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Le “Gabelli” devono rimanere quello che sono sempre state: una scuola! * intervento di Jacopo Massaro

Apr 5th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Scuola

“Le Gabelli devono ospitare una scuola, non altro. Sono il simbolo di un metodo didattico moderno e attuale, sul cui tracciato dobbiamo tornare”. Sul futuro delle scuole Gabelli Jacopo Massaro è perentorio: “Sono nate come scuola e tale devono rimanere, cercando semmai di riproporre il modello educativo del metodo Montessori, per il quale si sono distinte in passato”. Per risistemare un’intera ala delle scuole Gabelli, dal punto di vista di sicurezza, contenimento energetico, migliorie interne, e restituirla ai suoi alunni perfettamente fruibile servono 2 milioni di euro. “E’ la cifra necessaria per completare i lavori di una delle due ali dell’istituto scolastico bellunese chiuso dal 2009, in attesa di reperire la seconda tranche di finanziamenti da destinare alla restante porzione. Non temporanee soluzioni minimali, bensì interventi sostanziali per restituire alle scuole la funzionalità e il prestigio con cui sono nate – sostiene con forza Jacopo Massaro – le scuole Gabelli sono una priorità, una struttura di incredibile attualità, per il valore storico, per il pregio architettonico, nonchè per l’importanza didattica legata, tra i primi istituti in Italia, all’assunzione del metodo Montessori. Un edificio che non possiamo non recuperare. E impensabile destinarle ad altro uso”.

Dopo il secondo crollo nel maggio del 2009 (il primo risale all’ottobre del 2007), ci fu la possibilità immediata di riaprire le scuole, intervenendo con un’opera valutata un milione e 200 mila euro circa: “Invece allora si chiese al ministero ben più del dovuto, 5 milioni di euro, per avere chissà quali contributi – ricorda il candidato sindaco – e si ottenne zero. I fondi disponibili a quel tempo grazie alla Fondazione Cariverona vennero investiti diversamente. Ad oggi i costi sono aumentati, ma la priorità erano e rimangono le scuole Gabelli, per consentire ai bambini una sistemazione più dignitosa e, al contempo, destinare ad altro uso la struttura del Parco Città di Bologna”.

L’attuale prefabbricato del parco cittadino, 15 aule per 1.150 metri quadrati di superficie, potrebbero divenire la sede di associazioni volontarie, luogo di incontro per gli anziani, contenitore di eventi.

“Ancora prima di iniziare i lavori delle scuole Gabelli – aggiunge poi Jacopo Massaro – va considerata la possibilità di far riprendere ai bambini le buone pratiche che hanno contribuito in passato a dare lustro all’istituto, prima fra tutte la coltivazione dell’orto nell’ampio giardino interno. Pratica che numerose città italiane stanno riproponendo attraverso l’istituzione di orti sociali cittadini e che fin da subito permetterebbe di riutilizzare almeno il vasto cortile, come già avveniva negli anni ’70, quando erano gli alunni stessi, in orario scolastico, a seguire le varie fasi dell’orticoltura”.

 

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8 comments
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  1. LA Gabelli!!! Non LE Gabelli, LA Gabelli!!!

  2. Giusto, si dice “la Gabelli” ma noi bellunesi abbiamo chiamato la nostra scuola, da sempre, “le gabelli”. Sarà sbagliato ma, in un paese dove non si usano correttamente i congiuntivi neppure in televisione,un piccolo errore in nome della tradizione è nulla. Ad ogni modo grazie della precisazione, non mi era mai venuto in mente che la dizione potesse non essere corretta. Scommetto, però, che tutti (o quasi) noi bellunesi contenueremo a chiamare la nostra scuola “le gabelli” (minuscola voluta).

  3. Al di la della grammatica, rimane evidente come le/la Gabelli debbano necessariamente essere ripristinate come scuole elementari, sono una struttura che è un vanto per la città non solo per il valore storico – sociale -architettonico intrinseco dell’edificio ma anche e soprattutto perchè oltre ad essere edificio esse rappresentano una straordinaria macchina didattica, concepita in ogni suo spazio in funzione di un’esigenza specifica dell’apprendimento.
    Ora, pur risultando questa macchina molto valida, è pur sempre una macchina di inizio secolo. Il soleggiamento studiato, le schermature, le ampie vetrate erano elementi di avanguardia per l’epoca, buona base progettuale oggiogiorno ma non più “sostenibili” economicamente con gli standard di comfort odierni. In sostanza è uno scolapasta in cui si immette calore. Che costa. Come spiegare infatti la reticenza a togliere i bambini dai container, certamente più brutti e inadatti, se non nel netto risparmio economico che la loro classe energetica comporta?
    Il costo di un recupero effettivo delle/della Gabelli non può quindi essere determinato sulle semplici opere di adeguamento edilizio (impermeabilizzazioni, rintonacature etc..) che è verosimilmente il primo costo individuato ma deve essere legato ad un audit energetico (così come dovrebbe essere fatto per tutte le energivore strutture comunali) che determini prospetti di spesa e investimento sulla coibentazione dell’involucro (99.9% necessariamente interna causa vincolo) e l’adeguamento degli impianti.
    Se il tutto venisse gestito come progetto pilota / Good Practice per il recupero energetico di edifici storici, con il coinvolgimento di Regione, enti (Leed? CasaClima?) e consorzi di aziende del settore, apriti cielo ai finanziamenti.
    I tempi non saranno in ogni caso di certo brevi. Buon container a tutti.

    arch. Enrico Bortoluzzi
    Candidato Consigliere Comunale
    Partito Democratico Belluno

  4. PS: mi permetto di suggerire un’idea nata da bellidee.net: e se nel frattempo aprissimo i giardini?

  5. @Enrico sì infatti la riapertura immediata del giardino, e quindi dell’orto, è quello che propongo.
    Per quanto riguarda il risparmio energetico, se si ristruttura una sola ala ci stiamo in 2 milioni. Almeno secondo i tecnici.
    Jacopo Massaro

  6. Una scuola voluta negli anni che tanti criticano, una scuola che è stata portata ad esempio nei libri di pedagogia, una scuola che se ristrutturata ancora oggi è moderna,,,,,,persino la piscina, una scuola a cui in particolar modo sono legata, le mie radici politiche e personali, in quella scuola mia mamma del 1927 ha studiato, in quella scuola ho voluto far studiare mio figlio, in quella scuola la biblioteca era dedicata a lui, AULA MARZIO, non dico altro ma per favore non ho mai chiesto nulla ai politici locali ma non fate morire mio figlio ancora una volta, datemi la serenità chiunque vada a governare questa città di riportare “le Gabelli” ad essere quello per cui è stata costruita UNA SCUOLA SOLO SEMPLICEMENTE UNA SCUOLA.
    Grazie titti monteleone

  7. Penso che non ci sia nessuna altra questione, nel Comune di Belluno, che riunisce tutte le forze politiche, di qualsiasi “colore”, nel voler ripristinare la sicurezza e la funzionalità della storica scuola Gabelli così come è sempre stata e non modificando la sua natura come vorrebbe l’attuale sindaco in una “boutade” elettorale.
    Dopo la “gaffe” della foto dei binari “stile Auschwitz”, un’altra “gaffe” sul voler snaturare un modello di scuola che dopo quasi 80 anni è ancora valido e attuale.
    L’edificio non è solo un semplice contenitore, E’ LA SCUOLA GABELLI, anche se naturalmente il modello educativo è per il momento traslocato nel prefabbricato del Parco Città di Bologna.
    E’ una grave perdita quella del giardino inagibile, della palestra inutilizzabile, così come lo è stata, a suo tempo, la chiusura della piscina interna.
    Se è vero, come ho letto in altri commenti, che in questi ultimi 3 anni ci sono stati finanziamenti statali per l’edilizia scolastica, abbiamo perso tante opportunità di far rinascere la Gabelli. Cerchiamo di non perdere altro tempo e troviamo ulteriori finanziamenti per partire con un progetto concreto di ristrutturazione e di messa in sicurezza dell’edificio.
    Chiunque arrivi a vincere le elezioni comunali si impegni a portare avanti il recupero della scuola Gabelli, senza modificare la sua destinazione d’uso.

  8. @ Jacopo Credo infatti che su questo tema (come su altri d’altronde) possano solo che svilupparsi sinergie positive tra chi ha idee da proporre, idee che sono certo porteranno alla migliore delle soluzioni possibili.
    aEB 4PD