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La replica del presidente della Fondazione teatri Cesare Zaccone: “Tib teatro è creditrice di 95.000 euro e non di 133.000”

Giu 12th, 2012 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Cesare Zaccone

Da settimane assistiamo alla pubblicazione sulla stampa di dichiarazioni da parte della Cooperativa Tib Teatro volte contro l’operato del sottoscritto e della Fondazione Teatri delle Dolomiti con argomentazioni pretestuose e ripetitive nei contenuti alle quali è già stata data esauriente risposta.

Quanto afferma la Coop. Tib non corrisponde alla realtà dei fatti ed alla verità: la Tib non ha mai presentato alcun programma artistico e culturale, ma ha solo avanzato alcune richieste volte all’utilizzo di circa 70 date del Teatro Comunale senza specificare le corrispondenti manifestazioni come risulta dalle lettere depositate agli atti. Richieste solo generiche e fatte per svolgere le “proprie attività”, come specificato nelle missive, senza mai sottoporre all’attenzione della Fondazione alcun progetto. Inoltre la Coop. Tib non ha mai esplicitato la volontà di una fattiva collaborazione pur avendo offerto la Fondazione, in tutti gli incontri e nelle lettere di risposta, massima disponibilità.

Non corrisponde a verità il credito di € 133.000 vantato dalla Coop Tib Teatro alla quale spettano, per precisione dei dati, euro 40.000 a saldo di una fattura per la quale è stato notificato atto ingiuntivo per volontà della stessa Coop. e circa € 15.000 per una seconda fattura in contestazione pure reclamata dalla Tib attraverso atto ingiuntivo. Spettano alla Tib anche € 35.000 per contributo a suo tempo deliberato assieme ad altri; quindi in totale la Tib è creditrice di € 95.000. Questo è quanto risulta nei fatti, comprovato anche dalle scritture contabili.

Devo precisare che prima di impugnare gli atti ingiuntivi della Tib, la Fondazione Teatri aveva offerto una transazione che proponeva il versamento immediato di un acconto (€ 30.000,00) e l’indicazione dei tempi di pagamento del residuo in rapporto a quelli degli incassi dei crediti della Fondazione. Transazione che la Tib ha rifiutato costringendo la Fondazione ad avviare l’opposizione agli atti ingiuntivi, pagando però nel contempo tutte le fatture di custodato ed un acconto di € 20.000 sulla prima fattura il cui importo appare formalmente dovuto.

Preciso inoltre che l’ultima protesta manifestata dalla Tib, riportata da alcuni quotidiani, è una reiterazione delle precedenti polemiche basata su medesimi argomenti, cui la Fondazione aveva dato ampie e veritiere spiegazioni che si possono tuttora leggere nel sito della Fondazione tra le news dove sono riportati i vari comunicati stampa.

Ribadisco che a nessun operatore, che ha richiesto l’utilizzo del Teatro Comunale, ne è stata concessa la disponibilità e che, nemmeno la Fondazione, ha potuto ancora fissare le date per la propria attività programmata, essendo in attesa dell’approvazione del proprio Bilancio di Previsione, condizione fondamentale per poter attivare tutti i servizi necessari per garantire l’attività e l’apertura del Teatro.

Senza presunzione, non ho alcun timore che la mia credibilità possa essere scalfita, ma è ora che la Tib smetta di gettare discredito sulla mia persona e sulla Fondazione Teatri delle Dolomiti; le uscite della Tib non sono certo in armonia con il clima di riappacificazione auspicato dal Sindaco Massaro per porre fine a questo continuo stillicidio di veleno che mortifica l’Arte e la Cultura a scapito ti tutti i cittadini. Non è ammissibile né tollerabile che la Fondazione, che sta operando con serietà e determinazione nel perseguire il bene comune, sia costantemente oggetto di denigrazioni e affermazioni non veritiere. Preciso che è l’unica organizzazione che ha contestato e contesta i Presidenti, ogni decisione ed ogni iniziativa della Fondazione.

L’operato della Fondazione è impostato sulla trasparenza e correttezza con l’obiettivo, attraverso la promozione delle varie forme d’espressione d’arte, di offrire ai cittadini quella auspicata diversificazione dell’offerta artistica volta alla soddisfazione e all’appagamento dei bisogni culturali dei cittadini, instaurando fattive collaborazioni con le più significative realtà socio-culturali del bellunese.

Cesare Zaccone – Presidente della Fondazione Teatri delle Dolomiti

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8 comments
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  1. Ma Zaccone non aveva detto che si sarebbe dimesso?

  2. Riconsiglio al Massaro.
    A Tib non piaceva Romanelli, né Neri, né Zaccone.
    A Tib non piacerà nessuno, salvo che consenta a Tib di farci quello che vuole del Teatro Comunale (ivi compreso dormirci dentro).
    Il Massaro dovrebbe nominare Daniela Nicosia alla presidenza della Fondazione.
    Torneremmo al bel conflitto di interessi disposto dal duo Marco Perale e Ermano De Col (sì, proprio lui, ancora lui).
    Vivremmo tutti felici e contenti.

  3. Zaccone e altri consiglieri della Fondazione hanno rimesso immediatamente nelle mani del sindaco di Belluno il loro mandato.
    Giustamente in attesa di farsi un’idea chiara sulla questione e nel frattempo consentire alla Fondazione di lavorare, il sindaco Massaro ha chiesto al Presidente e hai Consiglieri di proseguire per qualche tempo il loro mandato.

  4. Gravissimo, quello che afferma myssssy!!!
    Perché il presidente della Fondazione non risponde al sindaco di Belluno ma al consiglio di indirizzo del quale fa parte ANCHE il comune di Belluno.
    Meno che mai i consiglieri della fondazione possono rimettere nelle mani del sindaco di Belluno alcunché!!
    La Fondazione, insomma, non è del Comune di Belluno …
    Se il Massaro ha chiesto a Zaccone di restare, esautorando di fatto il cnosiglio di indirizzo della Fondazione (perché è il Consiglio di indirizzo che nomina il presidente, non certo il sindaco di Belluno) possiamo porprio dire che anche in questo il Massaro ha cominciato bene…..

  5. Zaccone e Leonardi sono consiglieri rappresentanti per il Comune di Belluno, quindi giustamente si sono confrontati col nuovo Sindaco…

  6. Ma Zaccone è dimissionario o no?

  7. E il Colle, il difensore della cultura cittadina, il paladino delle libertà di noi tutti, perché non parla?
    Dov’è, il Colle? Qualcuno lo sa?

  8. Penso si sia ritirato a vita privata…