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Edilizia, viabilità, scuola. I nodi di Cusighe e Sargnano nel programma di Claudia Bettiol

Apr 10th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

“Recuperare il patrimonio edilizio esistente prima di consumare altro territorio. Agiremo secondo questo principio, sia con incentivi che trovando le vie più percorribili tra i vincoli che spesso bloccano le strategie di recupero”. Lo sviluppo edilizio incoerente rispetto alle abitazioni esistenti e all’andamento demografico pone agli amministratori una questione importante sul governo del territorio, alla quale Claudia Bettiol risponde con la “volontà di affrontare il paradosso delle nuove case, magari prive di viabilità e servizi, costruite o previste in varie parti della città, a fronte di tante vecchie abitazioni rese inutilizzabili da vincoli o burocrazia”.

Il tema sarà affrontato anche negli incontri con i cittadini in programma domani, mercoledì 11 aprile, a Sargnano (ore 18.30, bar alle Bionde) e Cusighe (20.30, sala parrocchiale). L’area risente anche di una certa difficoltà di accesso ai servizi e problematiche legate alla viabilità. “I cittadini mi segnalano che tra Safforze e Cusighe serve un intervento per limitare la velocità e migliorare la sicurezza in corrispondenza di alcuni accessi pericolosi – afferma Bettiol -. Inoltre a Cusighe è molto sentita la necessità di sostegno alla scuola paritaria. Tutte problematiche che la mia amministrazione affronterà, partendo proprio dal dialogo con i cittadini e arrivando a decisioni efficaci e di buon senso”.

 

 

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19 comments
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  1. “Sviluppo edilizio incoerente”…
    Occorrerebbe che Claudia Bettiol andasse a vedere chi ha votato l’attuale pianificazione urbanistica, chi immaginava una cità di 60.000 abitanti…
    Mai un mea culpa, mai un”abbiamo sbagliato…
    La verità è che Claudia Bettiol ha già governato la Città di Belluno, e ne abbiamo visto l’esito …

  2. Aggiungo che le vecchie case non sono inutilizzate per ” i vincoli e la burocrazia”, come dice Claudia Bettiol (la quale, mi pare, in questi giorni da la colpa di tutto ai vincoli e alla burocrazia) ma per scelte urbanistiche insipienti ( a dire poco), adottate dal sindaco Fistarol ( e mi pare che Claudia Bettiol fosse nei paraggi). Si è scelta una pianificazione che dava valore alle aree da edificare e il valore lo si è tolto ai paesi, alle frazioni, all’abitato esistente…
    “Sviluppo edilizio incoerente” …..!!!

  3. mi pare he il PD abbia fatto a Cavarzano una decina di convegni negli ultimi anni contro le nuove costruzioni previste in zona,c’è pure un comitato molto attivo che si è battuto contro il masterplan.Purtroppo Prade e Gamba hanno deciso di andare avanti a testa bassa creando un gran casino sulla viabilità di Via Barozzi(pure una ridicola riunione a porte chiuse).Mi chiedo se è normale costruire 400 alloggi senza una adeguata viabilità!Mi chiedo se è normale costruire 400 alloggi quando una buona parte della lottizzazione Veneto Blu risulta invenduto!Mi chiedo perchè Prade e Gamba abbiano avuto tutta questa fretta, accelerando sul masterplan prendendo decisioni credo ormai irreparabili! Ci sono molte cose che non vanno.Non so cosa la Bettiol pensi,nemmeno Massaro, però so per certo cosa ne pensa Prade!

  4. Ah, ecco, il PD ha fatto i convegni … Addirittura una decina …

  5. Allora una provocazione.
    Perché non andare a vedere che era sindaco, assessore all’urbanistica e presidente di commissione urbanistica quando sono state approvate le più brutte lottizzazioni di questa Città? Giamosa, Faverga, Caleipo … Il nostro più bell’ambiente rurale sacrificato alla speculazione edilizia, alla fame di professionisti acchiappaprogetti ….
    Leggere Claudia Bettiol che parla di sviluppo edilizio incoerente e’ davvero troppo!!! Leggere che il PD fa i convegni contro le nuove costruzioni … Ma un po’ di memoria e di onesta’ intellettuale dove si trova ?

  6. Negli incontri tenuti nella zona di Cavarzano è emerso principalmente questo problema (vado a memoria non avendo a disposizione il masterplan ma avendolo in studiato in sede assieme ad altri tecnici per renderlo maggiormente “comprensibile e divulgabile” ai consiglieri e coordinatori dell’evento del 4 gennaio 2012 organizzato dal Circolo Pd Cavarzano-Oltrardo e l’Unione Comunale del Pd):
    nel masterplan per l’area limitrofa al cimitero – campo da calcio etc.. il verde è diviso in quattro macrosettori. Considerando quelli su cui grava pensantemente il vincolo cimiteriale (ovvero la distanza dal perimetro di un cimitero nella quale non si può costruire nemmeno su un terreno edificabile) ne restano due sostanzialmente più appetitosi, i due a Sud ovvero sul lato via Dolabella.
    Su questi lotti gravita un forte interesse speculativo, da parte delle proprietà di maggior “peso”, per ottenere una variazione (o sblocco o chiamatelo come volete purchè si capisca) alle previsioni progettuali d’indirizzo (che sono quelle di un’area residenziale con elevati standard di qualità abitativa – risparmio energetico – sostenibilità) e realizzare un primo stralcio di lavori, una prima edificazione.
    Questo avviene sostanzialmente per due motivi:
    – il primo è che in questo momento di crisi per l’edilizia molti grossi investitori hanno bisogno di coprire le proprie esposizioni debitorie con la presentazione di nuovi progetti di edificazione effettivamente cantierabili da porre a garanzia per ottenere un po di ossigeno
    – il secondo è che questi terreni in molti casi sono stati comprati a peso d’oro e in tutti questi anni hanno maturato interessi passivi (sommatoria di tassazioni) e nessun attivo.
    Di fianco a questi macro interessi vi sono dei micro interessi (chi vorrebbe in quell’area ampliare la propria abitazione confinante o costruire la casa per il figlio etc.. etc..) che anch’essi giustamente chiedono risposte concrete.
    Difatto la situazione però è la seguente: il masterplan così come presentato non è altro che una dichiarazione di buone intenzioni, frutto di un buon lavoro degli uffici comunali ma difatto è tutt’altro che uno specifico atto di progettualità. Si chiama Masterplan ciò che difatto è una dichiarazione di intenzioni, con ampia prefazione storica, ingannando così i cittadini (ma calmandoli così in tempo di elezioni).
    Anche si fosse presentato un effettivo Masterplan, il mercato in questo momento (e per molto tempo anzi comincio a pensare per sempre) ha subito una variazione tale dopo il crollo economico degli scorsi anni che il mero costo di costruzione di un immobile di quelle caratteristiche quando sommato ai costi esorbitanti sostenuti per l’acquisto delle aree quando la bolla ancora doveva scoppiare, rende l’operazione diseconomica.
    Perciò si cerca di salvare il salvabile cercando di forzare per la realizzazione di interventi puntuali che possano se non altro coprire l’esposizione debitoria o nei casi più fortunati eliminare il passivo annuale.
    E’ evidente che un simile intervento è incredibilmente scellerato in quanto si andrebbe a creare un precedente che altro non sarebbe che la prima crepa di una diga che poi finirebbe per cedere e di casi come questi il nostro paese ne è pieno.
    Penso quindi che queste non siano altro che richieste avanzate come gesto estremo di pungolatura all’amministrazione piuttosto che come reali possibilità di azione.

    Anche su alcune scelte contenute nel Masterplan poi c’è di che discutere (chi si assume gli oneri dei servizi ESTERNI alla struttura ma che ne verranno inevitabilmente caricati? quale viabilità? quanti abitanti? quale dislocazione e funzione degli spazi commerciali? Ci saranno? Resteranno nel vecchio centro? Come si collega questa edificazione col tessuto circostante? Come avviene questa connessione specialmente nella mobilità e nei servizi?) e il luogo giusto per farlo è in assemblee tra la gente, portando i tecnici a rispondere alle domande della popolazione ed assicurando successivamente una progettualità d’altissimo (ma issimo issimo issimo) livello.
    Questa è difatto l’ultima area di espansione rimasta alla città. Costruire per costruire sarebbe da scellerati, basta salire a San Liberale per capirlo.

    Altre considerazioni vanno fatte in merito al reale fabbisogno di nuovo edificato a prescindere dall’esistente, dato il trend di stabilità / lieve decrescita del numero di abitanti che è seguito al crollo occupazionale nell’industria manifatturiera nelle nostre aree, facendo venir meno la necessità di dotarsi di spazi di accoglienza per 50-60 mila persone secondo le previsioni pre Cina e pre Subprime.

    Nuovo edificato > svalutazione dell’esistente > atieconomicità del processo di recupero > boom di seconde terze ennesime case invendute ed invendibili su cui però >sbadabam!< cala la mannaia dell'IMU. Il pubblico deve intervenire su questo segmento di decrescita frenando (legalmente e secondo diritto) le nuove costruzioni e indicando come via preferenziale il recupero dell'esistente, attivando così il mercato delle seconde e terze case da riconvertire in prime. Si è fatto, ha funzionato, quindi si può fare senza inventare niente di nuovo.

    arch. Enrico Bortoluzzi
    Candidato Consigliere Comunale
    Partito Democratico Belluno

  7. Anche Enrico Bortoluzzi svicola….

  8. Oltre ad aver esaurientemente argomentato la sua posizione (anche sulla motivazione di quelle che furono scelte di quando ancora l’occhiale dava il pane e il mondo non parlava cinese) Enrico Bortoluzzi questa sera ha presentato e moderato l’incontro dibattito con l’ing. Claudia Bettiol, figura di spicco nel panorama mondiale per quello che riguarda lo sviluppo sostenibile e la partecipazione nella gestione del bene pubblico come volano di nuove economie.
    Non conosco un solo posto di lavoro o risparmio di CO2 creato dalle polemiche faziose e dalle dietrologie. Ma su quelle contrariamente al risparmio energetico non sono esperto per cui lascio ad altri la parola.

  9. Credo che il P.R.G attuale contenga degli errori o diciamo obiettivi che oggi possono non esere condivisi.
    Ricordo comenque che la sua approvazione è avvenuta ne 1997, e forse le prospettive e le esigenze di allora serano diverse da quelle di oggi.
    Ora criticare chi allora approvò o diciamo in modo più preciso contribuì alla stesura in Commissione Urbanistica l’attuale P.R.G. posso consideralo legittimo, anche se ricordo l’impostazione e le scelte importati contenute nel piano è avvenuta con condivisione anche di chi oggi siede in maggioranza.
    Criticare scelte di ,lotizzazioni, quali Faverga, Giamosa o Caleipo credo sia legittimo, non tutti la pensiamo allo stesso modo.
    Credo però per onestà intellettuale, e non per il solo gusto di criticare, si debba ricordare anche tutte quelle lotizzazioni passate con l’Amministrazione Prade tra le più significative :
    Veneto Blu 30 mila metri cubi ( la perla delle perle), Ex Faena 60 mila metri cubi, ex ICB 70 + 70 mila metri cubi, “Piazza” di Mussoi 8 mila metri cubi, il social hausing, ossia trasformare un’area agricola in edificabile realizzando migliaia di metri cubi, Master plan di Cavarzano 140 mila metri cubi.
    Per quest’ultimo non è la questione di realizzarlo o non realizzarlo, ma come realizzarlo. Quello presuntato e approvato dalla sola Giunta, senza neanche un passaggio in Commissione urbanistica per valutare le osservazioni pervenute, non ci piace, tanto che abbimo presentato una serie di ossevazioni che in gran parte non sono state recepite dalla Giunta.
    Cosa diversa è Vivere in Nevegàl, come si può essere contrari a una cosa che concretamente, e intendo progetti , volumetrie, non è mai stata presentata. Su un’idea di sviluppo non simo mai stati contrari, se questa crea sviluppo, in questo caso turistico, della città e del suo territorio.
    Possimo avere anche in questo caso visioni diverse di approccio al progetto, ma mai affermato di essere contrari.

  10. Valballa, come fai a dire che Claudia Bettiol ha già governato la città di Belluno?! Dillo di Prade piuttosto!

  11. Mi pare che Enrico Bortoluzzi dica cose sensate e ben argomentate ma non viene capito o creduto (da alcuni).
    Questo è il problema. Enrico Bortoluzzi non viene tenuto in conto solo per quello che dice, per le sue competenze o per quello che ha fatto ma subisce la tara di appartenere ad un partito (nel caso specifico il PD). Molti pensano che i partiti siano (tutti) responsabili in qualche misura del disastro in cui tutti ci troviamo e sono sempre meno propensi ad accordare la propria fiducia a chi milita in un partito. Pensano che un partito nazionale (o anche padano) abbia poco o nulla a cuore le sorti di un singolo comune se non quando deve ragranellare qualche voto per i suoi scopi. Pensano che chi ha in tasca una tessera di partito (nazionale) può pensare che il suo partito sia in grado di assicurargli una carriera (ben remunerata) anche fuori dal proprio comune e che, proprio per questo, sia più propenso a rispondere agli stimoli che gli vengono dal partito che a quelli dei propri concittadini i cui interessi si limitano al territorio comunale. La politica ed i partiti vanno radicalmente bonificati e riformati. Nell’attesa ricominciamo, almeno a livello locale dove è possibile, dalle liste civiche dove vi è almeno una ragionevole certezza che il candidato sindaco e gli aspiranti consiglieri siano in lista solo per gli interessi della città. Non sarà una garanzia assoluta ma è almeno un tentativo di uscire da una situazione politica che sembra non lasciarci scampo.

    Piero Balzan
    Patto per Belluno

  12. Ringrazio per l’apprezzamento, anch’io penso che “La politica ed i partiti vanno radicalmente bonificati e riformati”, in parte o del tutto corrisponde a verità. Mi accorgo però in questa esperienza “di partito” che c’è tanta gente che, la maggioranza, che come me non viene non da “EX” (Margherita e DS quantomeno) ma si sono riconosciuti per la prima volta solo nella parola Democratici, intesa come macro area politico culturale di appartenenza. Io mi sono sempre sentito Democrats o Labour per dirla all’inglese. Per me è quella la parola importante nel nome “Partito Democratico”. C’è tutta una visione di mondo che è quella della tradizione Kennediana, oggi ripresa da Obama.. La trovo specialmente nei Giovani Democratici che loro proprio non sono mai stati EX nemmeno nel voto.
    Nel migliorare (si può e si deve sempre tentare di farlo) il mio impegno è nel farlo dall’interno, è una sfida difficile, l’asticella si alza ogni giorno di più. Tutti ridevano del PD quando ha portato qui concetti di partecipazione, ora si trovano a seguirli. Quindi il tuo obiettivo deve essere ancora più ampio. Ci credo, credo sia possibile. Senza nulla togliere al valore delle liste civiche, magari un giorno mi troverò a darle totalmente ragione sui partiti, ma intanto perchè non tentare?

    aEB 4PD

  13. L’attuale assetto urbanistico è figlio della sinistra. E la sinistra ha anche la faccia tosta di criticarlo. Memoria corta?

    A parte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire
    Non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare.
    (Luciano Ligabue)

  14. @ Enrico Bortoluzzi:
    “Tutti ridevano del PD quando ha portato qui concetti di partecipazione, ora si trovano a seguirli”
    oddio, muoio (dal ridere)
    Meglio di Crozza

  15. Paolo, a me invece fa vomitare quello che ha fatto Prade in cinque anni…

  16. E riguardo allo scempio fatto della gestione del teatro comunale, con l’ultimo colpo di coda completamente ingiustificato (al pubblico) di assegnare arbitrariamente la gestione a qualcuno “che piace di più” a Prade e soci? Il Tib ha dimostrato di saper fare, eccome. Se forse molti anni fa ha usufruito (legittimamente, come fa il Trentino con i soldi che gli provengono dall’essere a statuto speciale, ma poi usando bene il danaro pubblico) di quanto era possibile, dal pubblico, ha dimostrato di saper restituire a tutto il territorio qualità e competenza, cultura, formazione, passione. Tutto gettato al vento da un colpo di mano che a mio modo di vedere non è che da considerarsi violento, non saprei come altro definire un simile gesto. Voi … lei, Bettiol, come pensa di trattare cultura e formazione di nostri concittadini?
    Se pensiamo di essere più bravi solo a spaccar pietre, tagliare legno e far fatica … credo che il resto del paese, nonché del mondo, ci dimostrerà che sono un paio di decine di migliaia di anni che anche il resto degli esseri umani questo lo sanno fare, che abbiano gli occhi a mandorla o la pelle scura, o che non ce l’abbiano.

  17. Paolo! Sei quello che fa coppia con Luca? Il l’intento comico è lo stesso, il risultato decisamente meno.

    Io non critico il piano del 96 perchè il piano del 96 prevedeva una Belluno che doveva attrezzarsi per arrivare ai 50.000 abitanti non come obiettivo di per se, ma sulla base della previsione di crescita attesa e che come tale andava governata. Poi (fa basta co quei caffè della machineta e scolta) sono successe delle cose che solo tu ovviamente sapevi sarebbero accadute (avvisaci santoddio!) tipo apertura del mercato cinese e crack dei subprime che hanno modificato le previsioni di crescita no di Belluno ma dell’intero occidente.
    Cosa si è costruito in quelle aree non dipende dal Sindaco, dal Consigliere, dal Responsabile di Settore o dal Tecnico Comunale. Dipende dal cliente e dal progettista, dal popolo dei serramenti color ottone, dei pannelli solari che impennano, dell’importante l’è far metri cubi, del chi se ne frega degli allineamenti, del sul me l’è me e fae che che oi, delle case tirate su con lo stampino che hanno massacrato le periferie omologandole, di chi realizza spazi artigianali che diventano centi commerciali etc.. etc..
    Quando avrai fatto un buon percorso di studi su questo e preparato qualche slide riassuntiva della tua tesina sul piano del 96 chiamami pure che organizziamo un bel dibattito. Finchè invece rimaniamo sul piano delle offese e delle considerazioni alla cazzo tipo “destra” “sinistra” “centro” o “celodurismo”, puoi pure continuare da solo, che vai male uguale.

    Ps: avrei dovuto specificare “grande partito” ad introdurre concetti di partecipazione, in effetti altrove magari già c’erano, solo che non se li filava nessuno perchè erano assise meno numerose della mia assemblea di condominio. Salutami De Marinis.
    aEB 4PD

  18. Caro Enrico, non volevo fare ridere nessuno, meno che meno te che a quanto scrivi, ci credi davvero. La tua è una fede e come tale, trascende dalla ragione.
    Sono io che rido perchè certe affermazioni da campagna elettorale, contraddette da comportamenti diuturni costanti nel tempo da parte dei “signori delle tessere” del PD le trovo davvero un gran bello scherzo. Satira per gourmet, mica per tutti i palati.

  19. @Enrico: vedo che avete aggiustato il tiro con l’urbanistica. Ora è colpa della congiuntura economica, non della palese sovradimensione delle previsioni (non col senno di poi, col senno di allora) urbanistiche. Evidentemente, dopo le prime esternazioni dei vs. guru della materia sul caso Cusighe-Sargnano a seguito dell’approvazione del piano attuativo da parte dell’attuale maggioranza (ero presente), qualcuno ha fatto notare che sostanzialmente la porcata era anche opera vostra (rectius: dei vs danti causa e/o vostra).
    E’ una foglia di fico, buona per chi non conosce l’argomento.