Thursday, 14 December 2017 - 15:07

L’intervento di Ida Bortoluzzi giovedì sera sulla terrazza dell’Astor a Belluno

Mag 3rd, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Ida Bortoluzzi

“Ci sono tanti modi di servire la propria città e il proprio Paese, con i partiti, che certo si devono rinnovare,  e con l’impegno civico. Entrambi i mezzi sono nobilissimi, a patto che condividano l’obiettivo di lavorare per il bene comune”. Lo ha detto giovedì sera il candidato sindaco Ida Bortoluzzi dinanzi ai suoi sostenitori sulla terrazza del bar Astor a Belluno.

“Io sono qui perché stasera, perché Belluno ha deciso di cambiare. Non è un caso, la città vuole uscire dall’incuria e dal declino a cui la hanno costretta dieci anni di amministrazioni settarie, ideologiche e inefficienti. Prima la sinistra e poi la destra hanno isolato Belluno e quindi l’hanno ingessata.

Ricordate? Le uniche risposte delle precedenti amministrazioni alle richieste dei bellunesi sui servizi per i bambini o gli anziani, manutenzioni ordinarie o straordinarie, cura, pulizia o decoro, sono state: “non ci sono soldi” oppure “non è competenza del Comune”.

Non è vero! Non è vero!

Noi dimostreremo che anche in un periodo di straordinaria crisi economica la forza di volontà dei cittadini e la capacità dei buoni amministratori possono fare moltissimo. Possiamo cambiare il volto di questa nostra Belluno. E, potete contarci, lo faremo.

Questa è una città straordinaria, perché, di fatto, si amministra da sola. I Bellunesi hanno solo bisogno di inquadrare degli obiettivi da conseguire, poi si mettono a lavorare da soli, come è loro abitudine e costume. Aiutano e collaborano con l’amministrazione, si mettono a disposizione della collettività, purché chi guida la città sia giusto, onesto e distante da interessi particolari, purché il sindaco e la giunta lavorino almeno quanto lavorano loro. Lo so per esperienza diretta, ho toccato con mano come un sindaco capace, competente e slegato dalle logiche di spartizione politica riesca a tirare fuori il meglio dai suoi concittadini.

Abbiamo deciso di cambiare questa città, di amarla e curarla, renderla di nuovo pulita e decorosa, come le nostre case.

Siamo risoluti nel voler ridare a Belluno il ruolo che le spetta di Capitale delle Dolomiti. Il capoluogo e il punto di riferimento dell’intero territorio, capace di rappresentarne le istanze a Venezia, a Roma e dovunque sarà necessario farlo.

Io chiedo a Belluno di alzare la testa e guardare in faccia la realtà e il proprio futuro. Ciò che saremo dipende da noi e solo da noi. Padrini, amicizie e collegamenti politici, veri o presunti non contano. Quel tempo è morto e sepolto anche se finora ad averlo capito sembra solo l’onorevole Casini che, infatti, appoggia l’unico governo possibile per questo Paese, con responsabilità e lealtà, senza veti e sotterfugi.

Contano il nostro lavoro, la nostra determinazione, la nostra generosità.

Abbiamo accettato questa sfida, tutti insieme, perché abbiamo deciso di occuparci direttamente dei nostri bambini, delle nostre famiglie e dei nostri anziani, dei nostri artigiani e dei nostri commercianti, dei nostri imprenditori e dei nostri professionisti. Di chi sta bene di chi sta male, in tutti i sensi. Fino ad oggi in questa campagna non mi sono mai permessa di fare promesse. Beh, ora desidero farne una:

Non lasceremo indietro nessuno.

Certo, ci vorranno fatica, impegno, pazienza e, dico io, tanto amore. Ma ce la faremo.

Abbiamo cominciato questa avventura con le parole di Gibran Kalhil: “Il lavoro è amore reso visibile”.

Abbiamo avuto a disposizione meno tempo degli altri, appena 4 settimane, contro i mesi di preparazione dei nostri avversari. Abbiamo avuto a disposizione meno mezzi dei concorrenti, soprattutto economici. Ma non ci siamo certo demoralizzati, né risparmiati, anzi. Ci siamo rimboccati le maniche, da buoni bellunesi e abbiamo lavorato, prodotto idee, programmi e materiali, abbiamo organizzato il doppio degli incontri rispetto a tutti i nostri avversari. Abbiamo guardato negli occhi i nostri concittadini, li abbiamo ascoltati e poi gli abbiamo offerto proposte per riportare questa città alla dignità perduta e a quel ruolo di capitale delle Dolomiti che le spetta.

Però, non abbiamo ancora concluso il nostro lavoro. Le ultime ore di campagna elettorale sono le più importanti e quindi vi chiedo un ultimo decisivo sforzo. Fate sentire alta la vostra voce, convincete i vostri amici, e vicini a darci fiducia. Perché il legittimo desiderio delle donne e degli uomini bellunesi di vedere rinascere questa città si avveri”.

 

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2 comments
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  1. “Siamo risoluti nel voler ridare a Belluno il ruolo che le spetta di Capitale delle Dolomiti”

    In quale geniale maniera intendete prendervi carico di questa grossa responsabilità?
    Proponendo baggianate del tipo “super comune”?
    Perchè continuate a riempirvi la bocca con la parola “Dolomiti” senza essere degni di utilizzarla?

    Le vostre miopi logiche di cortile non portano da nessuna parte, perchè la verità è che tutti voi (politicanti politici) non siete minimamente in grado di sostenere le difficili battaglie popolari di democrazia, civiltà e rispetto che TUTTE le genti che abitano, curano e VIVONO nelle Dolomiti richiedono sempre più a gran voce.
    Le vostre logiche non sono dettate dalla gente che dite di voler aiutare, bensì dalle segreterie che avete scelto di servire umilmente e senza mai chiedere alcun perchè.
    Ciò di cui abbiamo bisogno sono idee vere, gente risoluta, capace e coraggiosa (e i bellunesi lo sono TUTTI), e più di ogni altra cosa, abbiamo bisogno di PULIZIA!

  2. Se ho ben capito il ragionamento di Manlio tutti i bellunesi sono “gente risoluta, capace e coraggiosa”, tranne quei 500 disperati che hanno deciso di mettersi a disposizione della loro città candidandosi in consiglio comunale, che non sono “minimamente in grado di sostenere le difficili battaglie popolari di democrazia, civiltà e rispetto”. Mi sembra un discorso sensato.

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