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Separati in casa. Ma c’è ancora una destra e una sinistra? E qual è quella “ortodossa” del Pd ora?

Giu 10th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Jacopo Massaro

Il pasticcio creato della “sinistra ortodossa” del Pd, nella gestione delle “primarie sì, primarie no” delle amministrative del Comune capoluogo, ha portato ad una situazione bizzarra. Dove le sinistre bellunesi si ritrovano allo stesso tempo nella maggioranza di governo guidata dal sindaco Jacopo Massaro e la sua giunta, e anche all’opposizione con il Pd sconfitto di Claudia Bettiol e Irma Visalli. Oltre, naturalmente, al sostanziale ridimensionamento della destra del Pdl e l’azzeramento della Lega in consiglio comunale. E allora c’è da chiedersi se esiste ancora una ideologia incontaminata di destra e di sinistra. E se sì, quale sia quella “ortodossa”.

Osservando le “migrazioni” dei candidati avvenute in quest’ultima tornata elettorale, ci sentiamo di affermare che non esiste più, o forse non è mai esistita, un’autentica appartenenza ad una ideologia forte, così come era concepita ai tempi della Dc e del Pci.

Abbiamo assistito, ad esempio, al salto acrobatico dell’ex leader del centrosinistra Maria Cristina Zoleo (Pd), perdente con Antonio Prade (Pdl) alle precedenti elezioni, candidarsi nelle liste di quest’ultimo, ed ora siede all’opposizione in consiglio comunale, tra le fila del Pdl. L’ex presidente del consiglio comunale Oreste Cugnac, invece, è uscito dal Pdl per entrare nella Lega Nord, dalla quale, invece è uscito Silvano Serafini (Orso Grigio) per entrare nelle liste di Massaro, dove è stato eletto.

Troppe sterzate repentine e ravvicinate, insomma. Tutto legittimo, intendiamoci, ma questi cambi di casacca, senza alcuna pausa di riflessione, senza un periodo di “purgatorio” tra un mandato e l’altro, danno l’impressione di un’arena senza regole, dove i politici lottano per inseguire poltrone. Non già di ragionate riflessioni ed evoluzioni del proprio pensiero politico.

Sulla ortodossia della sinistra bellunese, il discorso si fa ancora più complicato. Infatti, ad aver sostenuto e portato alla vittoria Jacopo Massaro è stato mezzo Pd, forte di due ex segretari provinciali (Tabacchi e Dal Soler). A questo punto, non è più corretto chiamarli “fronda”. Se poi osserviamo questi fatti, diciamo dalla prospettiva di Roma, o più semplicemente da un’angolatura regionale, nulla vieta di affermare che il nuovo “Pd ortodosso bellunese” sia quello di Massaro. E non più quello, per capirci, di Sergio Reolon & C.

Roberto De Nart

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32 comments
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  1. Analisi acuta e credibile, con una sola imprecisione: la Zoleo cinque anni fa perse al primo turno.

  2. Tutto vero, ma dimentica di dire che il sindaco ha giurato e stragiurato di esser senza casacca. Dimentica anche il ruolo di SEL…

  3. Articolo pieno di inesattezze..dalla Zoleo ex leader del Pd (quando il Pd ancora non esisteva) a Massaro sostenuto da mezzo Pd, Tabacchi (che non è più del Pd da tempo) e Dal Soler (che nel Pd non lavora piùda altrettanto)…che il Pd ortodosso (definizione fantasiosa) sia Massaro è davvero ridicolo..soprattutto guardando quello che nel Pd si è mosso durante questa campagna….fermarsi alla superficie è davvero molto semplice..

  4. con tutto rispetto, Belluno città non rappresenta il resto della provincia.
    E senza Provincia, la città di Belluno varrà per quel che è: un paesotto di provincia da poco più di 30 mila abitanti.

  5. La Zoleo perse al primo turno, non al ballottaggio…

  6. Simbad, grazie della segnalazione, rettificato

  7. Caro Matteo, se lei fosse ai vertici del Pd di Roma, visto come sono andate le cose a chi darebbe fiducia, ai perdenti o ai vincenti? Chi scrive ha motivo di ritenere che tra un anno, alla vigilia delle politiche, il quadro di riferimento sarà quello che ho appena abbozzato. Sulle inesattezze formali ha ragione lei, il Pd all’epoca non c’era ecc ecc

  8. Questo non mi sembra il modo di cambiare la politica, cambiano le sigle ma le persone sono sempre le stesse.Meglio evitare la Zoleo non porta fortuna

  9. Penso che i continui cambiamenti di appartenenza di molti politici siano uno degli elementi che fa allontanare i cittadini dalla politica e che genera quindi quei sentimenti antipartitici molto diffusi.
    L’obbiettivo quindi di una maggiore chiarezza e trasparenza è senz’altro condivisibile. La risposta che Jacopo Massaro e la sua coalizione hanno dato di fronte a questi problemi è stata chiara: “i partiti hanno fatto il loro tempo, noi crediamo nelle liste civiche, nella forza di un progetto senza coloranti”. è un’idea che Massaro portava avanti anche quando era dentro il PD, che non ha trovato condivisione all’interno di esso e che è stato un presupposto alla fuoriuscita di Massaro.
    Il PD Bellunese ha invece scelto un’altra linea: i partiti servono ancora, ma vanno rinnovati e modificati. Questo ci ha portato a un percorso difficile, che prima di tutto ha comportato la rottura con Massaro, e poi è proseguito con alcune contraddizioni interne che sono emerse anche dentro la campagna elettorale. Ciò nonostante la lista PD è andata molto bene come raccolta di consenso e di preferenze.
    Gli elettori al ballottaggio hanno premiato inequivocabilmete Massaro. Non possiamo non pensare che, oltre alla scelta sulla persona, ci sia stata anche una condivisione della sua proposta politica, fatta di tre liste civiche, non dal PD.
    Ora, che senso ha porre questi interrogativi su chi sia veramente il PD Bellunese? Forse chi ha detto alla gente che i partiti sono dei mostri da distruggere, oggi riscopre interesse nei loro confronti? Oppure, in fondo, ciò che ha mosso Massaro e suoi sostenitori era solo la voglia di una resa dei conti giocata utilizzando qualsiasi mezzo?
    Sarebbe spiacevole per gli elettori scoprire che gli intenti erano così bassi, come peraltro ci svela il comunicato di SEL del 28 maggio 2012 in cui si dichiara “la vittoria sulla Margherita (0_o?)”.
    Il progetto politico del PD e quello di Massaro (con i suoi compagni di viaggio Rufus Bristot, Orlando Dal Farra, Rasera Berna, Orso Grigio ecc) sono DIVERSI, è ridicolo pensare che l’uno possa assorbire a freddo l’altro. Altrimenti siamo partiti con la critica al trasformismo, e alla fine lo asuspichiamo come soluzione!

  10. il PD, invece di farle prima, ha fatto le primarie al primo turno, e, di poco, ma le ha vinte la Bettiol. Il momento particolare ha fatto si che al ballottaggio ci andasse con Massaro.
    Al ballottaggio la destra avrebbe votato anche Bin Laden piuttosto che vincesse il PD. Hanno votato Massaro ma avrebbero votato chiunque fosse stato al suo posto
    In realtà hanno perso entrambe le sinistre.
    Perchè? perchè una è all’opposizione e vi è finita perchè non ha avuto il buonsenso di fare le primarie e l’altra per vincere ha avuto bisogno dei voti della destra oltre che, probabilmente, fare patti con il diavolo.
    Semplice semplice.
    Poi, se vogliamo, possiamo fare il cerchio attorno alla freccetta e dire che abbiamo fatto centro parlando della fine dei partiti, del futuro delle liste civiche, degli ortodossi o non ortodossi

  11. Pregiatissimo Roberto De Nard
    comprendo la sua impegnata ed eccentrica fatica nel dimostrare o preconizzare il rovesciamento, che è nella sua sola immaginazione, dei rapporti di forza all’ interno del Partito Democratico.
    Molto più modestamente e mediocremente, sia sotto il profilo giornalistico che politico, Lei tenta di dare
    all’ operazione di potere di Jacopo Massaro una dignità o meglio una copertura politica di un qualsiasi Partito Democratico. Lei, non solo si sbaglia, ma tenta goffamente di “riparare al danno” che la sua campagna di sostegno a “qualsiasi lista civica” ha provocato alla tenuta di fondo di questa comunità vista la disarticolazione degli elementi di razionalità, di unità e di solidarietà che normalmente sono alla base della “polis”.
    Debbo dirLe che in questa sua miope scelta è stato abbondantemente superato dal Corriere delle Alpi con il suo ex Direttore e dalla sollecita e simpatica giornalista Irene Aliprandi.
    Oggi in Consiglio Comunale esistono solo due partiti: il Partito Democratico e quello che resta del PDL: questa è una cosa grave per qualsiasi istituzione perchè fa mancare al dibattito ed alle scelte gli strumenti fondamentali previsti dalla Costituzione che sono i Partiti.
    Lei cita due carissimi amici del Partito Democratico di qualche tempo fa: Denis Dal Soler e Valerio Tabacchi.
    Ho la vaga impressione che entrambi non siano molto contenti della Sua “chiamata alle armi” !!
    Se non altro perchè, l’uno, Denis Dal Soler si firma ancora (in una prospettiva maxiana!!) ex Segretario dei Democratici di Sinistra e l’ altro, Valerio Tabacchi che ha lasciato il Partito Democratico molto tempo fa, oggi non credo abbia tanto tempo e voglia preso, come sarà, dall’ impegno severo per realizzare “le sorti progressive” della nuova giunta Massaro.
    In ogni caso ritengo paradossalmente utile il suo scritto perché spingerà ancor di più il Partito Democratico Bellunese a procedere sulla via del rinnovamento e dell’ apertura ai tanti, tantissimi giovani che hanno messo la loro faccia, la loro dignità e la loro giovinezza al servizio del “bene comune” accedendo alle liste elettorali. Non possono e non potranno in nessun modo essere contrastati o peggio utilizzati da qualsiasi vecchio o giovane “padrone del vapore”.

    Con i più cordiali saluti.

    Mario Svaluto Moreolo

  12. Adesso Giovanni e Roberto ci spiegano cosa fanno Sergio Reolon e la sua compagnia per caratterizzare il PD, rispettivamente a livello nazionale per Giovanni, e a livello locale per Roberto. E non voglio sentire parole come “lo sanno tutti” o “è scritto ovunque” o “è chiaro come il sole”. Voglio sapere se voi siete informati di notizie per cui io, semplice cittadino che fa il suo dovere civico, e che in più fa volontariamente attività politica, dovrei pensare che Sergio Reolon ha favorito, contribuito, o è stato decisivo, alla caratterizzazione del PD così com’è ora, a livello locale per uno e nazionale per l’altro.

    E poi vorrei che rispondeste a questa critica che vi faccio, state attenti perché comprimo un lungo ragionamento in una manciata di righe!
    Cioè io invece affermo che il nuovo “PD ortodosso bellunese” non sia quello di Massaro, né che lo sia stato quello visibile prima del grande Esodo, chiamiamolo così.
    Per me un nuovo “PD ortodosso bellunese” si inizierà a vedere quando il partito si sarà liberato di chi, confluito da altri vecchi partiti (PDS, DS, Margherita, PCI, DC) ha ancora conti in sospeso con figure aventi una storia all’interno dei vecchi partiti e li sta mettendo davanti a ogni altra cosa come la propria personale vocazione alla solidarietà o il servizio per il bene della collettività.
    Insomma, quando la si smetterà di pensare ai propri desideri di vendetta personale maturati durante la militanza in vecchi partiti e si inizierà a ragionare come una squadra per ottenere come risultato l’affermarsi della propria idea di Comune, di Regione o di Stato.
    Ad esempio i nativi democratici sono avvantaggiati in questo: non avendo storie di militanze in vecchi partiti alle spalle e avendo ben chiaro che il confronto politico non è sano se genera veleni o se è orientato a valorizzare i personalismi, queste cose negative saranno evitate da ogni parte in gioco.
    Solidarietà, spirito di servizio, partecipazione, chiarezza e atteggiamento critico verso se stessi e gli altri, anche verso gli amici più stretti, sono il nuovo “PD ortodosso bellunese”. Non è la cosa migliore usare la persona come modello: le persone sono come le scale di Hogwarts, gli piace cambiare. 😉

    A voialtri avrà colpito la figura di Sergio Reolon magari perché vi sarà sembrato una figura immanente sulle altre figure militanti all’interno del partito, soprattutto durante questa ed altre campagne elettorali? Ditemi voi. Quello che ho appena detto può capitare a tutti visto che basta una carica pubblica un po’ “esclusiva” per sembrare dei VIP e suscitare chiacchiericci da parte di noi “plebei”.
    A me però piace ragionare con la mia testa e non farmi trasportare da luoghi comuni spesso, tra l’altro, sfruttati da taluni personaggi che ambiscono a certe posizioni.
    Io non ho notizie di indicazioni vincolanti ricevute da lui, alla stregua di editti bulgari. Se voi me ne date una la ascolto e vedo di capirci qualcosa.

    Infine dico a Giovanni che è la chiusura di molte persone verso le realtà dei circoli del PD che sembra che il PD sia tutto zitto di fronte a quello che succede a livello nazionale. In realtà si fa come molte persone razionali: ci si informa su quello che accade, si chiacchiera, ci si esprime insomma, e talvolta si fanno dei giudizi! Ma a volte mi sembra di essere un marziano, lo so, quella del politico è una brutta razza…(e sì che se invece vengo a partecipare alle riunioni del M5S non sono politico, ma cittadino, boh, tutta forma per me…)

    Non so, allora potresti dire che di fronte all’episodio del gol-non gol di Muntari in Juve-Milan quelli dell’AIA ZITTI!!! Ma non è così…
    Di fronte alla defenestrazione di Tavolazzi da parte di Grillo quelli del Movimento ZITTI!!! Ma non è così…

    Cioè capisci che a fare questi discorsi, se trovi quello che ti viene dietro, si fa solo baccano e non si dice niente di interessante. Si riportano notizie che ovviamente trovano commenti a senso unico.
    Cioè io domani mi metto a dossierare il M5S e mi segno giù tutte le cose che ovviamente saranno giudicate negativamente, e quando raggiungo una massa critica, fottendomene di quanto di buono si possa trovare in quel partito, mi metto a fare propaganda al mio partito gettando fango sul tuo per giustificare le mie affermazioni che il mio è l’unica alternativa, che senza il mio partito non c’è futuro, e altre belle cose.
    È il metodo che vi frega secondo me, il metodo. Dico “vi frega” perché siete tutti sulla stessa barca, ma non vado certo a dire che siete voi tutti la causa di questo metodo che secondo me vi frega, attenzione.

    Poi se vogliamo entrare nella questione della qualità del partito dobbiamo fare altri discorsi, ma preferisco prendermi una pausa.

  13. @Paolo non sono d’accordo che il primo turno, per il PD, sia stato un banco di prova simile alle primarie, per il semplice fatto che se il popolo della sinistra avesse potuto votare “libero” e cioè non indotto al voto utile a causa di un sondaggio reso noto e pubblicato l’ultimo giorno utile per legge, negando così di fatto ogni possibilità di replica agli altri candidati (otto), il candidato del PD non avrebbe preso più voti di Jacopo Massaro.
    Il sondaggio per chi non lo ricordasse dava in vantaggio i candidati di PD e PDL. Ecco perché il popolo della sinistra si è visto diciamo “costretto” a votare il Candidato del PD, più forte secondo il sondaggio. Secondo il mio modesto pensiero, il predetto candidato non avrebbe preso più voti di Massaro se ci fossero state delle vere primarie e del resto la differenza, al primo turno, è stata alla fine di solo 141 voti in più per il candidato del PD.
    @Mario sempre secondo il mio modesto parere l’uscita dal PD di molti dirigenti, ha stimolato lo stesso PD per un naturale ricambio generazionale. Ricambio auspicato dallo stesso Jacopo Massaro e anche più volte sottolineato appunto da quest’ultimi dirigenti fuoriusciti. Il PD si è visto costretto a contrastare quello che era il punto di rottura, aprendo di fatto la porta alle giovani leve, che ben hanno lavorato e figurato. Pertanto un ulteriore merito va a coloro che hanno denunciato questa difficoltà del Partito a un rinnovamento vero e che ne hanno generato l’evoluzione.
    @Marco Tarroni quoto il tuo intervento e sono d’accordo sulla teoria del non infangare gli altri per evidenziare se stessi ma alle volte i dubbi nascono da alcune documentate verità e non da teorie illusorie.
    Nino

  14. Concludo che quello che contesti è che il PD sta permettendo tutto ciò. Io sono meno estremista quindi non vado immediatamente a lamentarmi del fatto che lui ha una storia così lunga. È anche vero che, per quante regole e paletti metti, non puoi impedire l’attività politica a una persona che ha un certo seguito. Io avrei interesse che tutti i partiti si comportino bene, così almeno se quello che io sostengo è in minoranza non mi ritrovo in braghe di tela. Non è che mi aspetto che il partito che sostengo sia il migliore del mondo, né cerco di giustificarlo a tutti i costi. Se vedo che il progetto politico del PD è fallito non mi faccio problemi a cercare qualcos’altro di alternativo su cui lavorarci sopra, possibilmente con una squadra.

    Voglio dire una volta per tutte quello che penso sull’argomento. Essendo giovane penso di non rischiare di incappare nell’errore di dire solo quello che la massa vuol sentirsi dire.

    Cioè per me non è importante quanto tempo una persona è in parlamento. Mi importa che quella persona, mentre è in parlamento, sia capace di leggere il momento storico della nazione, capire le peculiarità e le necessità della società civile al suo interno, capire i risvolti internazionali, e avere gli strumenti giusti per adattare le istituzioni a queste cose. Uno strumento è sicuramente l’esperienza nelle istituzioni. Un altro può essere la coscienza limpida e inattaccabile. Ma ci sono tante cose: disponibilità all’ascolto, polso nel gestire le dispute tra persone diverse… Molte cose…
    L’esperienza la ottieni sul campo oppure te la fai trasmettere, e qui già inizi a pensare che forse i “vecchietti” sono utili, specialmente se si calano nel ruolo che meglio li rappresenta, cioè come coloro che ti possono raccontare bene la storia e trasmetterti la loro esperienza, che poi tu dovrai adattare al tuo contesto, ed essendo giovane il tuo contesto culturale, storico eccetera, lo puoi capire molto bene.
    Le altre cose possono essere innate o ti puoi allenare…
    Per me un politico ha finito il suo tempo quando non è più in grado di interpretare e agire sul contesto in cui è chiamato ad operare. Non conta l’età anagrafica o la lunghezza del suo mandato. Anche perché io sarei ben contento di potermi affidare a una persona competente per più tempo possibile, finché dura. Deve contare il buon senso. Potrei fare un paragone con i tornelli della metropolitana, che a Berlino non esistono. Scrivere il collegamento è troppo faticoso, ma è semplice da tenere a mente, pensateci su…

  15. Ogni potere ha il suo corifeo di turno…
    Anchje il Massaro.

  16. @Marco: mi pare di capire che tu non fai parte del gruppo BilderbergPDlocale che si riunisce, al bisogno, in una certa casera. Se dobbiamo aspettare che i “nativi PD” prendano il sopravvento (non mi riferisco a quello numerico), vista l’età dei meno vecchi del gruppo, ci vogliono almeno 20-30 anni. Decisamente troppo. Meglio girarsi attorno.
    Riguardo all’esito delle amministrative, mi pare di capire che il gruppo dirigente del PD Belluno(i “non nativi”) ritenga che l’unico problema emerso fosse quello di trovare un sostituto di Massaro per fare la polenta alla festa dell’Unità. Probabilmente, lo stanno cercando tra i nativi.

  17. @ Nino: non dimenticavo la leggendaria (e cieca) fedeltà dei “non nativi” PD già appartenenti alle legioni del P.C.I.. Non avremo mai il riscontro, ma penso che avrebbero preferito comunque Bettiol in quanto appartenente all’antica aristocrazia rossa. D’altra parte, mi pare di aver capito che lei, la candidatura la rivendicasse proprio per “jus sanguinis”

  18. Perchè Massaro ha vinto ed i partiti hanno perso? La gente ha dimostrato di essere arcistufa di questi partiti che hanno contribuito a ficcarci in una situazione economica disastrosa e non sanno indicare nessuna ricetta seria per uscirne. Molti non sono andati a votare ma molti si sono guardati attorno per vedere se c’erano offerte alternative. Hanno trovato Massaro e le tre liste che lo sostenevano e M5S. Questo il quadro generale ma non sufficiente senza un congruo aiuto da parte dei partiti così detti ufficiali. Il PdL si è affossato in cinque anni di liti e, almeno a mio avviso, di pessima amministrazione. per essere sicuro di perdere si è diviso anche al momento della formazione delle liste. Il PD bellunese è riuscito in una impresa unica in Italia. Ha fatto capire ad una buona fetta dei suoi simpatizzanti che l’unico modo serio di fare buona politica e buona amministrazione era farlo fuori dal partito appellandosi alla società civile. Credo che l’incubo del PD è che capiscano anche in altre realtà che si può fare, che non è obbligatorio avere l’etichetta PD per fare proposte vincenti. Quì a belluno è successo un fatto enorme e tutti cercano di liquidarlo e ridurlo ad una bega interna. No signori, è una cosa ben più importante e non serve a niente tentare di nasconderlo. Il nuovo avanza in ogni caso come dimostra anche il successo di M5S.

  19. In primo luogo esprimo la mia solidarietà a Roberto De Nard.
    Nel merito della questione i perdenti bisogna che abbiano la capacità intellettuale di riconoscere la sconfitta recitando il “mea culpa” e non cercare di responsabilizzare gli altri.
    L’umore dei cittadini è che la politica è sporca. No la verità è che a sporcarla sono gli uomini con il loro modo di fare politica. La politica nel vero senso della parola ha il fine del bene della collettività principio stravolto da politicanti avidi e arrivisti.
    I partiti? Torrnino a fare il loro vero ruolo se vogliono riacquistare credibilità e fiducia, virtù che hanno perso da tempo, sono diventati delle combriccole di compagni di merende.

  20. piero balzan e celeste balcon : il nuovo che avanza

  21. Leggo con piacere questa disquisizione. Mettiamo alcuni paletti:
    1. la rappresentazione del PD “ortodosso” è chiaramente strumentale e una creazione semplicistica. Il non senso sta nel fatto che chi siede in maggioranza ora nel comune di Belluno non si può definire del PD perché la sua scelta è stata chiaramente contro il partito dentro cui alcuni di loro militavano fino a poco tempo fa. Il fatto che alcuni prendano la palla al balzo e sfruttino l’esito elettorale per dire che il “nuovo” PD è questo è una storiella per sfruttare questo momento, per alcuni favorevole, e sicuramente da loro stessi inaspettato negli esiti.
    2. questione primarie: anche se fossero state fatte, chi ora siede a Palazzo Rosso le avrebbe accettate solo nel caso in cui il candidato comunque sarebbe stato lui, e comunque ci fossero state solo liste “civiche” o mascherate da tali. Quindi non avrebbe risolto nulla, avrebbe solamente certificato che: -il candidato sarebbe l’attuale Sindaco con la/e sua/e lista/e; -in caso di esito sfavorevole a Lui, uno dei candidati sarebbe stato comunque Lui e la sua lista. Ben che andava, sarebbe solo sparito il PD (!).
    3. il PD ha fatto una scelta chiara e limpida puntando sul rinnovamente e sull’innesto di tanti giovani promettenti e competenti, e questo garantisce sicuramente un futuro positivo, progetto che gli altri non possono avere visto il diverso orizzonte che può avere una lista “ad personam” o “ad eletionem” e un partito a livello nazionale.
    4. l’attacco continuo e sistematico al PD fa chiaramente parte di un disegno complessivo mirato a sovvertire gli equilibri politici non solo a livello locale ma anche nazionale. Ciò che personalmente mi intimorisce è che l’assenza dei partiti apra a una organizzazione politica poco trasparente: ‘assenza di organismi organizzati e regolamentati; mancanza di regole certe sui metodi di scelta e di formazione degli indirizzi politici; mancanza di evidenza pubblica di finanziamenti, finanziatori, interessati, militanti, ecc. Sinceramente da cittadino preferisco sapere che chi mi governa lo fa con metodi certi e codificati piuttosto che con l’improvvisazione e l’interesse del momento.
    5. la soluzione più semplice e ineludibile a questo punto è l’autoriforma dei partiti, unica strada per garantire la democrazia e la giusta convivenza civile. Sta a chi fa politica saper cogliere tutto questo.
    Ultima chiosa. Sergio Reolon fa politica da 38 anni. Bè auguro a tutti coloro che fanno politica nel M5S o in qualsiasi altro contenitore di farla e bene per altrettanti anni, e spero vivamente che questo porti beneficio a tutta la comunità, sottoscritto compreso. E non sono ironico.

  22. Italia(5-3-2)

    P 1 Dino Zoff (C)
    D 5 Fulvio Collovati
    D 7 Gaetano Scirea
    D 6 Claudio Gentile
    D 4 Antonio Cabrini
    C 13 Gabriele Oriali
    D 3 Giuseppe Bergomi
    C 14 Marco Tardelli
    C 16 Bruno Conti
    A 19 Francesco Graziani
    A 20 Paolo Rossi

    Sostituzioni:
    15 Franco Causio
    18 Alessandro Altobelli

    CT: Enzo Bearzot

  23. @ Piergiorgio Salvati: 38 anni, sempre lì, ? dico una banalità: all’estero i partiti non cambiano nome, cambiano i politici che li rappresentano. In Italia cambiano nome i partiti ma non cambiano quelli che li rappresentano.
    Dico un’altra banalità: c’è qualcosa di marcio, non in Danimarca, in Italia.

  24. Giovanni, con questi perdi tempo. Sono talmente convinti della loro superiorità etica, culturale, politica ecc, che neppure capiscono per quale accidenti di ragione hanno perso. Non li sfiora neppure il sospetto che la loro proposta non funziona, no, sono gli altri ad essere un pò sub normali e incapaci di capire. Intolleranti con tutti tranne che con quelli del proprio gruppo. Tu mostri un elenco di persone che stanno in parlamento, con scarsi risultati da un numero sterminato di anni e loro fingono di vedere un semplice elenco e pensano di essere spiritosi opponendo un elenco di calciatori. In effetti un tratto di genialità lo hanno mostrato. A Belluno era impossibile perdere eppure ci sono riusciti. Se non è genio questo!!

  25. @piero. Qui nessuno è convinto di quello che dici tu, la tua (presumo) esperienza non tralascerà il fatto che questa tornata elettorale sia stata “viziata” da un momento storico molto particolare, sia a livello nazionale che a livello locale. Nessuno nasconde il fatto che ci sia stata una resa dei conti all’interno delle varie coalizioni, PDL da un lato, e PD dall’altro, che hanno portato tutte assieme a un risultato elettorale che, ribadisco, è andato sicuramente oltre le aspettative, legittime, di chi ha vinto. Diciamo che ha contribuito anche una buona dose di fattore C, che non è , intendiamoci, una colpa, ma fa comprendere meglio la realtà. Bastavano meno di 100 voti al primo turno, ed ora stavamo parlando di altro. Quindi manteniamo un pochino di realismo, il centro destra bellunese ha affidato, com’era logico che fosse, il Comune a chiunque, bastava che non fosse al PD, com’è accaduto anche altrove. Di cervello, per fortuna, siamo dotati tutti. Non per aver vinto una partita uno diventa fenomeno e gli altri fessi.

  26. Fessi no ma neanche questi grandi geni.

  27. Una risata vi seppellirà dicono. Ma tranquilli non é per questo che rido, rido perché si sta ancora a far le stesse chiacchere incredibilmente inutili partendo da assunti scorretti perché o di parte o non veri. Semplicemente mi sembra che un sacco di gente non ha altro che da dar buoni consigli su un autoeretto -quello si- palco di superiorità morale, il che si, mi fa molto ridere. E allora rido, dopotutto chi non ride, non è una persona seria.

  28. ..disse Teofilatto dei Leonzi.

  29. Leo Longanesi diceva che “la minoranza dei giovani borghesi reduci, che non sanno quale distintivo mettere all’occhiello, si domanda perché fare il processo a una guerra vinta?”. La maggioranza invece è online che si sfoga non capendo che abbiamo vinto anche per loro. Prendetevi il partito invece che continuare a tentennare e guardare all’indietro.

  30. @ uno dei pirla: ma perchè il partito non ve lo siete presi voi invece di andarvene?

  31. Piero secondo me tu ti sei fissato che la proposta politica era CLAUDIA BETTIOL e allora siccome era claudia bettiol faceva schifo perché è antipatica reoloniana fa parte della casta è una di loro poltronara eccetera…
    QUANTA PIGRIZIA!! Nessuna voglia di cercare le informazioni per avere la possibilità di pensare con la propria testa!

    Quanto da pigri è giudicare un partito in base agli eletti! Ma secondo voi De Moliner è uno della casta? Mi state prendendo in giro?? La Visalli poi? Non mi avete nemmeno detto il nome di Mirco Costa, forse era meglio non ricordarlo perché in effetti è giovane… De Moliner ha preso più voti di tutti, non ha fatto un singolo spot televisivo né ha partecipato a comizi elettorali, è solo andato a parlare con la gente che conosceva, senza filtri (altro che senza coloranti!!)! Si è esposto in prima persona, se questo per voi è un modo distorto di fare propaganda elettorale puzzate proprio di incoerenza! Chissà come mai le preferenze sono rimaste basse nel M5S, e alte nel PD, quei numeri sono di persone che consapevolmente hanno scritto un nome sulla scheda elettorale perché quella persona è andata a parlare direttamente a tu per tu per proporsi!
    È così da schifosi fare un passo avanti? Io stesso se avessi avuto più coraggio avrei preso più preferenze!

    E poi non venitemi a dire che siccome sono stati eletti i più “vecchi” la proposta giovane non c’era. Vi ricordo che se avessimo vinto sarebbero entrati in consiglio comunale almeno 3 giovani tout court, non sono entrati perché evidentemente la nostra proposta non ha avuto il seguito necessario. È stata rifiutata da chi ha preferito votare Prade, il PdL diviso in tre liste, due mascherate da civiche, o Massaro, che ha azzeccato perfettamente il momento in cui la gente non voleva partiti, e allora, LISTE CIVICHE!

    Il mea culpa nel PD è stato fatto, ma non è istantaneo arrivare al mea culpa dopo aver “perso” le elezioni, perché allora il M5S esulta? Che mea culpa volete che si faccia se la proposta politica concorrente è in realtà nata perché avversaria. Non è forse il concetto di “avversario” usato al posto di “concorrente” che snatura la politica? Non siamo mica squadre di calcio, lo sapete? La concorrenza in politica è ottima finché si punta a una visione migliore, ma nascere come avversari, o nemici, di qualcuno non è proprio quello che mi aspetterei…

    E poi considerate quelli del PD dei cialtroni arroganti con complessi di superiorità… Vorrei vedervi fare una UNA argomentazione sensata, con metodo critico (scientifico), e basandovi su fatti concreti.

    Perché deprecate il mio metodo d’approccio? A me hanno insegnato che non tralasciare niente è un buon modo per arrivare alla verità… Eppure qua non mi sembra che si sia tanto d’accordo. Poi voi fate quello che volete, ma se mi stufo me ne vado…

    E per favore, quando vi accorgete che i vostri discorsi non reggono, fatevi una pausa e cercate di ritornare indietro dove avete sbagliato, invece che sparare a zero come fanno i vari La Russa e Santanché… Eh? Tanto qua c’è tempo per leggere, PENSARE, e scrivere… Poi vi fate solo prendere in giro da Enrico!
    Stiamo discutendo tra noi, è una discussione pubblica perché chiunque può (e dovrebbe) esprimersi. Non deve diventare un teatrino televisivo dove palesemente cercate di convincere le pecore a rimanere nel gregge. Offendereste (ma forse anche minaccereste) l’intelligenza delle persone.

  32. Chiudo dicendo che sarebbe stata una presa in giro presentarsi alle elezioni senza il simbolo del PD. E guarda caso mi fu detto che era proprio quello che voleva Jacopo! Non occorre fare troppi giri per ritenere ragionevolmente che Massaro è uscito dal PD perché avrebbe avuto più possibilità di diventare sindaco senza simboli di partito accanto al suo nome. Lo stesso per i vari candidati consiglieri che non sarebbero stati schiacciati dal peso di un simbolo di partito.

    Cosa fece Berlusconi quando vide che Forza Italia stava andando male? Fondò Il Popolo della Libertà!
    E cosa vuole fare ora? Lista civica nazionale “ITALIA PULITA”!
    Già quando era in crisi (mi pare prima della statuetta in faccia tirata da quel deficiente…) pensava di cambiare il nome del partito in “Italia”… Ma pensa te…

    Cioè il modus operandi da seconda repubblica è stato questo, anche Margherita e DS andarono nel PD.
    Peccato che sul breve termine i conflitti da esterni sono diventati interni. Però nel lungo termine, se chi dovrebbe mollare molla le rese dei conti, e pensa di più alla politica, forse avremo un PdL e un PD migliori.
    Sicuramente. E se viene insegnato alle nuove leve estranee alle realtà dei vecchi partiti che quel metodo ha fallito, la rivoluzione avverrà col tempo (forse 5 o 6 anni non 20-30 come si diceva) ma certamente avverrà “per sopraggiunti limiti di età biologica”. XD