Tuesday, 24 October 2017 - 07:43

Serata tiepida al Teatro Giovanni 23mo per i nove candidati sindaco

Mag 3rd, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

E’ stato un confronto corretto, senza colpi bassi, impostato sulla cautela e sulla difensiva, a tratti persino sotto tono trattandosi delle ultime battute di campagna elettorale, quello che si è tenuto questa sera al Teatro Giovanni 23mo tra i nove candidati sindaco di Belluno, su iniziativa di Confindustria, Uapi, Appia e Confcommercio. Con moderatori Nicola Maccagnan e Giambattista Zampieri di Telebelluno.

Il pubblico, che alle 18 era piuttosto esiguo, a fine serata aveva quasi riempito i 200 posti della sala. Considerato però, che vi sono circa 500 persone nelle liste alle amministrative del Comune di Belluno, è matematico che solo 1/4 di loro, o poco più, ha presenziato al dibattito.

Il primo quesito al quale i candidati sindaco dovevano dare una risposta riguardava il futuro della città di Belluno: qual è il limite?

La Grua (La Destra): “Il patto di stabilità, che ha bloccato gli investimenti”.

Lanari (5 Stelle): “I finanziamenti europei. L’Italia è il fanalino di coda, fatichiamo ad accedervi”.

Massaro (centrosinistra): “Manca impegno ed entusiasmo e da ciò discende la scarsa creatività”.

Prade (Pdl centrodestra): “La legislazione nazionale è nemica delle piccole imprese”.

Vidori (Polo autonomista): “La mancanza di autonomia della provincia”.

Bettiol (Pd centrosinistra): “Manca la stima del ruolo, città delle Dolomiti”.

Bortoluzzi (Udc centro): “L’incapacità di intercettare i finanziamenti”.

Colle (Lega Nord): “La vicinanza di province autonome pone fuori mercato le nostre aziende”.

Giuliana (Futuro senza partiti): “Cattiva gestione del denaro pubblico, vedasi caso Bim-Gsp”.

 

La vostra idea di sviluppo turistico

Prade: “Il progetto Abitare il Nevegal. Ma qualcuno deve insegnarci a fare turismo”.

Vidori: “Il turismo deve essere un obiettivo strategico condiviso con le categorie”.

Bettiol: “Avevamo il manufatturiero e non abbiamo creduto al turismo. Belluno città d’arte”.

Bortoluzzi: “marketing, idee, confezionare il prodotto, individuare il target. Enogastronomia”.

Colle: “Occhialeria e turismo invernale hanno retto alla crisi. Ora la ciclabile del Piave”.

Giuliana: “Turismo culturale, apertura della piazza alle auto, posteggi gratuiti”.

La Grua: “Il turismo è davvero la nostra vocazione? Siamo svantaggiati rispetto al Trentino”.

Lanari: “Il Comune deve intercettare i fondi europei”.

Massaro: “Belluno ha già risorse disponibili, si tratta di commercializzarle”.

Sul terzo punto, il Progetto abitare il Nevegal, sostenuto dal sindaci uscente Antonio Prade i candidati potevano rispondere Sì favorevoli, No contrari e “Ni” incerti. Solo La Grua, Vidori e Lanari totalmente contrari al progetto della scuola svizzera in Nevegal. Massaro, a sorpresa, ha detto sì, si può fare. Tutti gli altri con varie motivazioni hanno detto “Ni”, ne sì ne no.

Sulla tassa rifiuti tutti si sono allineati sulla posizione di applicare la “tariffa puntuale” alle famiglie, ossia far pagare il rifiuto prodotto incentivando così la raccolta differenziata. Mentre per le imprese la tariffa dovrà essere progressiva.

 Alla domanda dove tagliare? Quasi tutti hanno evidenziato le consulenze esterne, il portavoce del sindaco, e i punti segnalati dall’ispettore ministeriale. Tranne il sindaco Prade, secondo il quale non c’è nulla da tagliare.

Si è parlato poi di come sarà Belluno tra cinque anni, di quale sarà la prima opera pubblica messa in cantiere e con quali fondi. E il gioco della torre, chi butterebbe tra le due società partecipate? La Ser.sa o Bellunum? Dovendo scegliere tutti hanno salvato la Ser.Sa e buttato Bellunum.

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8 comments
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  1. Attenzione perché la terza domanda per la verità era se investire sul turismo.
    Un chiarimento: il progetto “abitare il Nevegal” e la scuola Svizzera NON sono certo turismo!!! Anzi, sono totalmente contrario all’idea di speculazione edilizia che vi è alle spalle. Belluno invece può offrire due interessanti prodotti turistici, come abbiamo dimostrato presentando il progetto redatto insieme agli operatori e agli esperti del settore:
    http://www.bellunopress.it/2012/05/03/massaro-il-turismo-non-si-rilancia-con-gli-slogan-ecco-il-progetto-per-lo-sviluppo-turistico-di-belluno/

  2. La terza domanda era “sì”, “no” o “ni” ad Abitare il Nevegal. Con tanto di cartellone. Difficile riuscire “non capire la domanda”.
    E Jacopo Massaro ha risposto sì.

    Tirando le somme comunque mi è sembrato che le donne (benché senza spiccare) fossero le due persone più preparate, competenti e serie. Tra gli uomini (ahimè), Colle sopra gli altri. Massaro “maestrino”, Prade “spocchioso”, La Grua “anacronistico”.

    Su Giuliana eviterei di sparare sulla croce rossa.

    Su Lanari nemmeno. Avrà detto almeno 100 volte “rete” e 60 volte “trasparenza” non capendo le domande, non rispondendo, proponendo nulla se non “questa politica va cambiata”. Venisse eletto perderemmo 2 anni a spiegargli come si entra a Palazzo Rosso. Imbarazzante.

    Vidori, vabbhè.

  3. Se bellunese in trasferta volesse argomentare pubblicamente o privatamente la prenderei di certo costruttivamente, come deve essere dal confronto con chi la pensi diversamente.
    Cordialmente,
    grazie.
    massimo.max.vidori@gmail.com

  4. Chiedo scusa. Non essendo un’analisti articolata, bensì “pareri finali riassuntivi”, ho lanciato un paio di “battute”.

    Il mio “vabbhè” sottolinea un “ok, abbiamo capito l’intento e il sogno autonomista. Ma nulla che abbia a che fare con la guida di una città che in questo momento ha bisogno di una squadra competente, esperta e pronta, che la sappia condurre fuori dalla crisi”.

  5. Innanzitutto grazie dell’interlocuzione.
    In quello che definisce “sogno autonomista” credo fermamente risieda l’unico progetto realistico per portare il nostro territorio fuori dalla crisi.
    La situazione economica internazionale, l’impianto governativo, lo smantellamento istituzionale locale e, purtroppo la storia degli ultimi 50 anni, dimostrano che non ci sono umani con la possibilità di far sopravvivere il Bellunese con le risorse a disposizione: dobbiamo cambiare obiettivo e dotarci della forza per PRETENDERE un futuro per la nostra terra, tutti assieme e con il capoluogo in testa.
    Perchè l’alternativa (e Le garantisco che scrivo con cognizione) sta proprio nel suo nick!

  6. @ bellunese in trasferta: si è mai chiesta cosa c’è dietro ai candidati? sembra di no! si limita a giudicare l’apparenza sulla quale magari si può anche condividere. Ma, trattandosi di decidere cosa (non solo chi) governerà la città per i prossimi anni, direi che è preferibile non essere superficiali nei giudizi.
    Fa pì strada na squadra de muss che và dala parte giusta che una de cavai che và dala parte sbagliada. Che poi magari sembrano asini ed invece sono cavalli che cresceranno.

  7. Ho sempre sentito Massaro dire le cose che ha detto qui sopra. Conta questo e non una risposta che in certi contesti può uscire poco chiara. Se poi, nella migliore tradizione della politica italiana, ci si attacca ad una parola anche quando i fatti dimostrano il contrario, continuiamo così ma poi non lamentiamoci se il paese è nelle condizioni in cui si trova. Ad ogni modo Bellunese nel mondo mi pare in netto miglioramento. Se la campagna durasse ancora qualche mese forse voterebbe anche lui per Massaro.

  8. L’essere definito ANACRONISTICO significa che anticipo i tempi o che sono in ritardo? Ho espresso charamente le mie forti preoccupazioni per il futuro di questa nostra economia e che l’unico tentativo per cercare di risolvere la decadence certa potrebbe essere quello di uscire dall’euro. Registrate quanto da me detto e verificheremo fra 2-3 anni (se non prima) chi avrà ragione: se l’ANACRONISTA o il/la “bellunese in trasferta”. Le etichette affibiate da uno/una che non ha neanche il coraggio di mettere il proprio nome/cognome valgono in misura inversamente proporzionale alla sua viltà.
    Francesco La Grua – dottore commercialista – dottore in economia e commercio – dottore in giurisprudenza.

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