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Dario Collazuol e Massimo Facchin: sono del Polo autonomista il candidato più giovane e quello più anziano alle prossime elezioni amministrative

Massimo Facchin

Separati da circa ottanta anni, sono uniti nella scelta di partecipare alla sfida elettorale, proprio in un momento in cui la politica attraversa un momento di grande crisi.

Dario Collazuol, studente 18enne, difensore in una squadra di calcio del campionato juniores, e il professor Massimo Facchin, 96enne, eclettica figura di inventore e di studioso, oltre che noto artista e scultore bellunese, i cui lavori troneggiano nelle piazze della Provincia e in vari musei italiani e stranieri tra cui anche New York.

Ambedue rappresentano il proprio guinness all’interno del Polo autonomista, con candidato sindaco Massimo Vidori. La lista è costituita dal PAB, partito autonomista bellunese guidato dall’onorevole Paolo Bampo, la Liga Veneta Repubblica con il rappresentante provinciale dott.Andrea Dall’O e l’Unione pensionati del prof. O.Passarelli.

Tutto il curriculum vitae di Dario (classe 1994) gli sta di fronte, pronto per essere scritto. Gran parte di quello di Massimo (classe 1916) è invece già noto.

Non tutti sanno, tuttavia, che Facchin a dispetto del suo secolo d’età quasi raggiunto, non è raro trovarlo arrampicato su qualche sentiero di montagna, da cui magari non esiterà a rotolarsi giù (nel senso letterale della parola) per sperimentare la sua ultima invenzioni antiscivolo.

Le 96 primavere, inoltre, non impediscono all’insegnante di due generazioni, di guidare correntemente la propria vettura Alfa Romeo rossa e di lavorare quotidianamente al computer o alla fusione in bronzo dell’ultima sua opera.

Facchin è uno dei pochi reduci della campagna di Russia ancora in grado di raccontare le proprie esperienze di una guerra da lui affrontata con il grado di ufficiale degli Alpini.

Egli non è solamente un personaggio la cui freschezza e poliedricità farebbero impallidire molti scienziati più titolati, ma è egli stesso uno scienziato che 3 o 4 secoli fa sarebbe stato messo al rogo come eretico per il proprio rifiuto di accettare i luoghi comuni. Per le proprie rivoluzionarie teorie geo-astronomiche, sorrette dalla realizzazione di modelli pratici, come il suo innovativo mappamondo astronomico, si è meritato l’attenzione del mondo universitario tedesco. Ahimè quello italiano non si è ancora accorto di lui. Facchin è stato anche insignito del titolo di Commendatore dal Presidente della Repubblica, ma “nemo propheta in patria”, snobbato dallo scaduto e scadente consiglio comunale che gli rifiutò il Premio San Martino.

Nella foto:  Massimo Facchin davanti alla sua proposta di mappamondo geo-astronomico.

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