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Lettera aperta alle forze sociali, alle associazioni di categoria, a tutte le persone che hanno a cuore il futuro del territorio Bellunese-Dolomitico: date una mano al territorio della Provincia di Belluno-Dolomiti

Giu 21st, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore, Società, Associazioni, Istituzioni

Potrebbe accadere domattina e il 95 % degli amministratori della provincia, nonché la quasi totalità dei rappresentanti politici bellunesi, fanno finta di niente. Si tratta dell’accorpamento a Treviso della nostra provincia, notizia sulla quale qualche commentatore radiofonico bellunese ha pure scherzato, dando il fatto per avvenuto. Che dire: siamo nelle mani di una genia di codardi che dell’ignavia hanno fatto mestiere. Per non parlare dell’ amministrazione provinciale, controllata da commissari che del nostro territorio, a voler esser buoni, si potrebbe affermare che gliene importa poco assai.

Ora la situazione politica involve verso esiti che potrebbero essere per noi drammatici e ciò impone che ciascun cittadino bellunese assuma la responsabilità e che rifletta sulle conseguenze delle proprie azioni, ma soprattutto sulla conseguenza del non agire, del volgere il capo altrove facendo finta di non accorgersi che il territorio Bellunese rischia di perdere la Provincia e con essa la possibilità di autogestione concessa proprio pochi mesi fa dal nuovo Statuto Veneto.

Ci sono nel bellunese risorse economiche enormi. Acqua, Energia, Ambiente. Sono miliardi di euro che fanno gola a molti. Osservate come si muovono i soggetti politici ed a quali interessi rispondono e capirete che la questione dell’autonomia non è folklore ma solidissima economia. Semplicemente vogliono mangiarsi la nostra terra in un boccone!

Noi del BARD, Belluno Autonoma Regione Dolomiti, ci battiamo con tutte le forze per l’Autonomia di questo territorio e siamo sorpresi e amareggiati nel vedere con quanta irresponsabile indifferenza la classe dirigente e politica della provincia di Belluno sta accettando, come fatto compiuto, la soppressione dell’Ente col conseguente accorpamento alla Provincia di Treviso. Per non parlare del progressivo svuotamento del sistema dei servizi pubblici, in primis quelli sanitari, di cui fanno maggiormente le spese le zone periferiche della provincia e le Terre Alte.

Questa lettera aperta è un appello a tutte le persone che hanno a cuore il territorio Bellunese-Dolomitico, siano esse rappresentanti di associazioni di categoria, amministratori pubblici, che ricoprano ruoli dirigenziali in enti o istituzioni a siano, come noi siamo, semplici cittadini innamorati della propria terra.

La Provincia di Belluno Dolomiti è in pericolo di definitiva marginalizzazione e soffre uno smarrimento che trova origine da una concomitanza di fattori dei quali la crisi economica è il detonatore.

Un territorio che misura un quinto dell’intero Veneto come superfice ma è abitato da poco più di duecentomila persone, rischia di essere accorpato a Treviso a formare una sola provincia in cui il peso politico della montagna sarà insignificante.

Chiunque legga la storia del territorio Bellunese e la conosca nel dettaglio sa bene che il futuro del nostro territorio non può che stare in una quota sempre crescente di autosufficienza economica , perché da una regione in cui la montagna è solo periferia non può venire granché di buono mentre a prevalere saranno sempre e solo gli interessi delle zone rurali di pianura e delle aree metropolitane.

Alla pianura il nostro territorio interessa solo per le risorse, per le aree edificabili, per lo svago di un fine settimana, nulla più.

Se vogliamo continuare a vivere dignitosamente in montagna non possiamo consegnare il nostro destino in mani distanti dal territorio quando il nostro vissuto ci conferma, ogni giorno di più, che gli abitanti della pianura hanno a cuore altro che non la qualità della vita di chi in montagna sta per dodici mesi l’anno.

Inutile ripercorrere una storia ben conosciuta e fatta di servizi pubblici che se ne vanno , costo della vita che aumenta, opportunità di lavoro che vengono a mancare.

Dice Enrico Borghi: ”essere liberi oggi significa poter dare ai propri figli la possibilità di esercitare il diritto di opzione. Scegliere cioè se rimanere nelle valli oppure andare altrove. Se non c’è sviluppo, se non c’è crescita, se non c’è pari opportunità, se non c’è economia, se non c’è reddito, il diritto di opzione è solo una bella parola, un sogno che si trasforma in delusione e che alimenta il rancore e l’esclusione…”

Noi assistiamo oggi al tentativo di accorpare la provincia di Belluno ad altro Ente, probabilmente Treviso, per raggiungere un dimensione in abitanti superiore al numero magico di trecentomila. Questo in una Regione che ha recentemente approvato il nuovo statuto che stabilisce essere il la Provincia di Belluno destinataria del trasferimento di fondamentali competenze e risorse in ragione della sua specificità.

Come movimento Belluno Autonoma – Regione Dolomiti abbiamo ricorso al T.A.R. del Veneto, con istanza di legittimità alla Corte Costituzionale, contro la decisione del Ministero dell’Interno e del Prefetto di Belluno di non indire i comizi elettorali per il rinnovo degli organi di governo della Provincia di Belluno.

Con quest’atto i sottoscrittori del ricorso hanno così esercitato il diritto di ogni cittadino a promuovere, sostituendosi di fatto alla stessa Provincia, una azione popolare per vedere riconosciuta l’utilità di ritornare ad un modello di piena partecipazione alla vita democratica della collettività provinciale bellunese.

I promotori del ricorso intendono così tutelare il diritto dei bellunesi alla piena legittimità democratica della loro Provincia, quale livello di governo tutelato dalla stessa Costituzione e riaffermare l’assoluta necessità di un Ente territoriale in grado di esercitare pienamente la particolare autonomia ora assegnata a Belluno dallo Statuto della Regione Veneto.

Nell’ambito dell’approvazione del cosiddetto Decreto Salva Italia si è infatti inferto, con “un’operazione surrettizia” come ha sostenuto Valerio Onida già Presidente della Corte Costituzionale sul Sole 24 ore del 22 gennaio 2012, un colpo irreversibile all’autonomia amministrativa, funzionale, organizzativa e finanziaria delle Province visto che il testo “non sopprime formalmente le Provincie, ma di fatto sostanzialmente le svuota delle loro natura costituzionale”.

Questo significa, nel particolare caso di Belluno, cancellare ogni prospettiva di un miglioramento della competitività economica e territoriale rispetto alle contermini Regioni autonome del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, condannando irreversibilmente la nostra Provincia ad un rapido declino economico e sociale.

Gli estensori del ricorso, il professore avvocato Gabriele Leondini, il dottore Daniele Trabucco e l’avvocato Giuliano Rizzardi, hanno delineato con stupefacente chiarezza la natura del problema giuridico posto con la riduzione, attuata per giunta con il sistema della decretazione d’urgenza, delle Province ad enti di secondo grado e la grave lesione che così si è prodotta al sistema delle autonomie garantito dalla nostra Costituzione e dalla Carta Europea delle Autonomie Locali.

Il Bellunese deve trovare dentro di se le forze per risollevarsi dalla crisi! Possiede le risorse e ce la farà sicuramente se il meglio della società civile saprà accomunare lo sforzo per costruire, insieme e al di la delle ideologie un futuro di autogoverno per il popolo delle Dolomiti Bellunesi.

Per questo chiediamo a tutti, ma in modo pressante alle associazioni di categoria e agli amministratori e a quanti presiedono le organizzazioni professionali di partecipare al ricorso con un sostegno economico alle spese, effettuabile sul conto corrente:

Movimento BARD

Belluno Autonoma Regione Dolomiti

IBAN IT81Q085116124 000000 0025514

Cassa Rurale ed Artigiana di Cortina d’Ampezzo e delle Dolomiti

fil. di Ponte nelle Alpi, viale Dolomiti 21

Causale: RICORSO AL TAR

Non si può più far finta di nulla!

Ora chi è interessato al territorio, lo vive e lo ama, ha la possibilità di essere protagonista e difenderlo, un giorno potrà guardare negli occhi i suoi figli con la coscienza di aver fatto la sua parte per garantire a loro il diritto di opzione fondamentale che è la libertà.

 

Grazie

Per il movimento BARD (Belluno Autonoma Regione Dolomiti)

Silvano Martini – vicepresidente

 

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13 comments
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  1. Chi ama la propria terra DEVE sottoscrivere questo documento. Chi non agisce non è degno di pronunciarne il nome. Bellunesi, forza, uno scatto d’orgoglio dopo il torpore di questi ultimi tempi.
    Non c’è più tempo da perdere! Il baratro è più vicino di quanto non vi facciano credere quella massa di venduti che ci ha governato, nel pubblico come nel privato, fino ad oggi.
    Viva Belluno Autonoma! Viva le Dolomiti! Mai con Treviso!

  2. Chia ama la sua terra, la difende.
    Non si va ne con Trento ne con Treviso.

  3. condivido appieno , segue da mesi tutta la questione cerco in tutti i modi di divulgare la realta con
    tutti i suoi problemi ……. a presto

  4. Lucio, ti invito ad uno dei nostri numerosi incontri con la popolazione.
    Spero ti ricrederai. Ma ognuno può avere le sue idee. Basta che siano chiare.

  5. Cari Signori,
    tutto vero quello che avete scritto, ma in tempi come questo è difficile far credere alla gente bellunese che con un ricorso si può ritrattare l’accorpamento ad un’ altra provincia e addirittura puntare all’autonomia. Sono troppe le ferite che abbiamo accumulato negli anni. Abbiamo visto il nostro territorio spogliarsi di tutto, e allo stesso tempo i bellunesi non credere più nei loro gioielli: il territorio e la sua bellezza.
    Io lavoro nel campo del turismo e da anni vorrei vedere la provincia di Belluno portata all’ennesima potenza.
    Mi rendo conto da anni che non abbiamo risorse ma piccoli passi si possono fare con poco. Ma ci vuole la volontà, quella che solo pochi bellunesi sanno trovare e mettere a disposizione degli altri.
    Spero di sbagliarmi questa volta e di essere in tanti a crederci!
    Elena

  6. Bellissimo!

    Belluno Autonoma e mai con i Trevisani

  7. Gentilissima Elena, la questione non è se basti o meno un ricorso a cambiare la storia perchè è evidente che la valenza politica del ricorso sta nel fatto che esso è promosso da cittadini che hanno deciso di ribellarsi alla normalizzazione sovietica che vorrebbe cancellare, con l’ente Provincia, anche la storia della nosta terra per consegnare il territorio delle Dolomiti ai centri di potere della bassa.

    Le farò un esempio che mi creda, non vorrei fare ma è necessario e mi perdoneranno i miei amici. Sòno nato a Longarone ( risulto nato a Belluno sol per il fatto che l’ospedale è la) e sono venuto via dal paese pochi giorni prima del disastro. Li ho lasciato amici di cui non è rimasto altro che il nome inciso sul muro della nuova chiesa di Longarone. Lei crede che la Sade, che aveva sede a Venezia, avrebbe corsi gli stessi rischi nella gestione dell’invaso, se ai piedi della diga ci fossero state le case e le famiglie , i bambini, dei dirigenti della società ?

    Ecco cosa capita a dare in mano il proprio destino ad altri! Ecco cosa succede quando a prevalere è solo l’interesse economico!

    Come diceva Giovanni Falcone, chi nella vita fa finta di non vedere quello che accade volgendo altrove lo sguardo, muore ogni volta che lo fa !
    Il BARD è fatto di donne e uomini normali che hanno fatto la scelta di non volgere altrove il capo e di vivere e combattere con dignità e orgoglio per la propria terra.

    Che abbiamo da guadagnarci?

    Non credo ci sia bisogno di dare una risposta ….

  8. Discorso giusto, vero e condivisibile però parlandoci sinceramente :
    1) siamo sicuri che essere accorpati non sia meglio, considerando e vedendo quello che la gran parte della ns classe politica ha fatto per lo sviluppo del territorio forti dubbi sorgono, e parliamoci chiaro è quella la classe politica che comanda ancora esempio eclatante è il GSP con le sue non decisioni e non colpe di nessuno o la presidenza di tutte le cariche importanti in società ed altro, o il fatto che adesso tutti queli che per anni hanno sbagliato dicono che sanno loro come risolvere i problemi e smentendo tutto quello che hanno detto e fatto per anni…
    2) ma a quanti bellunesi la cosa interessa davvero ed in quanti sono disposti anche a dare qualcosa per il proprio territorio e non chiedere solamente……. esempio vissuto e reale “incontro in un locale una persona agitata che si vanta di essere andata a protestare a Venezia in prima fila per la sopressione degli ospedali, allora provo a chiedere, e dire ma da queste parti ho sentito che anche per una cosa semplice come il parto la gente preferisce andare fuori in ospedali più distanti, risposta VERO xche quì non c’è il servizio all’altezza!!!!! seconda domanda ma Lei fà la spesa quì in paese nei negozi o và verso Belluno e la Trevisana, risposta farò la spesa quà quando abbasseranno i prezzi!!!!!!!!………….
    3) e cosa più importante in assoluto c’è qualcuno che ha veramente una mezza idea sullo sviluppo della provincia??????….. nel 2008 il Gazzettino aveva offerto in prima pagina la possibilità di esprimere un idea su Belluno o Provincia come la sognate e vorreste, penso di aver letto 6 lettere di cui una mia, una di una ragazza di Vittorio Veneto che era venuta ad abitare a Belluno e qualcuna di un paio di politici che per forza di cose non potevano NON FARLA, ma che in quanto a str… e era un capolavoro….

  9. Egregio Sig. MASSIMO, condivido in toto le sue osservazioni,
    ma mi sa spiegare perché, ad esempio, la benzina sotto il “Passo del Fadalto” costa 10 cent
    in meno?
    Non é per caso che noi protestiamo veramente poco? E’ solo una domanda.
    Cordiali saluti.

  10. @massimo,
    Gentile signore, le sue sono osservazioni corrette ma mi creda, non possiamo far pagare a tutto il territorio le incapacità di una parte della classe politica che pure ha provocato il disastro nel quale ci troviamo. E non creda che i politici della trevisana siano migliori dei nostri che in quanto a fare i c… Loro sono bravi uguale …
    Concordo sul modello di sviluppo al cui riguardo il BARD ha idee che divergono totalmente dalla dominante cultura della distruzione del territorio.
    La invito a collaborare con il BARD anche riguardo a questo aspetto ed a considerare che è sempre meglio occuparsi del proprio territorio senza delegare ad altri che non lo vivono.
    La ringrazio per le cortesi osservazioni.

  11. Ci si rende conto delle cose che si hanno solo quando si corre il concreto rischio di perderle!

    Non credo assolutamente che i Bellunesi siano incapaci di gestire appieno ed in modo ottimale le proprie risorse, tanto più che stiamo “sopravvivendo” in condizioni post-belliche da più di 50 anni…
    Altri (popoli) sarebbero già scomparsi…
    Non voglio neanche pensare minimamente di delegare la cura della terra in cui vivo a chicchessia (TV, VE, altro). Non vivo in una riserva e non ho bisogno di estranei (TV, VE, altri…) che mi insegnino a sbagliare, preferisco sbagliare ed imparare dai miei sbagli da solo!

  12. Lucio, purtroppo è vero che la benzina o il gasolio sotto il Fadalto costano meno, anche altri articoli costano meno certi altri però nò…… i problemi a mio parere sono essenzialmente 2 il costo “vivo” dell’essere distanti da certi centri di approvviginamento ed il fatto che quì essendo in poche e sparpagliate anime abbiamo consumi ridoti che non permettono grosse economie di scala…….. e quì dovrebbe essere la POLITICA a risolvere i problemi al posto di crearli, come già ho scritto una volta, L’ACQUA E’ IL SOLO NOSTRO BENE COMUNE E GIUSTO O NON GIUSTO CHE SIA AVREMMO SEMPRE DOVUTO TRARNE DEI GROSSI VANTAGGI, ma purtroppo nella realtà paghiamo le bollette elettriche più care e dalla sua gestione diretta abbiamo creato un buco che nemmeno nell’ultimo paese del terzo mondoi sarebbero riusciti a fare……
    Sig. Silvano è più di qualche anno che scrivo lettEre sia sul corriere che su Gazzettino sottoponendo PROBLEMI VERI e facendo DOMANDE SEMPLICI , chidendo risposte e talvota anche indicando le persone che dovrebbero rispondere, ma posso assicurare che nessuno mai mi ha risposto e nessun’altro mai ha cercato di seguirmi sui ragionamenti basilari, devo quindi dedurre che LAORARE E PENSARE per la propria terra non ha senso se non intererssa a nessuno……..

  13. @Massimo
    Gentile signor Masssimo, non si illuda che basti scrivere qalche lettera a giornali per (cercare di) cambiare la cose. Serve lavoro e impegno nella politica buona che è una merce preziosa e rara ma che andando a cercarla in giro per la provincia ho visto che si trova.
    Il BARD non ė un club esclusivo. Se ha voglia di dare mano non si faccia scrupoli che da lavorare gratis ricavandone sol qualche insolenza ce n’ė fin che che vuole! :-))
    Buone cose!
    Silvano Martini