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Rudi De Marchi, ex coordinatore dell’Alpago e membro dell’Assemblea, lascia il Pd

Mag 7th, 2012 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Care democratiche, cari democratici

Dopo lunga e doverosa riflessione, ho preso la dura decisione di uscire definitivamente dal Partito Democratico e quindi dall’assemblea provinciale dove sono stato eletto all’epoca del congresso. Le motivazioni sono molteplici e interessano il livello nazionale e quello comunale. A livello nazionale, non mi ritrovo più nel partito e nel suo segretario Bersani; da operaio precario che lavora solo 6 mesi all’anno, non riesco a tollerare di vedere che abbiamo all’interno gente come Lusi e Pennati e tuttavia abbiamo il coraggio di parlare della Lega Nord quando nel nostro organico abbiamo del marcio e il segretario finge che tutto vada per il meglio.

Per non parlare della politica del governo Monti, che il PD appoggia: lo trovo un governo di continuità con la destra che ha governato negli ultimi anni. E infine, con le scelte assurde che il segretario prende nel momento delle primarie (vedi Milano Genova, Palermo Napoli). Decisioni che evidentemente non ascoltano la base, fatta di tesserati e simpatizzanti del PD, ma solo i vertici lontani dai problemi e dal sentore della gente comune.

Non mi dilungo sul livello nazionale e quindi mi soffermo sul locale.

Il circolo del Pd dell’Alpago si è sciolto l’anno scorso dopo le dimissioni del segretario locale subentrato al sottoscritto, un circolo che ha sofferto della mancanza di dialogo con altre sezioni con più esperienza alle spalle, per esempio Ponte nelle Alpi. Mancanza di dialogo per non aver più portato avanti dalla segretaria gli incontri tra i segretari (o coordinatori, come all’epoca erano chiamati) che si tenevano durante la gestione Tabacchi; in quegli incontri, cui ho sempre partecipato, da molti colleghi da Feltre al Cadore ho imparato esperienza e capacità che mi sono servite nel condurre il partito in Alpago, oltre ad aver legato solide amicizie anche fuori dall’ambito politico.

Dopo un anno che la conca alpagota non ha più una sezione, nessuno si è mosso per rifare le elezioni e riattivare il partito, soprattutto dinanzi a fatti drammatici come la continua vendita di pezzi della foresta del Cansiglio da parte della regione, senza interpellare gli enti pubblici ( comuni, Ass., ecc ) che vivono a ridosso di questo bosco. Non solo riguardo la questione cervi, per la quale noi di Tambre e Farra avevamo delle idee e tuttavia non siamo stati ascoltati; noi del PD siamo stati completamente assenti anche per quanto riguarda la questione lago di S. Croce e la chiusura di molte fabbriche o imprese edili e artigiane nella conca.

Infine, nessun interesse da parte della segretaria sull’evolversi delle elezioni comunali a Tambre ( sicuramente meno importanti di Belluno e Feltre, ma comunque importanti per chi vive in questo territorio e ogni mattina si deve confrontare con problemi di calo demografico, frane, avanzamento del bosco e calo del lavoro ); fatta eccezione per qualche telefonata da parte di Sergio Reolon, non sono mai stato contattato nonostante fossi l’unico tesserato PD a Tambre e consigliere uscente con 9 anni di attività. Per fortuna nel disinteresse più totale del partito qualcosa di è fatto lo stesso . Sicuramente verrò contattato, come sempre, quando serviranno voti per Tizio o Caio durante le politiche o le regionali, ma vi assicuro che aspetterò qualsiasi politico di destra o sinistra al varco in Alpago, aiuterò e sosterrò quella persona o partito che indicherà chiaramente le tre uniche priorità della conca: 1) Cansiglio, 2) lago di Santa Croce, 3) viabilità, visto che negli ultimi trent’anni – sia da parte dalla regione che della provincia – è stata costruita solo una rotatoria ed è stato effettuato un allargamento di un metro di un ponte ( all’inaugurazione arrivò perfino Galan! Manco fosse lo stretto di Messina!).

Non entro in merito a come si sia svolta la rottura nel centro sinistra per la scelta del candidato sindaco a Belluno, non essendo io residente nel capoluogo, però, avendo aderito fin dall’inizio al progetto degli amici che sostengono Jacopo Massaro a primo cittadino e avendo sempre avuto con lui e pochi altri un modo di parlare e discutere serenamente di problemi legati anche al territorio in cui vivo (cosa che non sono mai riuscito a fare con altre persone del partito, in primis con la segretaria chiusa nei suoi palazzi), ho deciso di non rinnovare la tessera ( se ancora esistono, perché in Alpago non ci sono notizie riguardanti ) e di uscire in modo definitivo dall’assemblea e dal partito.

Esco nella consapevolezza che sicuramente non esce un big della politica ma un semplice “ pagot” operaio precario con la passione per il suo comune e per la politica.

Auguro a tutti Voi democratiche e democratici un buon proseguimento di percorso; forse, quando i tempi saranno più maturi o saranno cambiate le solite facce, ci rincontreremo.

Tambre, 3 maggio 2012

Rudy De Marchi

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