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venerdì, Agosto 7, 2020
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Il Castello di Andraz apre le porte a turisti e appassionati

Riapre al pubblico, dopo gli importanti interventi di restauro effettuati, il Castello di Andraz. Da sabato 30 giugno, giorno dell’inaugurazione, gli interni di questo prezioso gioiello architettonico, simbolo della valle di Livinallongo, saranno visitabili dal pubblico.

Il Castello di Andraz o “l Ciastel”, come cita la lingua ladina, fu costruito nell’XI secolo e più volte trasformato in modo da permettere il controllo degli interessi economici del Vescovo di Bressanone sui territori circostanti e in particolare sulle miniere di ferro di Colle Santa Lucia.

Successivamente all’esaurimento dell’attività estrattiva, nel 1755, il castello fu abbandonato e nel corso del 1851 spogliato del tetto, degli arredi e dei suppellettili. Durante il conflitto del 1915-1918 fu bombardato dalle postazioni austriache del soprastante Col di Lana.

Negli anni compresi tra il 1986 ed il 2001, il castello è stato interessato da lavori di restauro conservativo eseguiti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Veneto Orientale. La seconda tranche di lavori fu successivamente realizzata nel 2011 a cura del Comune di Livinallongo del Col di Lana, con finanziamento della Comunità Europea (Progetto INTERREG – TRANSMUSEUM), per poter consentire la tanto attesa apertura al pubblico.

L’intervento della Soprintendenza ha valutato una prima fase di liberazione dalle macerie e di messa in sicurezza delle murature superstiti. Successivamente sono state eseguite varie campagne di scavo archeologico e i necessari rilievi conoscitivi, valutando che le condizioni climatiche del luogo richiedevano una costante protezione dei ruderi. La soluzione adottata doveva coniugare la conservazione dei resti del castello e la minore invasività delle opere con percorsi di visita sicuri.

Per questo sono state scelte tecnologie assolutamente innovative in relazione alle caratteristiche dei manufatti e dell’ambiente circostante. Ad esempio la rocca ed alcune pertinenze sono state protette con copertura piana in vetro extra-chiaro montata su telai reticolari in acciaio zincato. In questo caso si è trattato in assoluto della prima realizzazione di questo tipo eseguita in alta montagna.

I due anni di restauri hanno restituito all’antico maniero il suo originario splendore, il Castello di Andraz,vero e proprio Museo a cielo aperto, si riappropria quindi del suo ruolo simbolico. La sacralità del luogo, la concorrenza di più culture, la bellezza del paesaggio e la straordinaria conservazione dell’ambiente naturale ne fanno uno dei simboli di maggior fascino dell’area alpina orientale: una sintesi di ciò che ha portato al riconoscimento delle Dolomiti quale “Patrimonio dell’Umanità” da parte dell’U.N.E.S.C.O.

 

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