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6 giugno sciopero della benzina proclamato dall’Aci. Bottacin: “basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno”

Mag 23rd, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Gianpaolo Bottacin

“La nostra iniziativa non è un muro contro muro: il dialogo è più importante della protesta per far comprendere al Governo la conseguenza delle scelte compiute sull’auto che stanno mettendo in ginocchio un settore strategico per il Paese. Ci preoccupa soprattutto l’aumento della disaffezione all’uso dell’automobile”.

Lo afferma Gianpaolo Bottacin, presidente dell’Automobile Club Belluno in relazione al primo sciopero della benzina indetto per il 6 giugno dall’Automobile Club d’Italia, per lanciare un forte segnale di protesta contro i continui aumenti fiscali che gravano sui carburanti e più in generale sull’auto.

“Gli automobilisti non faranno rifornimento il 6 giugno – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club di Belluno – per dire coralmente basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno. Il problema sta nelle troppe accise, che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l’Erario”.

“Quindi, la decisione di ieri del Governo di non aumentare il carico fiscale sui carburanti con l’inasprimento delle accise va nella giusta direzione e rappresenta – continua Bottacin – un segnale incoraggiante di nuova sensibilità verso le famiglie italiane. Il settore dell’auto non può essere spremuto di più, nonostante l’assoluta necessità di interventi immediati a sostegno della popolazione colpita dal terremoto in Emilia”.

“La nostra iniziativa dello sciopero della benzina per il 6 giugno – sottolinea il presidente dell’Automobile Club di Belluno – servirà anche a cercare il coinvolgimento positivo di tutta la filiera dell’automotive nella definizione di soluzioni condivise ed efficaci per il contenimento del prezzo dei carburanti”.

L’Aci sottolinea l’insostenibilità economica e sociale dell’attuale pressione fiscale sui veicoli che ha scatenato una raffica di aumenti: una famiglia spenderà per l’auto nel 2012 1.680 euro in carburante, ai quali vanno aggiunti 715€ per l’assicurazione, 270€ per la manutenzione, 220€ per parcheggi e garage, 190€ per pedaggi, 120€ per le multe e un insieme di altri costi per un totale complessivo di oltre 3.500 euro a fronte dei 3.278€ del 2011.

“La nostra iniziativa non è un muro contro muro – conclude Bottacin – perché il dialogo è più importante della protesta per far comprendere al Governo la conseguenza delle scelte compiute sull’auto che stanno mettendo in ginocchio un settore strategico per il Paese. I dati 2012 indicano uno spaventoso calo delle immatricolazioni, ma quello che più ci preoccupa è l’aumento della disaffezione all’uso dell’automobile”.

Negli USA una analoga iniziativa generò nel 1997 una riduzione del costo della benzina fino a 30 centesimi di dollaro in 24 ore. Un risultato difficilmente replicabile oggi, ma che comunque dimostra l’efficacia di una risposta corale degli automobilisti contro l’eccessivo carico fiscale sui carburanti.

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