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venerdì, Agosto 7, 2020
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Le perplessità di Tib teatro sulla nomina lampo di Mattiello a consulente/direttore della Fondazione teatri delle Dolomiti

Teatro Comunale di Belluno

“Le procedure con cui si è arrivati, a un mese dalle elezioni, non ci convincono”. Lo afferma oggi in una nota Tib teatro in relazione alla recente nomina di Diego Mattiello a direttore/consulente della Fondazione teatri delle Dolomiti.  “Un consulente con un contratto fino a settembre 2012 che avoca a sé il diritto di modificare lo Statuto? Se così fosse ciò delegittima Soci Fondatori del loro ruolo e conferma i limiti dell’attuale Presidente. Le modifiche statutarie devono essere varate e approvate dal Consiglio di Indirizzo e di Gestione.

Il consulente e il Presidente, nell’incontro avvenuto lunedì mattina con il Tib – prosegue la nota –  hanno affermato entrambi di non essere a conoscenza nemmeno del fatto che la Fondazione abbia già un regolamento per la concessione del Teatro. Che non abbiano visionato ancora gli Atti della Fondazione? Il neo direttore inoltre non conosce il Teatro Comunale. Ed ha accettato un ruolo così strategico e ambizioso (almeno nei suoi dichiarati intenti) senza un opportuno sopralluogo allo stabile per il quale, con la fretta che ha contraddistinto tutta l’operazione, si accinge ora a varare la stagione? Fretta che caratterizza la sua nomina (venerdì 30 marzo) cui segue già sabato 31 alle nove del mattino la convocazione delle Associazioni.

Ma quando l’ha firmato questo contratto Mattiello?  – si chiede Tib – Nottetempo? E quali sono i contenuti dello stesso? Sarebbe opportuno renderlo pubblico, il contratto.

I programmi esposti da Mattiello nell’incontro con le Associazioni di lunedì pomeriggio, non ci appaiono attuabili nella presente condizione economica della Fondazione. Nessuno dei Soci – Comune di Belluno, Comune di Feltre, Provincia – ad oggi ha messo qualcosa in bilancio per la Fondazione, dalla Regione solo una promessa. Ciò attesta come i magniloquenti discorsi di Mattiello non siano rapportati alla realtà economica dell’Ente che dovrebbe rilanciare, in maniera così radicale e ambiziosa in soli sei mesi di contratto!

Ci chiediamo che sostenibilità di bilancio ha la Fondazione oggi, per dar vita a ciò che Mattiello promette?

E come pensa di intercettare, sempre in sei mesi, e di questi tempi, risorse private tali da dar vita al suo prestigioso programma? Con un sito internet?

Parla di riconoscimento ministeriale come teatro di tradizione, art.28. Ma lo sa Mattiello che per quel riconoscimento è necessario investire 2.000.000 di euro l’anno per poi, forse, tra dieci anni riceverne 60.000? Di certo non lo sanno i suoi interlocutori politici e nemmeno il Presidente Zaccone che, chiamato per “liquidare la Fondazione”, come da lui dichiarato alla stampa, si trova invece a “traghettare” la stessa nelle fidate mani di Mattiello e dei suoi mirabolanti progetti, che oltretutto rivelano quanto poca conosca il nostro territorio (nascita a parte).

Ci chiediamo inoltre che credibilità possa avere un Presidente che dichiara alla stampa che il consulente, da Lui richiesto, cioè Mattiello, indicatogli direttamente dalla Passuello, è “il direttore artistico di uno dei più importanti Teatri Stabili di Milano” quando si viene a scoprire che Mattiello di fatto al Teatro Franco Parenti, è solo in prova da 5 giorni quale possibile aiuto del direttore di sala?”

Franco Aprile, responsabile del Teatro “Parenti” di Milano, ha dichiarato a Bellunopress che Mattiello ha lavorato un paio di settimane nei mesi scorsi per il Teatro e che da oggi avrà la mansione di “direttore di sala”.

“Il direttore di sala – spiega Tib teatro –  è colui che ad inizio spettacolo organizza la distribuzione delle maschere, i materiali da dare al pubblico, verifica che in sala tutto sia regolare per l’acceso degli spettatori. Ecco – prosegue Tib –  Mattiello non è nemmeno questo al Franco Parenti di Milano. A Milano, certo ha lavorato per 13 anni, ma per la casa di riposo Verdi, come responsabile dei servizi socioassistenziali dell’ospizio, da cui è stato licenziato nel 2009. Pare che anche al Teatro Goldoni risulti sconosciuto.

Non abbiamo dubbi invece sulla sua attività di pianista – ed infatti la sua nomina è stata sostenuta oltre che dall’Assessore, anche da Celeste Levis e Benedetto Fiori, esperti del settore musicale – né abbiamo dubbi sui suoi eclettici interessi, fa infatti parte dell’organico di Unimeier, Università Popolare di Medicina Integrata Europea e Ricerca.

Ma tutto questo che c’entra con il mandato che ha ricevuto dalla Fondazione? Eclettico anche il mandato giacché per un giorno alla settimana (1.500 euro al mese, come apprendiamo dalla stampa), il consulente, in base al suo programma, dovrebbe esercitare funzione di direttore artistico, provvedere alla stesura di bandi di gara, ricercare ingenti risorse da privati, fidelizzare la presenza dei Soci fondatori e trovarne di nuovi, procedere alla composizione del cartellone che verrà pubblicizzato tra le colonne del Comunale – come lui ci ha detto – con un magnifico schermo a led, anzi due, l’altro davanti alla farmacia Perale, (per il momento ci accontenteremmo del ripristino delle quattro bacheche per i manifesti degli spettacoli, che almeno quelle non verranno danneggiate notte tempo, come gli espositori), e tutto questo da qui a settembre!

Un vero libro dei sogni, che chi ha nominato il consulente avrebbe dovuto esigere fosse corredato da un dettagliato piano di fattibilità, commisurato alla sostenibilità dei bilanci.

Alla luce di tutto questo – prosegue la nota di Tib –  chiediamo al Sindaco su quali basi, e a fronte di quali garanzie curriculari, abbia permesso che si procedesse, di gran fretta, a questa nomina piuttosto discutibile sotto diversi aspetti e, nell’interesse del Teatro della città, chiediamo anche la revoca dell’affrettato provvedimento di nomina, almeno questo, giacché le dimissioni del Presidente, richieste dal Sindaco (come appreso dalla stampa), non hanno avuto alcun esito.

Forse – conclude la nota –  è il caso che la Fondazione onori i suoi debiti, prima di lanciarsi in voli che, come quello di Icaro, potrebbero avere esiti fatali per troppa vicinanza al Sole!”

 

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