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Nasce la macroregione alpina, una nuova opportunità anche per il Bellunese * intervento di Irma Visalli

Giu 30th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Irma Visalli

Il patto firmato ieri Bad Ragaz, nella valle del Cantone san gallese, dalle regioni italiane (Valle D’Aosta-Lombardia-Piemonte-Veneto-Friuli) , francesi , tedesche, svizzere e austriache che appartengono alle Alpi, istituisce un’unica piattaforma territoriale in cui le Regioni firmatarie lavoreranno, stabilmente e in cooperazione, su questioni strategiche: risorse energetiche, turismo,artigianato , innovazione , accessibilità trasporti. Una piattaforma quindi produttiva oltre che geopolitica. Una grande opportunità, nel solco segnato dalla Convenzione delle Alpi, per la crescita dell’Europa delle Regioni (oltre che degli Stati) e per l’Italia intera che forse potrebbe leggere in questo fatto sia un nuovo modo di relazionarsi all’Europa e indirizzare le tanto attese misure per la crescita del Paese. Ma questo patto assume particolare valore per le province interamente montane/alpine appartenenti alle Regioni a statuto ordinario firmatarie del patto: Verbania per il Piemonte , Sondrio per la Lombardia e Belluno per il Veneto. Il patto, infatti, oltre ad essere un rafforzamento nella direzione dell’autogoverno e della specificità sigla, qualora ce ne fosse bisogno, la nostra appartenenza a una macroregione formidabilmente ricca e composita. Avvalora e illumina la strada sul solo modello di sviluppo socioeconomico e di coesione che può mantenere la montagna abitata e frenare l’emarginazione e lo spopolamento. Inoltre rafforza ulteriormente l’identità “unitaria” delle province appartenenti all’area dolomitica nelle Alpi, creando il contenitore ideale affinchè si consolidino le linee progettuali legate a questa comune appartenenza . Ma , proprio in relazione alle appartenenze, resta ancora poco chiara la definizione dei perimetri territoriali della macroregione, internamente alle Regioni firmatarie. Auspico , per il Veneto ad esempio, che non si introduca in egual misura nella macroregione alpina tutta la regione. Spero vi sia il territorio VERAMENTE alpino perchè, pur certa della assoluta necessità delle relazioni tra area alpina e aree metropolitane contermini , e’ altrettanto importante non si ricreino quelle dinamiche di sistema in cui la compresenza delle aree metropolitane di pianura, anziché garantire uno scambio reciproco, relegano la montagna in un ambito marginale e subalterno. Questo e la costruzione della governance multilivello per l’intera macroarea alpina , (definita così perché, comprendendo più Regioni in più Stati aumentano i livelli decisionali , le arene politiche , i riferimenti normativi e pianificatori) segneranno il proseguo dei lavori delle Regioni firmatarie in Europa. In questo quadro, di certo molto complesso, nasceranno nuove relazioni reticolari tra istituzioni, attori economici e società civili. Per questo penso che il bellunese debba dire la sua , magari cominciando già da dopodomani durante l’incontro degli stati generali della provincia . In questa partita la voce del territorio bellunese deve essere forte , coesa, chiara. E anche la politica può avere oggi una nuova occasione per dare forza a questa nuova opportunità per la montagna e per il bellunese . Insomma, è iniziata una nuova storia. A noi tutti esserne protagonisti.

Irma Visalli – Coordinatore Rete montagna Forum Ambiente – Partito Democratico

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6 comments
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  1. Cara Irma, concordo con te per le opportunità che ci derivano da questo nuovo patto. Ma poiché le parole hanno un significato “proprio”, desidererei che tu avessi usato termini più decisi. Quindi non “auspico che si introduca”, ma “deve essere introdotto”. Non ” spero vi sia il territorio veramente alpino”, ma ” dave essereci…”. e via di seguito. Dobbiamo dimostrare anche nelle parole la nostra ferma decisione nella difesa del nostro territorio. Quanto poi alla comprensione da parte del Governo centrale delle problematiche delle zone montane, ti basti riflettere sui nuovi parametri introdotti per il mantenimento delle Province. In base ad essi, Verbania-Cusio-Ossola verrà reinglobata con Novara. Alla faccia della sua specificità. Infine, con riferimento agli Stati generali della CCIAA, credo che la montagna partorirà un topolino. Troppe sono le realtà non invitate ad esprimere la loro importante opinione, prime fra tutte le Associazioni Ladine, che rappresentano, ricordiamolo, quasi 60.000 abitanti.

  2. Parole sante, eliminiamo le regioni autonome, sono fuori dalla storia.
    Speriamo che SuperMario provveda, altrimenti dobbiamo farlo noi.

  3. Il caldo dà alla testa.

  4. Egregio signor Pettazzi,
    complimenti per il suo senso della democrazia e per il rispetto delle opinioni altrui, anche se diverse dalle sue.
    Comunque il caldo, forse, dà alla testa a tanti!
    Absit iniuria.

  5. Egregio signor (o professor?) Pettazzi,
    complimenti per il suo senso della democrazia e per il rispetto delle opinioni altrui, anche se diverse dalle sue.
    Comunque il caldo, forse, dà alla testa a tanti!
    Absit iniuria.

  6. Non era mia intenzione dare lezioni od offendere alcuno. Se cosi sono state intese le mie stringate parole, chiedo scusa. D’altronde intervenire con nome e cognome credo sia la prova della mia assoluta volontà di confronto, non di affronto. Intendevo solo significare che i due interventi mettevano molta carne al fuoco e così si rischia di bruciarne parecchia. Ad esempio, e chiudo, siamo sicuri che l’eliminazione di Province e Regioni autonome sia la panacea di tutti i mali italiani? Vogliamo con calma analizzare i risultai delle une e delle altre? Questa acrimonia nei loro confronti non pensate sia il coronamento di una politica del “divide et impera” dei famosi Partiti romani?