Wednesday, 13 December 2017 - 15:05

Terna presenta il Piano della rete elettrica nella media valle del Piave: oltre 18 Km di linee elettriche in meno, 122 tralicci in meno, 12,8 Km di interramenti. Ma rimane il problema del nuovo elettrodotto aereo ad Andreane

Mag 30th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Si preannuncia un’assemblea rovente, quella che avrà luogo questo mercoledì pomeriggio alle ore 19 al Centro Giovanni 23mo nella quale la società Terna Rete Italia, per conto di Terna spa presenterà al pubblico il Piano di razionalizzazione e sviluppo della rete elettrica nella media valle del Piave, con il progetto di impatto ambientale degli elettrodotti. Perché se è vero che il piano, nel suo complesso, presenta una serie di vantaggi, sotto il profilo energetico e di razionalizzazione degli elettrodotti, è altrettanto vero che non risponde alla domanda dei comitati. In particolare della richiesta di interramento della nuova linea che sfiorerà l’abitato di Andreane, per la quale lo stesso Adel Motawi, responsabile dei rapporti con il territorio di Terna rete Italia, ha confermato che, al momento, è prevista una linea aerea su tralicci.

Ecco in sintesi i punti principali del piano.

E’ previsto un investimento complessivo nel Veneto di 800 milioni di euro per la realizzazione di 14 stazioni elettriche, 165 nuovi elettrodotti, con 330 Km di linee da demolire, 140 Km di elettrodotti interrati e 440 Km di elettrodotti da potenziare. Con i conseguenti benefici per l’occupazione che riceverebbe una boccata d’ossigeno per i 150 nuovi cantieri con 2.500 persone impiegate. E un indotto di 320 milioni di euro di appalti per opere di cantiere, 400 milioni per contratti di fornitura materiali, 40 milioni per incarichi professionali e altri 40 milioni per stipule di servitù di elettrodotto.

Per quanto riguarda il dettaglio dell’alto Bellunese è prevista l’interconnessione delle attuali due reti, quella a 132 Kvolt che raccoglòie la produzione di energia idroelettrica lungo l’asta del Piave e quella a 220Kvolt per l’importazione di energia dal nodo austriaco di Lienz verso Soverzene-Vellai Soverzene-Fadalto e Soverzene-Scorzè.

“Questo intervento – ha detto Adel Motawi – ha lo scopo di assicurare la continuità di erogazione dell’energia, migliorare la qualità e la sicurezza del servizio, e liberare i centri urbani dagli elettrodotti esistenti”.

Nella media valle del Piave saranno eliminati 18,6 Km di linee e 122 tralicci; saranno liberati 50 ettari di terreno pari a 50 campi di calcio, e verranno realizzati 12,8 Km di interramenti dei cavi; con l’ulteriore beneficio di avere 898 edifici in meno rispetto ad oggi ad una fascia di 100 metri dagli elettrodotti.

Vi sarà, inoltre, un risparmio di 4 milioni di euro l’anno grazie all’aumentata capacità produttiva di 50 MW. L’esistente rete a 132 Kvolt, infatti, non consente alle centrali idroelettriche bellunesi di produrre a pieno regime. Con l’interconnessione prevista, si potrà produrre più energia idroelettrica abbassando la quota di energia derivante dal termoelettrico, quindi minor inquinamento. E un risparmio di 42GWh/anno per la riduzione delle perdite di rete della vecchia linea.

Il progetto prevede due macro interventi per un totale di 75 milioni di euro di cui 60 milioni per il potenziamento della reta a 220 Kv della stazione di Polpet e 15 milioni per il riassetto della rete dell’Alto bellunese.

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2 comments
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  1. Alla riunione non c’era alcun esponente della Provincia di Belluno né della Regione Veneto.
    Complimenti per la sensibilità!

  2. E’ vero, c’era il neo sindaco di Belluno Massaro con l’assessore (annunciato) all’ambiente e lo staff tecnico del comune di Belluno ma brillavano per la loro assenza Provincia e Regione. Probabilmente sapevano già tutto (anzi sicuramente) ma, almeno per la Provincia, forse sarebbe stato utile ascoltare i commenti della gente. Volevo chiedere quale era il vantaggio dell’interramento delle linee dal momento che il campo elettromagnetico non sparisce solo per il fatto che la linea è interrata tanto è vero che sotto le linee ad alta tensione si può coltivare mentre questo, almeno così è stato detto nella illustrazione, non è possibile sopra la zona in cui sono interrate le linee. L’avvio del dibattito mi ha scoraggiato e me ne sono andato. Con le linee attuali circa 1200 abitazioni sono nella zona di interesse del campo elettromagnetico mentre con le nuove linee si riducono a circa 300, in gran parte già sotto le linee ma, probabilmente, con qualche edificio che prima non era interessato dalla cosa. Complessivamente mi pare un bel passo in avanti con circa 900 abitazioni che si sono tolte il pensiero ma quelli che restano sotto ed i nuovi sono, giustamente dal loro punto di vista, inc…ti. Del resto, in un paese come il nostro dove le case sono ovunque è impossibile tracciare una linea senza incontrarne qualcuna a meno di creare un gigantesco zig zag o andare in quota con costi insopportabili. Alcuni, più di altri, pagano per la mancanza di qualsiasi progetto serio per lo sviluppo urbanistico del paese che è stato ed è altrettanto caotico e vergognoso di quello politico, economico e sociale.

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