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Al via sabato 26 il maggio teatrale zumellese

Mag 23rd, 2012 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Sabato 26 maggio prenderà il via la XXV edizione del Maggio Teatrale Zumellese, rassegna di spettacoli teatrali organizzata ogni anno con dedizione dal Gruppo Teatrale Zumellese, con la collaborazione della Pro Loco di Mel e con il patrocinio del Comune di Mel.

La prima serata del cartellone sarà allietata dalle Farine Fossili, compagnia di Feltre reduce dal successo del debutto de “Il Naso”, libera interpretazione dell’omonimo racconto dell’autore russo Gogol. Il secondo appuntamento vedrà in scena il gruppo vicentino Nautilus Cantiere Teatrale con la commedia di Eric Assous “Cena di Famiglia”. A chiusura della rassegna un testo classico del teatro comico di Pirandello, “L’Uomo, la Bestia e la Virtù”, rappresentato dalla Compagnia Stabile del Leonardo di Treviso. Ulteriore appuntamento, organizzato dalle Scuole Medie di Mel, domenica 3 giugno con “Effetti collaterali” della Compagnia Bianconiglio di Feltre.

Anche per questa edizione il divertimento è garantito, insieme alla possibilità di assistere a spettacoli teatrali messi in piedi da compagnie amatoriali, ma che si dedicano al teatro con la passione e la costanza che quest’arte richiede e merita. Gli spettacoli avranno luogo presso la Palestra delle Scuole Medie di Mel alle ore 21.00.

 

SABATO 26 MAGGIO

“Il Naso”, liberamente tratto dal racconto di Nikolay Vasil’evic Gogol

Associazione teatrale Farine Fossili (Feltre – BL)

Quanto importante può essere un naso? Qualcuno in sala è disposto facilmente a rinunziarvi, così su due piedi? Oppure ha già in mente un intervento di rinoplastica perché diventi più consono a modelli ideali e meglio traduca un desiderio di scoprirsi allo specchio altro da sé…

Di sicuro per il maggiore Kovalev l’improvvisa metamorfosi del proprio profilo è un dramma: il vuoto lasciato dalla fuga/scomparsa del proprio naso non è solo una delicata questione di identità perduta ma è la maschera del personaggio pubblico di uomo di sicuro successo e di potere che va in frantumi…

Come farà ora a presentarsi amabile ed elegante nei salotti importanti di San Pietroburgo, corteggiare le più ricercate giovani dell’aristocrazia e soprattutto ambire alla carica di vice – governatore?

Che dire poi se il suddetto naso, nelle vesti di Consiglieressa di Stato, gira per le vie della città ed ha ormai acquistato una sua dimensione, un suo ruolo: è una donna di successo…è un personaggio a pieno titolo. Tutto accade (accade veramente) nell’arco di poche ore.

Sul palcoscenico pochi oggetti di scena, appesi a due cavi sul fondo, qualche sedia sempre in movimento e un musicista che con le note del suo violino ci guida per i vicoli, nel bailamme del mercato e delle bettole.

Il resto lo vedrete, percorrendo i sentieri che porteranno ad incontrarvi con personaggi stravaganti ma dalla viva umanità. Fermateli e loro vi coinvolgeranno in questa strana avventura: c’è un barbiere distratto e ubriacone, un impiegato di giornale che scriverà per voi un annuncio, un’indovina che con la sua sfera magica leggerà il destino dalle vostre mani. Se poi un tale di nome Kovalev chiedesse notizie del suo naso, beh, mandatelo da Gogol: forse lui sa dov’è…

 

SABATO 2 GIUGNO

“Cena di famiglia”, di Eric Assous

Nautilus Cantiere Teatrale (Vicenza)

Le cognate sono tre, una diversa dall’altra: Nicole, ingenua casalinga persa nel suo mondo rosa, fa da entusiasta padrona di casa, Mathilde, intellettuale dalle battute al vetriolo, si annoia, Christelle, borghese decisamente snob, si vanta dei suoi successi professionali. Con loro i rispettivi consorti: un tenero informatico (Franky), un avvocato pieno di brio (Ivan) un dentista borioso (David).

I tre fratelli, radunati per una cena con le rispettive consorti, scoperto che la segretaria di Franky, la giovane Talia, a loro ben nota, è stata invitata, mascherano a stento il loro imbarazzo, cadendo presto nel panico. Le mogli coltivano i loro sospetti in un crescendo di tensione, che esplode in colpi di scena tanto disperati per i protagonisti quanto esilaranti per il pubblico. La famiglia si disfa in un turbine di meschinerie e cattiverie insospettabili, per ricomporsi in alleanze prima impensabili, mostrandosi irresistibilmente comica a chi può godersi lo spettacolo.

Nell’allestimento della compagnia “Nautilus cantiere teatrale”, Piergiorgio Piccoli, regista che vanta una lunga esperienza nel genere brillante, porta un gruppo di giovani attori, tra loro fortemente affiatati, a sostenere un ritmo travolgente, inserisce battute e situazioni in un ingranaggio già calibrato, aumentandone la comicità, e coltiva divertenti caratterizzazioni dei personaggi.

Dirigendo gli attori in un perfetto rimbalzo di aneddoti, rivelazioni e impertinenze, il regista li scatena gli uni contro gli altri, da un lato portando i personaggi a liberarsi dalle convenzioni e a mostrarsi per come realmente sono, dall’altro permettendo agli attori inattese trasformazioni, svelandoci così molti dei comportamenti contraddittori e complessi della coppia contemporanea.

 

SABATO 9 GIUGNO

“L’Uomo, la Bestia e la Virtù”, di Luigi Pirandello

Compagnia Stabile del Leonardo (Treviso)

Uno stimato professore privato (l’Uomo) si trova inaspettatamente costretto a tentare ogni espediente pur di gettare la propria amante (la Virtù) tra le braccia del brutale marito (la Bestia), per coprire l’imprevista gravidanza di lei.

Già ci aspetteremmo dall’autore una prevedibile filippica sull’ipocrisia borghese; invece è proprio qui che Pirandello, ancora una volta, ci sorprende: nessuna pesantezza, nessuna remora ad accettare fino in fondo il gioco della farsa; e nelle parole del protagonista sembra quasi di sentire un Pirandello che rifà scherzosamente il verso a sé stesso, parafrasando battute di “Liolà” (“Guarda: è come se tu avessi una terra e la lasciassi abbandonata…”) o anticipando in chiave comica ciò che nei “Sei personaggi” avrà ben altro peso (“Ti pare forse che io, quello che io sono, sia tutto qua…?”).

La commedia, più che dalla situazione, trae la sua forza da un personaggio particolarmente riuscito, quello di Paolino. Il protagonista ha un così alto concetto di sé, e parallelamente prova tanto disprezzo nei confronti di tutti gli altri e della loro supposta meschinità, che può arrivare a toccare il fondo più nero del compromesso morale, senza essere neppure sfi orato dal dubbio, anzi, riuscendo perfino a teorizzare l’indiscutibile positività del suo agire.

E’ su quest’arte, che ognuno di noi conosce altrettanto bene, su quest’arte e non sull’ormai “scontata” ipocrisia borghese, che la commedia ci invita a riflettere.

 

 

 

 

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