Thursday, 14 December 2017 - 10:09

Safilo: cresce il timore per la delocalizzazione. Bond e Cortelazzo si appellano alla responsabilità dell’azienda

Mag 21st, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

Piergiorgio Cortelazzo e Dario Bond

“Le ipotesi e i progetti di delocalizzazione devono essere rispediti con forza al mittente. Sono uno schiaffo ai lavoratori e al territorio. Dobbiamo attivare tutti i canali per scongiurare il depotenziamento della Safilo. Per questo abbiamo aderito con convinzione alla mobilitazione dei lavoratori”.

A dirlo sono Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale, nel giorno della protesta dei lavoratori Safilo. Lo stesso Bond nella mattinata di oggi ha partecipato al corteo dei dipendenti a Longarone che ha anche invaso pacificamente per qualche minuto la Statale di Alemagna: “E’ giusto che il territorio invii un segnale forte e chiaro all’azienda. E’ proprio grazie a questo territorio che Safilo è diventata una delle realtà leader dell’occhialeria”.

“La mobilitazione deve essere generale e il fronte compatto soprattutto in un momento in cui l’economia sembra ingovernabile. Anche per questo”, rimarcano Bond e Cortelazzo, “ci appelliamo al senso di responsabilità dell’azienda perchè si avvii una trattativa meditata e davvero interessata al bene dei lavoratori certi che la Regione farà la sua parte. Non possiamo permetterci una catastrofe sociale”.

Bond si sofferma su Longarone, lo stabilimento più colpito dagli annunciati tagli: “Dimezzare la manodopera è una proposta irricevibile soprattutto nel territorio che ha fatto crescere la Safilo. Non dobbiamo permettere che si verifichi un nuovo franamento a valle e poi chissà dove”.

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2 comments
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  1. E in pratica fone che?

    La regione doveva supportare negli anni il passaggio dell’economia dall’occhiale al turismo e non l’ha fatto perchè il bellunese non è interesse principale di venezia.

    Punto.

  2. Invece che fare ora la voce grossa con la proprietà di Safilo, cavalcando una protesta condivisibile, ma purtroppo piuttosto vana nei risultati pratici, chiedo a Bond dov’era quando il Comitato referendario, ora Movimento BARD, gli chiedeva apertamente di appoggiarci nella battaglia da condividere tra forze politiche, Sindacati ed Associazioni di categoria per un progetto che dotasse la Provincia di strumenti adatti alla nostra situazione particolare e diversa dal resto del Veneto. E non ci venga a parlare della specificità nello Statuto regionale. Lo sfido a contestare il fatto che, se non ci fossero state le 18.000 ed oltre firme da noi raccolte, il Consiglio regionale non l’avrebbe mai riconosciuta. Questa è la realtà inoppugnabile. Ora sembra che le Categorie si rendano conto del tempo perduto. Quando se ne accorgeranno i nostri rappresentanti a Venezia e Roma? Noi siamo pronti da tempo a confrontarci con chi ha a cuore il futuro di tutta la Collettività provinciale, senza perdersi in ragionamenti di basso canotaggio su macro/micro aree e di opposizione campanilistica tra Belluno, Feltre e Cadore (proposta di rivitalizzazione della Magnifica Comunità di Toscani). Non c’è più tempo da perdere. L’avete capito o no? E taccio su Luxottica…

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