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C’è un po’ di destra * di Titti Monteleone

Apr 27th, 2012 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

C’è un po’ di destra nella Lega, ma quella destra xenofoba e razzista che non ci piace.

C’è un po’ di destra nel PdL, ma è quella liberista, borghese, e anche un po’ spavalda, che non ci piace.

C’è un po’ di destra anche nell’IDV ma è quella giustizialista, strillona, rozza e priva di stile, che non ci piace.

C’è un po’ di destra anche nel movimento cinque stelle di Grillo, ma è quella confusionaria, demagoga, senza radici, che è destinata a sfumare come i fuochi improvvisi, che non ci piace.

C’è la Destra coerente, sociale, con radici profonde ma che sa guardare avanti, una Destra fatta di giovani, di donne e di uomini che non hanno smesso di credere e sognare, una Destra che non si vende e che non arrende, che non teme le sfide, neanche quelle impossibili, che fa politica di servizio e non si mette a servizio della politica, che ama la Patria e chi la difende, che ha scelto il percorso più difficile, perché sa soffrire.

Una Destra fondata e guidata da un uomo che non ha esitato a rinunciare al potere per continuare a lottare per gli ideali con i quali è cresciuto.

Una Destra che a Belluno da quando è nata è presente con le sue battaglie ideali e sociali, le battaglie contro equitalia, la battaglia per istituire l’omicidio stradale, la battaglia sulla pedofilia, la battaglia per il mutuo sociale.

Scrivo tutto questo e non scrivo volutamente sulle amministrative perchè ritengo che la politica sul territorio è strettamenmte legata a quella nazionale, sorrido per non piangere nel leggere i vari programmi sono tutti sociali a sinistra come al centro …ma guarda caso a Roma sono tutti con Monti….come si puo’ parlare di sociale a Belluno e poi essere complici del massacro economico della nostra gente.

Nella lista per il consiglio comunale della Destra ci sono tanti candidati attualmente SENZA LAVORO…pensate che a loro interessi la demagogia? non credete che anche una campagna elettorale fatta spendendo fior di euro per vele, rinfreschi, opuscoli sia uno schiaffo a tutta quella gente che non arriva a fine mese o che ancora peggio ha perso il lavoro?

in questi anni in piazza ogni sabato per ascoltare i cittadini, al servizio del popolo come i nostri padri hanno insegnato, presenti con il freddo ed il caldo, la nostra non è campagna elettorale la nostra è militanza continua e possiamo chiedere il VOTO guardando negli occhi tutti i cittadini oltre l’appartenenza politica , perchè noi siamo quella DESTRA SOCIALE che rivendica la dignità del lavoro, della casa , della famiglia.

Un voto alla DESTRA è sicuramente un voto per il SOCIALE, quello ORIGINALE….in questo caso non amiamo le imitazioni.

A DESTRA dunque, oggi per una DESTRA moderna e giovane che sappia difendere ed aggregare larghi strati di popolazione e che possa avere un seguito in ogni ambiente, interessando e coinvolgendo (ci auguriamo) tutti coloro che sono MUTI per mancanza di un forte movimento.

QUESTO VOGLIAMO : FAVORIRE UN AVVICINAMENTO ALLA VITA POLITICO-SOCIALE di un uomo nuovo che rientri nella visione nazionale ed europea, europa dei POPOLI E NON DEI POTERI FORTI!

A DESTRA dunque, con ORGOGLIO, ONORE E CHIAREZZA senza confusioni ideologiche, senza equivoci, aperti al dialogo ed al confronto con gli altri, SENZA MAI PERDERE DI VISTA LA NOSTRA DIVERSITA’ DI PROVENIENZA, DI FORMAZIONE E DI STILE DI VITA.

UNA BATTAGLIA nata dall’esigenza e dalla necessità di un gruppo umano per costruire ed esternare una punta di penetrazione alternativa nel grigiore del vivere quotidiano che nasce nel momento in cui il torpore intellettuale e spirituale si è impadronito della stragrande maggioranza di giovani e meno giovani, con la speranza intensa di poter risvegliare le coscienze intorpidite di un mondo che della politica non vuole piu’ saperne e che per essa non è disposto a far niente.

A DESTRA SENZA RIMPIANTI E NOSTALGIE PER IL PASSATO E CON RINNOVATE SPERANZE PER IL FUTURO!!!!

titti monteleone candidata della DESTRA

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9 comments
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  1. Fiero di essere giustizialista se giustizialismo significa mettere in galera i delinquenti, i ladri, i corrotti e i corruttori, gli evasori, i banditi, i tesorieri disonesti!

  2. LA VOSTRA POSIZIONE SULLA QUESTIONE SETTENTRIONALE PER CORTESIA. GRAZIE.
    Jacopo Savasta, il leghista fiero del suo cognome siciliano.

  3. Jacopo la nostra posizione è sempre la stessa nata nel 1972 con una proposta di legge dell’On.le Giorgio Almirante la creazione di una regione a statuto speciale denominata regione dolomitica, per il programma sul territorio ti ricordo la mia proposta per la montagna e microimpresa presentata alle provinciale ,,,,che il caro Presidente Bottacin non ha mai voluto neanche leggere………………

  4. E LE NOSTRE BATTAGLIE SONO PROPOSITIVE…………………..

  5. c’è del buono anche nella m….a. C’è del cattivo anche nella cosa più buona che uno possa immaginare. L’opinione, solitamente, diverge sul peso che il buono ed il cattivo hanno in qualcosa di particolare. Almeno un pò di destra la si trova dappertutto. E’ un problema difficile da risolvere.

  6. C’era un pò di sinistra in Mussolini ……..

  7. Son state depositate le motivazioni della sentenza con cui il giudice monocratico della VI sezione del Tribunale Penale di Roma, Anna Maria Pazienza, ha condannato recentemente Nunzio Brigandì, ritenuto colpevole per la raccolta delle firme false delle liste “Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini” e “Quadrifoglio”, per le elezioni del Presidente e del Consiglio della Regione Lazio del 4 e 5 Aprile 2005 (oltre che per le elezioni europee del 2004); ed ha assolto pienamente l’ex-Presidente della Regione, Francesco Storace, Romolo Reboa e gli altri imputati del cosiddetto processo “Laziogate”.

  8. Roma, 21 luglio ’11 (Fuoritutto) Son state depositate le motivazioni della sentenza con cui il giudice monocratico della VI sezione del Tribunale Penale di Roma, Anna Maria Pazienza, ha condannato recentemente Nunzio Brigandì, ritenuto colpevole per la raccolta delle firme false delle liste “Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini” e “Quadrifoglio”, per le elezioni del Presidente e del Consiglio della Regione Lazio del 4 e 5 Aprile 2005 (oltre che per le elezioni europee del 2004); ed ha assolto pienamente l’ex-Presidente della Regione, Francesco Storace, Romolo Reboa e gli altri imputati del cosiddetto processo “Laziogate”. Con Romolo Reboa, avvocato di Francesco Storace, “Fuoritutto” ha voluto chiarire i punti essenziali d’una vicenda che a lungo ha occupato le pagine dei quotidiani, chiudendosi in un modo che ha ribaltato quella che ne era stata la percezione dominante da parte dell’opinione pubblica.
    Avvocato Reboa, come iniziò il “Laziogate”?
    Nel 2005, come avvocato, vengo chiamato ad assistere il professor Marco De Vincentiis, membro della lista Storace per le elezioni regionali, autore d’una denuncia alla Procura della Repubblica e alla Commissione elettorale della Corte d’Appello di Roma per irregolarità riscontrate nella raccolta delle firme per la presentazione della lista Mussolini. La Corte d’Appello prima dà ragione a Storace, mentre anche il TAR del Lazio, su ricorso proprio di Alessandra Mussolini, conferma l’ illeggittimità della sua lista, escludendola in via provvisoria dalle elezioni regionali; il Consiglio di Stato, però, la riammette a partecipare. Dopo le elezioni dell’aprile 2005, il TAR dichiara in via definitiva l’ illeggittimità della partecipazione della lista Mussolini. Nel frattempo, su denuncia dell’allora sindaco di Roma Veltroni, la Procura della Repubblica avvia l’inchiesta che sulla stampa diverrà famosa come “Laziogate”.
    Inchiesta nata da cosa?
    A me era stata consegnata in quel periodo, dall’allora direttore tecnico della società Laziomatica Mirko Maceri, una massa di documenti, una serie di certificati anagrafici estratti dall’archivio anagrafico del Comune, con l’indicazione del numero della carta d’identità: provanti che i documenti personali dei firmatari della lista Mussolini del 2005 erano in gran parte falsi. Di questi documenti io rilasciai regolare ricevuta, e li allegai tutti alla denuncia che presentai alla Procura della Repubblica, a proposito appunto della lista con le firme irregolari. Gli autori dell’accesso al “database” del Comune furono accusati d’ averlo fatto oltrepassando i limiti legali entro cui tale accesso era loro consentito (cioè la sola raccolta di dati d’interesse sanitario): da qui, sulla base appunto della denuncia di Veltroni, la tesi della Procura che l’accesso ai dati sarebbe stato fatto in modo illegale (cosa che io non potevo sapere, chiaramente ). A questo punto, la Procura apre due fascicoli: uno, in seguito alla mia denuncia, per individuare gli autori dei falsi, e l’altro per appurare se il reato fosse stato scoperto in modo illegale, con accesso non autorizzato al Database comunale. Dei due fascicoli, però, solo quest’ ultimo ha avuto l’ amplificazione mediatica che sappiamo; nonché un’amplificazione rispetto alla problematica “legale” connessa all’evento, perché l’accesso illegale a una banca dati, in diritto, è un reato da ex Pretura. E anch’io, legale della Lista Storace nella vicenda, sono stato indagato.
    E questo, com’ è stato possibile?
    La Procura ha fatto una scelta che a me è apparsa in contrasto col principio etico della ricerca della giustizia, e che definirei di , andando a indagare un avvocato, come concorrente nell’altrui reato di accesso abusivo. Peraltro è andata peggio a Storace, addirittura accusato d’aver sostituito liste autentiche di Alessandra Mussolini con liste appositamente contraffatte. Poco più d’un anno fa, a maggio 2010, il giudice monocratico, dr.sa Buonaventura, pur affermando che nessuno aveva sostituito alcuna lista e che gli accessi erano finalizzati a trovare le prove del reato, condannava a un anno e sei mesi di reclusione (col beneficio della condizionale) Storace, insieme ad altre 7 persone, tra cui il sottoscritto: affermando che l’attività professionale di avvocato costituisce morale nel reato, quando questo avvocato è degli appartenenti ad un gruppo politico e di una personalità in particolare, Francesco Storace.
    E che fine ha fatto, invece, l’indagine sulle liste presentate con falsi documenti?
    Il procedimento nel frattempo s’era chiuso, in parte per patteggiamento della pena e in parte con la richiesta di poter pagare una oblazione da parte dell’imputato, Nunzio Brigandì, l’uomo che a suo tempo aveva coordinato le operazioni di raccolta delle firme per le due liste elettorali che facevano capo all’on. Mussolini del 2004 e 2005, depositandole poi presso gli uffici competenti e facendole autenticare, spesso “in massa” e in gran fretta. Ma poiché quest’ultimo poi non ha pagato l’oblazione, il Tribunale ha rifatto il processo. Così Storace ha avuto la possibilità di battersi per riaffermare una verità negata, costituendosi parte civile con il mio ministero, e un Giudice del Tribunale di Roma, diverso dalla dr.sa Buonaventura, ha accertato che effettivamente egli ( e tutta la coalizione che lo sosteneva, cioè l’attuale PDL) nel cosiddetto Laziogate furono vittime di un reato, dato che effettivamente le firme delle liste a sostegno dell’on. Mussolini erano state falsificate. Mettendo un paletto che pone moralmente la parola fine al cosidetto Laziogate, il Tribunale ha affermato che la partecipazione d’ una lista a una competizione elettorale senza averne diritto è una gravissima violazione delle regole democratiche sancite nella costituzione, perchè partecipazione illegittima altera la formazione dei quozienti elettorali e, quindi, i risultati. Altresì un’ illegittima partecipazione risulta altamente destabilizzante, in quanto partecipa alla campagna elettorale, incidendo sulla volontà degli elettori, anche quando non ha un risultato positivo: questo, specialmente in un sistema moderno, in cui i fenomeni mediatici condizionano fortemente le scelte degli elettori. Col vincolo della continuazione con la precedente sentenza, che aveva accertato ulteriori fattispecie criminose nel comportamento del Brigandì in occasione di quelle elezioni, e la revoca della sospensione condizionale della pena, quest’ultima per l’imputato è stata quantificata in tre anni: più il risarcimento, in sede civile, dei danni subìti da Storace.
    ( Fabrizio Federici)

  9. Anteprima dal sito: http://www.agenziafuoritutto.com

    Son state depositate le motivazioni della sentenza con cui il giudice monocratico della VI sezione del Tribunale Penale di Roma, Anna Maria Pazienza, ha condannato recentemente Nunzio Brigandì, ritenuto colpevole per la raccolta delle firme false delle liste “Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini” e “Quadrifoglio”, per le elezioni del Presidente e del Consiglio della Regione Lazio del 4 e 5 Aprile 2005 (oltre che per le elezioni europee del 2004); ed ha assolto pienamente l’ex-Presidente della Regione, Francesco Storace, Romolo Reboa e gli altri imputati del cosiddetto processo “Laziogate”.

    Continua a leggere la notizia dal sito originale: http://www.agenziafuoritutto.com .