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A chi interessa la Provincia di Belluno? * di Silvano Martini vicepresidente Bard

Lug 15th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Riflettore

La classe dirigente e politica della provincia di Belluno assomiglia sempre più all’armata Brancaleone. Basta pensare agli ” Stati Generali” della provincia da cui non è uscita alcuna proposta valida, forte e condivisa, mentre l’onesto tentativo di Sergio Reolon di mettere ai voti una mozione che chiedeva il mantenimento dell’ente provincia come ente di primo livello è naufragato tra mille distinguo.

La gran parte dei rappresentanti politici e istituzionali e i vertici delle associazioni di categoria del Bellunese sono impegnati da mesi a cantare il de profundis per la provincia sperando che la soppressione dell’Ente porti loro qualche tornaconto. Si tratta di uno spettacolo miserevole e indegno di un territorio bello, nobile e forte come quello Dolomitico Bellunese.

Da mesi l’Ente è commissariato, a seguito di una crisi politica provocata dai soliti protagonisti di troppe stagioni politiche, gli stessi che, dopo aver lasciato il territorio senza governo, si propongono ora come demiurghi capaci di risollevarne le sorti con strane alchimie istituzionali, utili solo ai loro disegni di potere. Dividere la provincia in piccoli e debolissimi territori è infatti un’idea che fa inorridire e palesa l’intenzione di provocare la definitiva dissoluzione del territorio bellunese.

Il Governo Monti, incapace di tagliare davvero il costo della politica e di toccare la casta, con una decisione fortemente sospetta di incostituzionalità, ha sospeso le elezioni provinciali e prorogato il commissariamento dell’Ente ma davanti al pericolo di annientamento del nostro territorio la classe dirigente Bellunese ha fatto poco o nulla.

Qualche mammut della politica come Bortolo Mainardi si dichiara contrario ai referendum di distacco dal Veneto perché “l’unico motivo reale di queste fughe dal Veneto è l’interesse economico…” e vorrebbe che i comuni come Sappada che intendono passare ad altra Regione restituiscano i denari ricevuti arrivando a dire in un impeto di totalitarismo che “la democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato”.

Noi del BARD, invece, siamo affezionati alla Democrazia e abbiamo promosso un ricorso al TAR del Lazio proprio per riottenere il diritto a eleggere liberamente i nostri rappresentanti. Proprio ieri i giudici del TAR del Lazio, hanno scelto di non decidere rinviando la causa al 13 dicembre. Non per questo molleremo!

Mainardi si chiede: “Davvero questa provincia non ha più una coscienza della propria storia e nessuna idea per il proprio futuro?». Non c’è limite alla faccia tosta di uno che poco tempo fa benediceva l’accorpamento con Treviso e ci voleva trasformare nel “giardino del trevigiano”, con gli abitanti delle Dolomiti, presumo dotati di apposita divisa da servitore, pronti a soddisfare ogni richiesta del padrone.

Non lasceremo ad altri le chiavi di casa nostra, questa terra ha già pagato con troppi morti le criminali decisioni prese sulla pelle dei Bellunesi nel chiuso di qualche elegante ufficio lagunare.

Noi del Bard, Belluno Autonoma Regione Dolomiti, vogliamo tenere assieme questo territorio perché sappiamo bene che 210.000 abitanti sono già pochi per contare qualcosa nel quadro politico, e se ci dividiamo, come vorrebbero certi nemici del nostro territorio, siamo morti.

Il territorio bellunese è ricco di risorse proprie e non deve restituire nulla ma, casomai, chiedere indietro quello che, da troppo tempo, gli viene sottratto impunemente.

Il BARD sta cercando di rappresentare al meglio e in tutte le sedi, gli interessi del territorio bellunese e continuerà a farlo perché siamo certi che avremo ragione dell’indifferenza e dell’ignavia di quanti guardano alla politica solo come a un mezzo per gestire potere e ricchezza personali o del proprio gruppo politico o d’interesse.

Siamo sicuri che i cittadini del territorio Dolomitico Bellunese non assisteranno inoperosi alla dissoluzione del proprio territorio e di certo noi del BARD ci batteremo senza sosta e con tutti i mezzi, ed i referendum sono uno di questi, per rivendicare il diritto del popolo bellunese all’autogoverno e all’autonomia.

Fino all’ultimo respiro.

Silvano Martini

Silvano Martini – vicepresidente Bard

 

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10 comments
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  1. FINO ALLA FINE!

    Non ci arrenderemo, MAI !!!

  2. Spero si salvi l’ente provincia.Spero di poter tornare a votare un “mio” presidente.Serve poi una chiara strategia pro territorio atta alla valorizzazione e promozione turistica della nostra bellissima provincia purtroppo spesso declassata.Serve un’amministrazione provinciale ambiziosa e motivata nel volere il bene comune e non propensa solo alla cosidetta poltrona.Ci riusciremo?

  3. CI SERVE UNA PROVINCIA AUTONOMA DI BELLUNO COME TRENTO E BOLZANO.

    VIA DAL VENETO SUBITO

  4. Certo che i referendum che finora si sono tenuti (Lamon, Sovramonte, Cortina d’Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana, Colle Santa Lucia, Sappada) sono indici del fatto che la provincia di Belluno non è affatto unita al suo interno: Lamon e Sovramonte vogliono andare con Trento, Cortina d’Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana, Colle Santa Lucia con Bolzano, Sappada col Friuli Venezia Giulia…

  5. Va bene, ma chi sono “i soliti protagonisti di troppe stagioni politiche…” che hanno creato questa crisi politica?Vi invito a fare i nomi.

  6. Un rimedio solo sopprimere la Regione e mantenere la Provincia! Quanto ai politici bisogna riavere la dignità e il diritto di potere scegliere i nostri rappresentanti col voto di preferenza

  7. Sopprimere la regione e mantenere la provincia? Celeste, io proprio non ti capisco!

  8. Una provincia autonoma non ha bisogno di una Regione quinbdi quello che dice celeste ha una sua logica. Il problema è che mischiamo un sacco di richieste anche tra loro contradditorie e non riusciamo a darci un obiettivo chiaro.

  9. Ad ogni modo una provincia per poter amministrare decentemente ha bisogno di soldi! Non solo soldi per pagare le spese ma denaro sufficente per poter garantire i servizi e magari sviluppo turistico.Purtroppo queste ultime citazioni poterebbero essere inascoltate a Roma.Con la conseguenza di dover “tirare avanti” e basta.

  10. Celeste, Piero, quale regione dovrebbe essere soppressa?