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Nasce un comitato nell’Alta Valle del Mis, per valutare i disagi che provocheranno i lavori della nuova centrale, nonché la chiusura della strada

Valle del Mis

Gli operatori economici dell’Alta Valle del Mis sono seriamente preoccupati per l’annunciata chiusura della strada della Valle del Mis, che potrebbe determinarsi a breve, per consentire i lavori di una centrale idroelettrica in pieno Parco. Per questo motivo si sono riuniti in un comitato. Che martedì sera al consiglio comunale di Gosaldo ha presentato un documento nel quale si denuncia la scarsa informazione fornita sulle operazioni in essere. Il comitato, inoltre, si è proposto parte attiva, insieme all’amministrazione, nel valutare tramite un consulto tecnico legale se tutto l’iter a corollario dell’operazione sia corretto. “Anche perché, l’amministrazione comunale di Sospirolo – fa notare in una nota il Comitato – appare estranea ai disagi e alle problematiche legate alla realizzazione dell’opra, che avviene tutta in territorio di Gosaldo. E non si capisce perchè si debbano dividere in parti uguali i proventi messi a disposizione dalla società privata – sottolinea la nota – quando territorio e disagio è solo di Gosaldo”.

Ecco la lettera trasmessa al Consiglio comunale di Gosaldo

All’Amministrazione del Comune di Gosaldo

e p.c.  al Capogruppo della Minoranza

Oggetto: Lavori di costruzione della Centrale Elettrica in Zona B1 del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi Strada Provinciale del Mis.

Vista le improvvise e ricorrenti voci circa la chiusura della Strada della Valle Del Mis a seguito dell’esecuzione delle opere relative alla centrale idroelettrica da realizzarsi a cura e per l’interesse di imprenditori privati, gli operatori economici dell’alta Valle del Mis si costituiscono in Comitato al fine di poter meglio evidenziare le preoccupazioni circa lo svolgimento delle prossime operazioni. Dalle poche informazioni avute traspare la netta sensazione che la chiusura della strada provinciale sarà indubbiamente protratta per l’intera stagione estiva e che difficilmente si potranno rispettare le tempistiche e gli orari di apertura preventivati dagli esecutori a supporto di ciò ci paiono del tutto inadeguate le penali previste in caso di mancato rispetto delle clausole. La chiusura inoltre porterà ad una perdita di credibilità verso l’intera zona la quale si può veder isolata in qualsiasi momento anche per situazioni di mero interesse privato e non solo per cause naturali o ineluttabili. Gli operatori economici, oltre le difficoltà contingenti alla attuale situazione di crisi, vedono quindi in serio pericolo le loro attività cresciute ed in fase di crescita proprio in virtù della possibilità di lavorare stanzialmente. Siamo inoltre preoccupati e meravigliati che si dia ora seguito ad una trattativa condotta dal Comune di Sospirolo che per la sua localizzazione e per la situazione oggettiva potrebbe avere interessi nettamente fuori linea con gli interessi della popolazione dell’Alta Valle del Mis, non ultimo vediamo esaurirsi una possibilità futura per le genti di Gosaldo le quali con la cessione a privati dell’intero torrente Mis e parte del torrente Gosalda ipotecano irrimediabilmente possibili future operazioni imprenditoriali a diretto utile della popolazione stessa. Meraviglia inoltre che in una zona interdetta all’edificazione ( Zona B1) del Parco Nazionale Delle Dolomiti Bellunesi si sia trovato un pretesto,cavillo della normativa al fine di consentire la realizzazione di un opera di cosi alto impatto ambientale. Meraviglia inoltre che l’attuale amministrazione, che fece della “mala svendita del territorio” un suo cavallo di battaglia e che abbia di ciò avuto ampio ed esteso confronto nelle urne vada avanti nella direzione opposta. Il Comitato chiede se sono stati raccolti tutti gli elementi tecnici e legali al fine di ben comprendere la bontà e la validità degli atti a corollario dell’operazione, se ciò non fosse avvenuto, chiede all’amministrazione, di sospendere ogni decisione e di incaricare un professionista affinchè possa rassicurarci sull’intero iter approvativo, rendendosi disponibile a contribuire alle spese del professionista qualora l’amministrazione stessa non dovesse avere piena disponibilità dei fondi.

Tiser di Gosaldo lì 17 aprile 2012

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