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Ospedale di Agordo. Mantoan, Bond e Toscani incontrano i primari, gli amministratori e i giovani: “La specificità agordina sarà tutelata”

Giu 12th, 2012 | By | Category: Riflettore, Sanità

Un ospedale pienamente operativo e capace di rispondere alle esigenze di un territorio complicato e fragile come quello agordino. E’ questo l’impegno che il segretario generale della sanità del Veneto Domenico Mantoan ha assicurato ieri sera ad Agordo nel corso di un incontro con alcuni amministratori pubblici, medici dell’ospedale e i giovani della Consulta che da mesi stanno mantenendo alta l’attenzione attorno al tema sanità.

L’incontro è stato reso possibile grazie al sostegno dei consiglieri regionali Dario Bond (Pdl) e Matteo Toscani (Lega) da oggi impegnati in aula a Venezia con l’approvazione del nuovo piano socio-sanitario, documento che ridisegnerà la sanità veneta del prossimo decennio. Entrambi hanno auspicato che il testo uscito dalla V Commissione Sanità rimanga inalterato almeno nelle parti che fanno riferimento alla specifità della montagna e questo nel rispetto dell’articolo 15 dello Statuto regionale sulla specificità della provincia di Belluno.

A Mantoan e ai due consiglieri regionali sono state illustrate le criticità della struttura ospedaliera e le difficoltà del fare assistenza – a tutti i livelli – in montagna. Mentre i medici presenti si sono soffermati sugli oggettivi problemi di organico (dalla chirurgia all’ortopedia), i ragazzi della Consulta hanno sottolineato la necessità di garantire la piena operatività h24: “Vogliamo che Agordo rimanga un ospedale per acuti operativo per tutto l’arco della giornata”, hanno detto i giovani. Sulla falsariga il vicesindaco Sisto Da Roit che ha portato molti esempi su cosa significhi fare sanità in montagna. “Dopo le 8 di sera non ci sono ambulanze medicalizzate e le emergenze sono garantite principalmente dai volontari”. Per non parlare dei servizi territoriali “che stanno soffrendo” e della difficoltà a trovare medici di base disposti a esercitare nelle zone più periferiche. Altro capitolo, i servizi per le dipendenze e le cure palliative.

Mantoan ha spiegato i contenuti del Pssr e il ruolo che avranno le schede ospedaliere e territoriali, strumenti che “caleranno” le direttive del piano nella vita di tutti i giorni. “Se la politica decide che ad Agordo dovrà essere garantita una struttura di emergenza e urgenza – com’è la linea fin qui emersa – dovremo fissare i numeri che consentano la piena operatività. Se al reparto di chirurgia servono 4 o 5 medici per essere davvero funzionante, metteremo tale cifra nero su bianco e verificheremo che il direttore generale dell’Uls si attivi”, ha detto Mantoan.

Ed è lo stesso piano socio-sanitario a dire – tra l’altro – che i direttori generali dovranno essere valutati annualmente in base ai risultati e quindi alla concreta attuazione delle schede.

“Il concetto di scheda territoriale è molto importante perchè si vanno a elencare i fabbisogni del territorio e si trovano le soluzioni operative più adeguate”, ha sottolineato Bond, mentre Toscani si è soffermato sul ruolo dei servizi e delle strutture extraospedaliere: “Non dobbiamo dimenticare che oltre l’ospedale inteso come struttura c’è tutto un patrimonio da tutelare”. Il consigliere leghista ha fatto leva sul concetto di qualità: “Bisogna garantire prestazioni elevate e lavorare in un’ottica di sinergia con tutte le strutture della provincia”.

Mantoan, dal canto suo, ha parlato delle opportunità derivanti dalla telemedicina – che non si pongono in contrasto con il fattore umano – e della necessità che ognuno faccia la propria parte: “Se la Regione e l’Uls decidono di credere in una struttura, serve che i cittadini facciano altrettanto. Finora, spesso, si è preferito il ricovero in realtà fuori provincia, come Brunico o San Candido. Non si possono dare risposte e poi vedere la gente che se na va”, ha detto il segretario generale.

L’incontro è durato circa tre ore e ha affrontato anche altri nodi come quello rappresentato dagli ospedali di comunità, ovvero le strutture intermedie dedicate a quei pazienti che non hanno più bisogno delle cure ospedaliere strettamente intese ma che non sono ancora in grado di provvedere autonomamente a se stessi e che quindi hanno ancora bisogno di cure specifiche. “Mi piacerebbe che un ospedale di comunità da tre-quattro posti letto potesse essere ricavato nella sede della Croce blu di Livinallongo”, ha detto Bond.

Soddisfatti i giovani: “Ci fanno piacere le parole di Mantoan e dei consiglieri regionali, da parte nostra l’attenzione continuerà a essere alta. In ballo c’è il futuro della Conca”.

 

 

 

 

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