Wednesday, 13 December 2017 - 20:36

La proposta di Ida Bortoluzzi che non piacerà ai politici locali: un comune unico Belluno, Sedico, Ponte nelle Alpi e Limana

Mag 2nd, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Ida Bortoluzzi

Risparmio, miglioramento dei servizi ai cittadini e recupero del ruolo di Belluno come capoluogo di riferimento per l’intera Provincia. Sono gli argomenti che sottendono alla proposta di aggregare Belluno con i comuni limitrofi di Sedico, Ponte nelle Alpi e Limana. Il progetto è di Ida Bortoluzzi, candidato sindaco civico. Quest’ultima caratteristica consente di fare una proposta innovativa e anticipatrice. “Solo chi è al di fuori dei partiti e dei loro apparati che ingessano”, afferma Bortoluzzi, “in questo momento può permettersi di guardare al mero interesse dei cittadini”.

Per Belluno e per l’intera provincia l’interesse è un comune capace di fornire servizi di qualità nel campo del sociale, dei trasporti e dell’ambiente a costi tali da mantenere basse le tariffe e le tasse.

“L’eliminazione di fatto della Provincia dal panorama amministrativo e politico costringe il comune capoluogo ad assumere un ruolo di coordinamento e di riferimento per l’intero territorio”, spiega Ida Bortoluzzi. Come avvenuto dal 1993 al 2001, “la rappresentanza degli interessi del territorio di riferimento, quindi non solo del comune, ma dell’intera provincia, andrà assunta da Belluno a livello regionale e nazionale”.

Purtroppo da dieci anni il Comune di Belluno ha smesso qualunque ruolo di riferimento per gli altri comuni della provincia. Ma Belluno è al centro dell’area più dinamica della provincia, in termini demografici, economici e culturali. Tra Longarone e Feltre vivono più di 122 mila persone, cioè il 57,5% dell’intera popolazione bellunese. Inoltre, i Comuni limitrofi, Ponte nelle Alpi, Sedico e Limana si sono sviluppati nell’ultimo decennio grazie alla capacità attrattiva del capoluogo. Sono luoghi a vocazione residenziale e imprenditoriale che sostengono flussi di movimento quotidiani verso e da Belluno.

“L’integrazione dei servizi tra questi comuni e Belluno”, aggiunge Bortoluzzi, “offrirebbe facilitazioni e una consistente riduzione della burocrazia per i cittadini e le imprese, senza contare l’efficienza, le enormi economie di scala e i risparmi che una città di 60 mila abitanti può offrire rispetto a quattro unità distinte, una città di 36 mila e 3 paesi di 9.900 (Sedico), 8.500 (Ponte nelle Alpi) e 5.000 (Limana)”.

Le dimensioni proposte (appena sopra i 60 mila abitanti) sarebbero infatti sufficienti ad attivare processi virtuosi, ma non abbastanza grandi da comportare le problematiche tipiche delle città di dimensioni superiori.

Un’aggregazione come quella proposta, ha concluso la candidata civica, “costituirebbe un esempio e uno stimolo per i comuni minori e per vincere atteggiamenti campanilistici che indeboliscono il nostro territorio. Infine, dobbiamo essere consapevoli che se non saremo noi a governare questi processi, ci saranno imposti dall’alto e allora non avremo alcuna possibilità di intervenire”.

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6 comments
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  1. Ma cosa dice!

    La Provincia è fondamentale per tenere insieme il territorio.

    Senza provincia. il Feltrino se ne va verso Trento.

  2. Magari andasse verso trento, invece si va tutti a treviso altrimenti gli tocca pagarci l’acqua…

  3. Precisazione: ad oggi Sedico ha abbondantemente superato quota 10 mila abitanti.
    Credo sia meglio accorpare comuni con pochi abitanti che unire tra loro comuni “grandi” (e qui ci metto un po’ di malizia: non è che l’aumento di abitanti serva soprattutto per aumentare le indennità del sindaco e relativi?). A quali processi virtuosi si riferisce la candidata? Quale sburocratizazione? (la burocrazia per i cittadini sarebbe la stessa ma logisticamente più complicata)
    Per far funzionare bene un comune capoluogo non serve accorparlo e farlo diventare di oltre 60 mila abitanti, ma servono le capacità per saperlo governare…. Una “metropoli” in provincia non serve a un piffero, viste e considerate la morfologia del territorio e le particolarità dei comuni limitrofi. Io punterei a lavorare per altri scopi più concreti per uscire dal baratro e dalla crisi in cui ci troviamo (tipo disoccupazione, decremento demografico, mancanza di autonomia).
    Poi, per carità, ognuno ha delle priorità diverse….

  4. unione dei comuni o comune unico?

  5. Personalmente sono contrario.

  6. Ricordo alla candidata Sindaco che sabato scorso è stato dato il via al ricorso contro il divieto per i Cittadini della nostra Provincia di eleggere democraticamente i loro rappresentanti nell’Ente Provincia, ora retta da un Commissario prefettizio, che di fatto porta alla paralisi anche di qualsiasi pur minima attività per il territorio. Hanno aderito comuni Cittadini e rapresentanti di tutti gli schieramenti politici. Questo suo fatalismo nel considerare perduta la partita della Provincia contrasta con l’immagine di orgoglio bellunese che si vuol far accreditare. La presunzione poi che l’unione di quattro realtà comunali, pur di un certo spessore, possa essere traino attivo e risolutore delle problematiche di valore provinciale, tradisce un malcelato campanilismo. La nostra Provincia si salverà solamente se resterà unita e punterà decisa, con l’appoggio di quanti più cittadini possibili, al raggiungimento dell’Autonomia. Non esiste alcuna alternativa di macroaree, come puerilmente alcuni rappresentanti regionali vogliono far intendere e sperare, proprio facendo leva sul peggior campanilismo, al quale ella si accoda.

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