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Piano socio-sanitario regionale. Bond: “Rimane aperta la questione degli ospedali veneti che hanno perso la capacità di attrarre pazienti”

Giu 13th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore, Sanità

Dario Bond consigliere regionale Pdl

Nel corso della discussione odierna in Regione del nuovo Piano socio-sanitario, il capogruppo del Pdl Dario Bond ha espresso apprezzamento per la nuova figura del direttore generale della sanità. Che, per le modalità stesse della sua nomina, garantirà un forte collegamento tra Giunta e assemblea legislativa, assicurando quindi possibilità di controllo condiviso da parte dei legislatori regionali. Quanto ai direttori generali delle Ulss Bond, in dissenso da Franchetto, ha apprezzato il ridimensionamento del loro ruolo imposto dal nuovo piano con la valutazione annuale della loro attività ad opera di tre diversi soggetti. Bond ha poi sottolineato la necessità di chiarire meglio il ruolo dei dipartimenti di prevenzione e ha valutato positivamente l’impegno previsto dal piano di completare l’informatizzazione delle strutture sanitarie e della modalità di erogazione dei servizi. Quanto all’applicazione del piano, Bond ha auspicato che schede ospedaliere e territoriali rispettino le linee-guida indicate dal piano e siano fortemente ancorate alla realtà. “E’ impressionante – ha aggiunto – lo scenario epidemiologico che il piano descrive area per area: ciò impone ai legislatori regionali di intensificare, con opportune iniziative legislative, le verifiche ambientali per individuare le cause di specifiche patologie, in primis quelle oncologiche”.

Quanto alla rete ospedaliera Bond ha osservato che la distinzione in diversi livelli di specializzazione degli ospedali è un’indicazione che potrà essere aggiornata e modificata in progress. Bond si è, infine, soffermato sulle aree che presentano specifici problemi come la montagna e la laguna, osservando che questo piano affronta con intelligenza queste particolari situazioni. “Resta tuttavia ancora aperta – ha concluso – la questione degli ospedali veneti che stanno perdendo capacità di attrarre pazienti e danno vita a fenomeni di mobilità passiva. Serve una ulteriore riflessione da parte nostra su come invertire questa tendenza per confermare l’alta qualità della sanità veneta”.

 

 

 

 

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2 comments
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  1. Chi se ne frega del Veneto: i nostri consiglieri devono lavorare per Belluno.

    Se non sono capaci, si devono dimettere.

  2. Bisogna salvare la sanità in montagna, perchè mentre in pianura sprecano, qua non si spreca e ti chiudono comunque gli ospedali. Bisogna assolutamente mantenere i servizi altrimenti il veneto lasci andar via i comuni che fanno i referendum senza rabbiosa ed isterica reazione.