Tuesday, 21 October 2014 - 05:41

Palazzo della memoria? Sala del ricordo? Vogliamo parlare di un luogo per i funerali laici? * di Paolo Bampo

apr 9th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Società

Paolo Bampo

“Più di vent’anni orsono, ad una mia proposta fatta in consiglio comunale a Ponte nelle Alpi, La Gazzetta delle Dolomiti, quotidiano cessato dal quale nacque poi il Corriere delle Alpi, titolò con una certa aria di sufficienza: ‘E adesso Bampo vuole i forni crematori’. Solo per il fatto di aver ipotizzato l’istituzione di un sito provinciale destinato alla cremazione dei defunti”.

A ricordare l’episodio è Paolo Bampo, leader indipententista bellunese, già parlamentare per tre mandati con la Lega Nord, e oggi nel Polo autonomista bellunese.

“Allora si trattava di una proposta choc – prosegue Bampo –  ma oggi sarebbero forse maturi i tempi per prenderla in seria considerazione. La mia idea odierna è però quella di affidare le seguenti note agli organi di informazione per aprire un dibattito su un tema nuovo per Belluno (ma forse non solo): quello dei funerali laici, civili o di confessioni diverse dalla cattolica. Mi rendo conto che il delicato argomento sia sempre stato evitato o forse mai sollevato, per non creare problemi di rapporti con i tanti bellunesi di fede cattolica e, forse, con la Curia medesima. Il momento elettorale, inoltre, risulta sicuramente il meno adeguato per la delicatezza del tema, ma parlarne in altro momento potrebbe portare i futuri amministratori a dire che l’argomento non rientrava nelle priorità individuate in campagna elettorale, rimandando così la questione ai posteri.

Parlare di attenzioni per i laici forse disturba il pensiero di tanti e forse ferisce la sensibilità d’animo di chi vorrebbe mantenere riservate alcune prerogative sociali. Credo però – sottolinea Bampo – anche che, in una società che si definisca aperta, non sia più possibile rimandare il tema della dignità dell’individuo non credente dopo la sua morte. Se uno è cattolico o finge di esserlo, il giorno del suo funerale ottiene spazi ed attenzioni particolari, mentre se non lo è, la sua cerimonia d’addio diviene un atto poco più che formale, eseguito spesso frettolosamente in spazi di fortuna ed in condizioni precarie. Perché le pubbliche amministrazioni non possono offrire ai propri cittadini di pensiero laico ciò che la Chiesa offre ai propri fedeli?

Penso che la cerimonia laica debba essere paritaria a quella religiosa. Per i non credenti la sopravvivenza post mortem è data dalla propria opera e dal ricordo lasciato nei vivi. La cerimonia d’addio può essere pertanto un importante incentivo a ciò. Il rito civile scelto per l’addio a Loris Tormen mi ha riportato con la memoria ad un amichevole confronto che ebbi proprio con lo stesso poco più di un anno orsono. In quell’occasione egli mi rivelò che quanto gli stavo prospettando era una delle poche cose che condivideva della mia visione politica. Più di 40 anni di conoscenza reciproca ci portavano a volte a scambiare alcune opinioni su fatti, avvenimenti e politica.

Quel giorno, ricordando la scomparsa di mio padre e di un paio di conoscenti comuni, i cui parenti, per seguirne le volontà, avevano optato per un rito funebre civile, gli prospettai la mia intenzione di inserire nel programma del PAB (oggi Polo Autonomista bellunese) la proposta di istituzione di una sala (provinciale?, comunale?) per la celebrazione di tali riti civili, da chiamarsi, ad esempio “Palazzo della Memoria” o “Sala del Ricordo” o altro. Certamente non pensavamo che presto la cosa avrebbe potuto riguardare uno dei due.

La scelta fatta per il luogo della cerimonia di Loris ed una giornata di tempo clemente ne resero comunque suggestivo l’ultimo saluto. Per una questione di dignità umana, chiunque ha però diritto ad un momento di raccoglimento più intimo di quello offerto da un piazzale, un parcheggio o un cortile di cimitero magari in una giornata di vento o di pioggia con gli ombrelli aperti e che impediscano di vedere o con il traffico che disturbi ed impedisca a qualcuno di sentire.

In aggiunta a quanto detto, esistono confessioni diverse dalla cattolica che, forse, non possedendo adeguati luoghi di raccoglimento, potrebbero essere parimenti interessate all’iniziativa. Credo che, da parte di un’amministrazione pubblica, prendere in considerazione una proposta in tal senso, nonostante la crisi attuale suggerisca cautela negli impegni finanziari, non potrebbe che essere segno di grande rispetto verso tutti i propri cittadini. Ovviamente – conclude Paolo Bampo –  a nessuno è dato di sapere chi vincerà le elezioni di Belluno e Feltre, ma vorrei invitare i candidati sindaci che si stanno apprestando ad affrontare le prossime elezioni amministrative, ad esprimersi pubblicamente su questo tema tanto nuovo, quanto scomodo, precisando che, in tal senso, il candidato per Belluno, Massimo Vidori si è già espresso favorevolmente attraverso l’inserimento della posizione ufficiale del Polo autonomista nel programma consegnato dalla relativa lista con la documentazione elettorale”.

 

Questo il testo del Programma del Polo autonomista per le elezioni di Belluno:

“Palazzo della memoria”.

Verificatane la fattibilità, sarà studiata la destinazione di una struttura da adibire a luogo di celebrazione dei riti funebri civili, al fine di offrire anche ai non credenti o ai defunti di confessioni diverse dalla cattolica, la possibilità di ricevere l’ultimo saluto in un luogo decoroso, non necessariamente fuori del cimitero o sotto la pioggia, al freddo, magari disturbati dalle macchine o in presenza di persone non interessate o distratte.

 

2 comments
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  1. c’è anche nel programma del M5S. E una questione di rispetto nei confronti di chi non è cattolico o non è credente. E non dovrebbe neanche essere necessario metterlo in un programma elettorale.

  2. Infatti essere costretti a inserire opere di questo tipo in un programma elettorale dimostra con quanta superficialità è stato gestito il comune di Belluno in tutti questi anni sia da destra che da sinistra.

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