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Tagliate il numero dei parlamentari con legge a sé stante senza stravolgere la Costituzione!

Giu 7th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Con una inammissibile precipitazione il Senato ha approvato in commissione un disegno di legge di riformale costituzionale che s’intende portare in aula a brevissimo termine.

Ma la Costituzione non può essere profondamente mutata senza una vera discussione pubblica, senza che i cittadini adeguatamente informati possano far sentire la loro voce. E’ inaccettabile che la richiesta di partecipazione, così forte ed evidente proprio in questo momento, venga ignorata proprio quando si vuole addirittura modificare l’intero edificio costituzionale. I cittadini, che negli ultimi tempi sono tornati a guardare con fiducia alla Costituzione, non possono essere messi di fronte a fatti compiuti.

Offrendo ad una opinione pubblica offesa da prevaricazioni e prepotenze un’esigua riduzione del numero dei parlamentari, che passerebbero da 630 a 508 alla Camera e da 315 a 254 al Senato, si vuol cogliere l’occasione per alterare pericolosamente l’assetto dei poteri istituzionali (la riduzione dei parlamentari può essere affidata ad una legge costituzionale a sé stante, senza stravolgere la Costituzione). Viene attribuita una posizione assolutamente centrale al Presidente del Consiglio, mortificando il Parlamento e ridimensionando in maniera radicale la funzione di garanzia del Presidente della Repubblica. Il Parlamento è conculcato nelle sue stesse funzioni e nella sua libertà, fino a poter essere sciolto dallo stesso Presidente del Consiglio, nel caso votasse contro una sua legge sul quale fosse stata posta e negata la fiducia. L’intreccio tra sfiducia costruttiva e potere del Presidente del Consiglio di chiedere lo scioglimento delle Camere attribuisce a quest’ultimo un improprio strumento di pressione e rende marginale il ruolo del Presidente della Repubblica. I problemi del bicameralismo vengono aggravati, il procedimento legislativo complicato. Gli equilibri costituzionali sono profondamente alterati, cancellando garanzie e bilanciamenti propri di un sistema democratico. E ora si propone di passare da una repubblica parlamentare ad una presidenziale, di mutare dunque la stessa forma di governo, addirittura con un emendamento che sarà presentato in aula all’ultimo momento.

I firmatari di questo documento denunciano all’opinione pubblica la gravità di questa iniziativa per i pregiudizi che può arrecare alle istituzioni della repubblica e si rivolgono a tutti i parlamentari perché rinuncino a portare avanti una modifica tanto pericolosa del sistema costituzionale.

Umberto Allegretti, Gaetano Azzariti, Lorenza Carlassare, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Domenico Gallo, Raniero La Valle, Alessandro Pace, Alessandro Pizzorusso, Eligio Resta, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky

 

 

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5 comments
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  1. Penso che sia ora passata di “cacciare i mercanti dal tempio”…con le buone o con le cattive.
    Ci hanno dimostrato di non credere nella democrazia e di volerla abbattere, motivo per cui non potranno appellarsi ad essa nel momento della rivolta!

  2. sarebbero da ridurre di 2/3 i parlamentari! 1/3 sarebbe più che sufficiente, basta e avanza. Ripristinare il voto di preferenza da subito, tolto con una senmplice legge ordinaria I cittadini avrebbero la possibilità di scegliere i meno peggio. Necessita piazza pulita prima che la gente cominci a salire le scale dei palazzi con bastoni e forconi. Ricordiamo cosa successe in Francia nel 1789.

  3. È sacrosanto, non bisogna lasciarsi andare a decisioni emotivamente affrettate di modifica dell’impianto costituzionale, che non è stato frutto di improvvisazione, ma si basa su “pesi e contrappesi”.
    La Costituzione è sempre stata una cosa seria e le decisioni affrettate non lo sono altrettanto. Gli sprechi sono da elimininare in altro modo, basta volerlo.
    Ricordiamoci che le leggi affrettate e quelle “speciali” non hanno mai dato buoni risultati.
    È invece importante modificare al più presto la legge elettorale, con discussione amplia e partecipata.

  4. Chiedo che non venga pubblicata la mia email.
    Condivido la denuncia del documento di Umberto Allegretti e di altri sottoscrittori.

    Colgo l’occasione per proporre una proposta di legge che preveda l’abolizione dell’INPS e di tutte le altre
    dispendiose gestioni pensionistiche, anche quelle private. Sono stato in Australia dove ho appreso che
    ogni cittadino al raggiungimento dei 65 anni d’età prende una “pensione uguale per tutti”: dai parlamentari
    al manovale. Fa schifo vedere i parlamentari ricevere anzichè una pensione tassata, un lauto “vitalizio”
    pertanto, esente da imposte come la vedova di guerra. Questa legge consentirebbe di smantellare le
    innumerevoli e costasissime gestioni pensionistiche che gravano sulla “pelle” di tutti gli Italiani.
    Detta proposta sarebbe un atto di solidale civiltà.

  5. Nessun parlamentare appoggerà questa proposta, perché è più facile far parte dei 762 rimanenti, anzichè di un gruppo ancor più ristretto. Questione di numeri. La via è un’altra e la troverà il popolo.