zza Duomo, viale Europa, Via Feltre, Ostilio, Carducci, De Min, Diziani, Fantuzzi, Garibaldi, Marconi, Matteotti, Mazzini, Piloni, Segato, Zais, Caffi, 1° novembre, Internati e deportati, Tasso, Lambioi, La Vignetta, Loreto, Zuppani, Maraga, Mercato, Mezzaterra, Mier, Montalban, Crepadona, Talamini, Pagello, De Stefani, Paoletti, Prade, Rialto, Valeriano, Ripa, Roma, San Gervasio, Psaro, San Lorenzo, San Lucano, San Pietro, Santa Croce, Sant’Andrea, Santo Stefano, Simon da Cusighe, Santa Maria dei Battuti, Sottocastello, Ricci, Stazione, Catullo, Tis, Tofane, Torricelle, Vittorio Emanuele, Volontari della liberta’.

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3 comments
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  1. Ho capito bene? Non potabile nemmeno se è bollita?

  2. Auguri!
    A Ponte nelle Alpi il mese scorso l’acqua è rimasta non potabile per 10 lunghissimi giorni nell’indifferenza generale!

  3. Da qualche giorno circola l’informazione, puntuale, che dai rubinetti “del sindaco” gestiti da BIM GSP, le acque in questi giorni non sono ritenute potabili. l’ULSS di Belluno ha riscontrato, durante gli ordinari controlli, una presenza di batteri e che dunque l’acqua dei rubinetti non deve essere utilizzata per scopi alimentari.
    Tutti dunque a correre nei supermercati alimentari per rifornirsi di acque minerali ritenute più affidabili e via alla curiosità di confrontare le varie etichette che specificano le caratteristiche fisiche e chimiche, più o meno estese tra le varie marche d’acqua. A qualcuno sarà venuto anche in mente di cercare nel sito BIM GSP informazioni sull’acqua distribuita dall’acquedotto nelle nostre case. Ebbene, una voce del sito http://www.gestioneservizipubblici.bl.it/ indirizza ad “analisi acque” mostrando i valori di: durezza, residuo fisso, conducibilità elettrica e pH. In altre parole, mostra solo semplici dati fisico/chimici delle acque e basta.
    L’ULSS, che a detta di BIM quotidianamente controlla il prezioso liquido, ha trovato che l’acqua di città in vari comuni in provincia ed alcune zone di Belluno è interessata da contaminazione batterica. Un fenomeno che si verifica di tanto in tanto, quando le precipitazioni sono violente.
    Per quanti come me hanno qualche piccola nozione scolastica, si ricorderanno che si definisce la potabilità dell’acqua per le sue caratteristiche organolettiche (odore, colore, sapore), ma anche per gli aspetti fisici, chimici e batteriologici. E proprio per questa reminiscenza scolastica, comune a tutti, colgo che qualcosa non quadra in quanto ci viene comunicato.
    Mi incuriosisce come mai L’Ente gestore ha bisogno che sia il controllo sanitario (dell’ULSS) a stabilire se l’acqua è potabile o meno. Non si fida del proprio controllo o non ha un laboratorio d’analisi? Non vuole responsabilità o vuole dare più peso all’annuncio? Altra cosa che trovo di rilievo è, come mai si rendono pubblici solo i pochi dati statici di non molto rilievo e non un’analisi, così come le acque imbottigliate e, come nel caso, anche i dati microbiologici rilevati con a fianco i valori di riferimento per la potabilità.
    Per quanto è dato di capire dalle comunicazioni ufficiali, le presenze batteriche nell’acqua riscontrate superiori al limite di soglia consentito, avviene nonostante la preventiva dose quotidiana di clorazione dell’acqua. Per fare rientrare nella normalità la distribuzione idrica si aspetta che faccia effetto una super clorazione sulla presenza batterica ripristinando le caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano.
    Resta sospeso il fatto che ad ogni pioggia, più eccessiva delle altre, l’acquedotto continuerà ad inquinarsi. Mentre credo che ai cittadini bisognerebbe far sapere se esiste una speranza che questo periodico grave inconveniente, analizzato e compreso, sarà più raro, a breve non si verificherà più o che sarà, in un determinato tempo, risolto.
    Infine, la buona notizia del documento diffuso, che l’ospedale è esente da inquinamento per il fatto che ha una ulteriore potabilizzazione antibatterica a raggi ultravioletti induce ad una considerazione: se è efficace e significativo il trattamento delle acque con gli ultravioletti, come mai non si è pensato già in passato a potabilizzare le acque con entrambi i metodi?
    Un’ultima cosa che viene in mente sollecitata da queste interruzioni e dai dubbi che vengono instillati da questi eventi è la fiducia nelle acque pubbliche degli acquedotti. Altri cittadini saranno invogliati a convertirsi verso il consumo di massa delle cosiddette “acque minerali” pur disponendo di un’acqua potabile che, pagata a caro prezzo, continuerà a scorrere consumisticamente per altri usi meno pregiati.

    Sorge spontaneo a questo punto più di un interrogativo… ma chi ci guadagna in tutto questo?
    Dobbiamo definitivamente considerare l’acqua come merce e dunque solo un bussines o, riflettendoci, la vogliamo mantenere e gestire senza intermediazioni perché un valore e di tutti, in quanto elemento indispensabile per la vita dell’uomo?