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Spending review e i tagli orizzontali alla sanità. Bond:”il Veneto ha già dato. Qui un ago costa meno di un centesimo”

Lug 4th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità

Dario Bond

“In Veneto la spending review è realtà da anni. I costi standard di per sè non ci fanno paura. Ci fa paura invece l’atteggiamento di un Governo che vuole colpire indistintamente trattando in ugual modo situazioni tra loro profondamente diverse. Sarebbe l’ennesimo atto contrario al tanto decantato federalismo, ma anche alla logica e al buon senso”.

A dirlo è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond convinto che serva una mobilitazione contro i nuovi tagli orizzontali sul fronte sanitario prospettati dall’Esecutivo nazionale.

“Nelle Usl venete il monitoraggio della spesa è diventato trimestrale, mentre la tracciabilità dei presidi sanitari ha fatto passi da gigante. Per non parlare della prassi ormai consolidata delle gare centralizzate che permettono di innescare virtuose economie di scala. L’esecutivo Monti non inventa nulla di nuovo, almeno per il Veneto”.

A tal proposito Bond porta anche dei numeri molto significativi: “In questi giorni ho chiesto a campione dei dati ad alcune Uls del Veneto e i numeri ci danno ancora una volta ragione. Una siringa monouso sterile con ago costa dai due ai tre centesimi a seconda della tipologia contro una spesa massima che in altre parti d’Italia arriva anche a 70 centesimi, un ago ipodermico meno di un centesimo, mentre un inserto di tibia per protesi non cementata 194 euro contro un massimo rilevato di circa 2500 euro in altre parti d’Italia. Qui da noi poi il costo della giornata alimentare è mediamente sotto i dieci euro. I numeri che ho letto sulla stampa in questi giorni e riguardanti altre realtà del Paese sono di gran lunga superiori e difficili da giustificare”.

“Detto questo”, conclude Bond, “non possiamo far finta che il Veneto sia uguale alle altre regioni. I numeri parlano chiaro: per questo dobbiamo andare a Roma con gli economi delle nostre Usl e dire che non siamo disposti a farci massacrare”.

 

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