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Ripristinare il sarcofago di Flavio Ostilio in piazza Duomo. Lo propone Francesco Demattè candidato de La Destra

Apr 15th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

 

Francesco Demattè

Giace negletto e dimenticato da troppo tempo nel cortile del Palazzo Crepadona l’emblema stesso della Belluno romana: stiamo parlando del sarcofago di Flavio Ostilio e di sua moglie Domizia. La situazione si è aggravata dopo la costruzione del brutto cubo di Mario Botta, in quanto ora si trova in una posizione ancora più straniante e squalificante. Più che simbolo di un passato lontano e glorioso il sarcofago è divenuto il segno di uno squallido presente, incapace di conservare e rendere onore alle testimonianze della storia. E pensare che quando fu scoperto, nel 1480 durante gli scavi per la costruzione della chiesa di Santo Stefano, profonda fu l’emozione nella cittadinanza, tanto che alcuni decenni dopo, nel 1539, fu posto con tutti gli onori su quattro colonne in Piazza Duomo, davanti al Palazzo dei Nobili (la ahimè scomparsa Caminada) a testimoniare l’orgoglio dei bellunesi per il loro passato romano: lì rimase sino al 1841 quando fu riportato accanto alla chiesa di Santo Stefano.

Ed è questa la proposta che avanzo quale candidato della Destra per le prossime elezioni comunali: sia ripristinata l’antica localizzazione del sarcofago di Flavio Ostilio in Piazza Duomo. E’ un impegno che prendo a nome di tutti i bellunesi non dimentichi delle loro radici e delle loro origini.

Francesco Demattè – Candidato de “La Destra” al Consiglio Comunale di Belluno

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6 comments
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  1. E’ di tutta evidenza che il sarcofago ha un valore storico, culturale e testimoniale delle nostre radici che deve essere adeguatamente valorizzato: benissimo l’idea del prof. Dematté. Pensate: c’è qualcuno che ha pagato € 300.000 per la statua di Pomodoro, mentre tieniamo nascosti questi tesori…

  2. L’idea è buona. Ricordo che il sarcofago fu portato all’interno della Crepadona per il deterioramento arrecato da secoli di esposizione alle intemperie. Ma ora non è giusto resti così defilato. Però per realizzare l’idea proposta si deve assolutamente pensare ad una copertura a difesa, che possibilmente non sia un pugno nell’occhio. E qui sta il busillis, più ancora della spesa, che potrebbe essere minima.

  3. Io lo riporterei accanto alla chiesa di Santo Stefano.

  4. Roba importantissima!

    Rimarcare le sacre origini romane spavalde e maschie di roma!

    nel frattempo, belluno diventa periferia veneta…

  5. francesco ignoto, le radici e la storia sono sprone per il futuro , ottima proposta del prof.De Mattè

  6. Io sono d’accordissimo con la proposta del prof. Demattè ( non per niente ho studiato storia all’università anche grazie alla passione da lui trasmessami), dispiace solo vedere poi che il suo candidato sindaco denigri la statua di Pomodoro. La storia e la cultura sono di tutti e per tutti a prescindere dal colore politico, considerare il sarcofago come bello e fondamentale e la statua come una cavolata è o in malafede (spererei di no) o è segno di ignoranza. Sulla bellezza estetica (concetto soggettivo e che spesso stride nelle opere di tutti i tipi) si può discutere, sul valore culturale dell’opera decisamente no. Ricordiamo, poi, che il sarcofago prima dell’avvento dell’attuale giunta era ben visibile nel cortile della Crepadona, non nascosto dal cubo di Botta e anzi passaggio obbligato nelle mostre che all’epoca portavano in città decine di migliaia di persone. Posizione anche quella perfettibile ma sicuramente dignitosa, cosa che oggi invece è chiaramente dimenticata.