Friday, 15 December 2017 - 17:49

L’analisi del voto impone le dimissioni di massa del coordinamento provinciale del Pdl * di Michele Carbogno

Mag 9th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Nella disfatta elettorale di Belluno, Feltre e Cortina non tutte le colpe sono imputabili alla dirigenza del Pdl bellunese. Il vento dell’antipolitica che ha soffiato su tutto lo stivale ha infatti influito anche sul risultato locale; ma questa dirigenza, con il placet se non addirittura la spinta del vecchio coordinatore, ha commesso il grave errore di sopravvalutare la propria forza e ritenere di scarso o nullo rilievo quello che poteva essere l’apporto della metà abbondante di partito arrogantemente e pretestuosamente esclusa dal Congresso di febbraio per un banale cavillo.

Passate quarantottore dal voto e assimilata l’inequivocabile catastrofe pidiellina, mi auguro che la dignità delle persone prevalga su piccoli interessi di bottega e che ci siano quelle dimissioni di massa dal coordinamento provinciale che, sole, potrebbero dare nuovo slancio al partito e ai suoi militanti.

Il risultato delle urne ha infatti dimostrato quanto poco bastasse in città per trasformare un tonfo incredibile in una possibile riconferma. Ad Antonio Prade l’onore delle armi, sconfitto sul campo ma a sua volta vittima dei giochi di partito fatti sulla sua testa e a cui, un po’ per presunzione un po’ per sufficienza, non ha saputo ribellarsi finendo col rimanerne stritolato. Un sindaco ricandidato privo di leadership che partiva indebolito anche per le beghe vissute in cinque anni di amministrazione, ma che comunque è fuori dal ballottaggio per soli duecento voti e che con altri duecento sarebbe stato addirittura in testa alla fine del primo turno… e su questo punto vale la pena ricordare che cinque anni fa il solo Paolo Gamba, uno degli assenti illustri di questa tornata, aveva ottenuto oltre cinquecento preferenze.

L’immagine di un Pdl incapace di fare sintesi ha influito pure sul voto di Feltre e soprattutto Cortina, dove più di qualche elettore indeciso, prima di non votare Ghezze come sindaco della perla delle Dolomiti, si sarà ricordato con quale leggerezza l’attuale coordinatore fosse stato tra i protagonisti della folle operazione di far cadere la provincia.

In pochi mesi il Pdl è stato così cancellato dalla cartina politica del territorio e, se si esclude Bond, deve far riflettere che quei pochi che sono riusciti a salvarsi dal naufragio elettorale sono tutte persone escluse dal partito uscito dal congresso di Sedico (Da Re, Bortoluzzi, Pingitore a Belluno e Curto a Feltre).

Ma ormai tutto ciò è acqua passata e bisogna ripartire con nuovo slancio. Dopo essermi fermato in queste ultime elezioni, non credendo in progetti che si sono rilevati fallimentari, da oggi mi rimetto in gioco insieme a tanti altri amici per iniziare a costruire una seria alternativa alle sinistre che, ahi noi, governerà le nostre città nei prossimi anni.

Michele Carbogno

Belluno Protagonista

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4 comments
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  1. Antipolitica antipolitica antipolitica… La antipolitica vera, quella che sostiene il governo Monti, ce l’ha messa tutta a farsi voler male tra CL che mandava Formigoni in vacanza a spese pubbliche, il PDL che piazzava la Nicole Minetti di turno in consiglio in cambio delle sue “prestazioni”, la Lega e i lingotti dorati, PD e Lusi.

    E l’arroganza di certi è arrivata a Belluno. E ora pagano e piangono.

  2. Concordando in pieno con l’analisi di Michele Carbogno sul disastro elettorale del PDL, dispiace la chiosa finale “per iniziare a costruire una seria alternativa alle sinistre che, ahi noi, governerà le nostre città nei prossimi anni”.
    Poteva risparmiarsi il commento da bar “ahinoi”, anche se lo pensa, visto che siamo ancora in democrazia; ciò dimostra che da sconfitto (anche se non ha partecipato direttamente alla tornata elettorale, mentre in tanti ci abbiamo messo la faccia) non è in grado di accettare che si vince e si perde, e chi perde dovrebbe riconoscere non solo le proprie colpe, ma anche i meriti ai vincitori, cui, da sportivo quale sono, va sempre portato rispetto. Inoltre, il commento è il tipico commento “berlusconiano” della più bassa levatura e spessore, umano e politico, che vuole identificare nei “comunisti mangiabambini” la sinistra italiana. Io che con i bambini ci lavoro, assicuro all’ex assessore Carbogno che nessun bambino è entrato nel reparto pediatrico dove lavoro con morsi di chiara natura comunista.
    Smettiamola, e voltiamo pagina per la nostra città! Per piacere, anche se non si rimette a lavorare con i suoi amici di cui parla, gliene saremmo comunque grati…

  3. @dottor Nicolini: con semplicità, e legittimamente, da uomo di destra sottolineavo che la sinistra sarà al governo, oltre che per il consenso ottenuto dai propri candidati, anche per i tanti errori commessi dal centro destra. Quel “ahi noi” sottolineava semplicemente che, come centro-destra, ci siamo fatti male da soli e ora bisogna ricostruire… tutto qui.
    Cordialmente
    M C

  4. Qualche giorno fa leggevo che Prade ha accusato una frangia del PDL di aver votato per Massaro..

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