Sunday, 8 December 2019 - 05:15
redazione@bellunopress.it direttore Roberto De Nart

Diego Mattiello, un curriculum importante, e dei progetti ambiziosi per rinnovare la Fondazione teatri delle Dolomiti

Apr 2nd, 2012 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Riflettore

Diego Mattiello

Nessuna tessera e nessun partito, un tecnico al servizio della comunità. Con al seguito due pesanti faldoni di curriculum e le idee chiare sul futuro della Fondazione teatri delle Dolomiti. Sì è presentato così Diego Mattiello, neo direttore/consulente della Fondazione teatri delle Dolomiti, alla conferenza stampa che si è tenuta stamattina insieme al presidente Cesare Zaccone nella sede della Fondazione teatri.

Ecco in sintesi le proposte di Mattiello:

Dare autonomia alla Fondazione. Un sito internet della Fondazione per pubblicare l’attività, gli sponsor, i bandi e le collaborazioni, come avviene in tutti i teatri. Modificare lo statuto introducendo un consiglio di amministrazione al posto del consiglio di indirizzo e consiglio di gestione. Un regolamento per l’utilizzo del Teatro comunale. Verranno inoltre valorizzate le risorse locali «vi sono musicisti bellunesi che si esibiscono in tutto il mondo» ha detto. Creare un ponte culturale tra Belluno e Feltre. Dare le stesse opportunità ai bellunesi di chi abita nelle gradi città, portando degli spettacoli di prestigio. Un calendario unico di tutte le manifestazioni in programma al Teatro comunale.

Per fare questo «troveremo le risorse dai privati. Il mio compito – ha detto il neo direttore della Fondazione – è anche quello di fidelizzare i soci della Fondazione attraverso i progetti che presenterò».

Sul concetto di “residenza teatrale” Mattiello ha espresso le sue perplessità. «Innanzitutto perché non è disciplinata dal punto di vista giuridico – ha precisato – e comunque nessun teatro capoluogo di provincia ce l’ha. La residenza teatrale è una forma di contratto privatistico utilizzato generalmente nei teatri dismessi, dati in uso ad una sola compagnia che in cambio assicura degli spettacoli».

Il suo contratto di collaborazione che scadrà il 30  settembre, con possibilità di rinnovo, prevede un compenso di 1.500 euro al mese – ha precisato il presidente della Fondazione Cesare Zaccone – con la presenza di almeno un giorno la settimana.

 

Ecco in estrema sintesi il suo curriculum

Nato a Feltre, laureato in Discipline delle Arti Musica e Spettacolo all’Università di Bologna, dopo aver conseguito il Diploma in Pianoforte al Conservatorio statale di musica “B.Marcello” di Venezia e il diploma di Ragioneria all’Istituto “L.Einaudi” di Montebelluna. Ha frequentato corsi manageriali di vario genere e ricoperto vari incarichi. Attualmente lavora al Teatro stabile “Franco Parenti” di Milano. E’ stato direttore dell’Istituto della Casa dei Musicisti, Fondazione “G.Verdi” di Milano, responsabilealle Politiche giovanili, Cultura e sport tempo libero e direttore del Centrogiovani del Comune di Montebelluna. Coordinatore artistico dell’Associazione “Asolo musica”. E’ stato presidente dell’Istituto musicale “Giacomo Puccini” di Crocetta del Montello e membro del cda del Centro musicale Malipiero di Asolo sotto la presidenza del sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Si è distinto anche come musicista, ricoprendo i ruoli di Maestro di Sala, di palcoscenico, Maestro alle luci, Direttore di scena, e aiuto regista al teatro “La fenice” e “Goldoni” di Venezia. Come pianista ha accompagnato molti cantanti in tournée in Italia e all’estero. Ha partecipato a registrazioni Rai, Mediaset, Arte France, NHK giapponese. Sua la colonna sonora della trasmissione tv SuperQuark. E’ stato ufficiale degli alpini, con servizio di I^ nomina alla “Salsa” di Belluno, richiamato al 7mo Reggimento alpini di Feltre oggi ha il grado di capitano. E’ stato insignito della “medaglia d’Oro al merito del Lavoro”

Roberto De Nart

Share

17 comments
Leave a comment »

  1. “Fidelizzare i soci”??? praticamente il nuovo Luyet in salsa teatrale… con costi un po’ piu’ bassi ma probabilmente ugualmente inutili!!

  2. 1500€ per la presenza di “almeno un giorno alla settimana”??!

  3. Mi piacerebbe sapere cosa fa all’interno del Teatro stabile “Franco Parenti” di Milano…

  4. Perché non parliamo dei 40.000 euro al TIB per qualche mese di proroga? La verità e’, mi pare, che qui ci si divide fra fans di TIB e nemici di TIB. La Cultura e’ un’altra cosa rispetto a questa baruffa chiozzotta in virtù della quale TIB, dopo aver ricevuto oltre 1.600.000,00 euro in cinque anni, sostiene di essere senza ragione … E’ un potere forte, TIB, mentre i deboli sono le miriadi di associazioni culturali che assistono sbigottite a questa stucchevole diatriba.

  5. Valballa, cooperative e associazioni sono due “cose” ben diverse.

  6. Valballa, saresti disposto a lavorare rinunciando a quanto ti spetta per contratto?

  7. Un curriculum degno di rispetto, senza dubbio.
    Tuttavia, senza voler entrare nel merito della persona (non è questa la questione), la nomina è veramente inopportuna, a un mese dalle elezioni, sarebbe stato meglio attendere l’esito delle elezioni e lasciar decidere alla nuova amministrazione.
    Perché continua a esistere questo malcostume italiano, cioè nominare in fretta e furia dirigenti e responsabili di varie “entità”, poco prima della scadenza del mandato elettorale, per poter imporre le proprie scelte anche a chi verrà dopo?
    Non stiamo parlando di un incarico così urgente che non poteva essere rinviato di un mese o due, credo…

  8. Quanto a nomine inopportune, occorre ricordare la nomina del TIB (compenso annuale 150.000 euro, quasi 500 euro al giorno) che fece l’allora presidente della Fondazione Stragà qualche giorno prima che Ermanno De Col perdesse le elezioni. Quella fu una nomina che impegnò la Fondazione per TRE anni. Detto questo, va da sé che il lavoro deve essere ricompensato, ci mancherebbe!! Mi pare che la nomina di Mattiello sia un’altra cosa: non ha il titolo di direttore e ha un incarico a termine: quattro msi, 1500 euro mese. Coloro che amministreranno questa Città, si troveranno dunque, a fine settembre, con una stagione 2012/2013 bene avviata e con assoluta libertà di decidere cosa fare della Fondazione: non avranno presidenti né direttori da rimuovere!! Però mi piacerebbe riflettere sul fatto che TIB – altro che senza ragione!! – è un potere forte, anzi, fortissimo di questa Città, una vera e propria lobby. Bravissimi a fare teatro ma non è che se loro fanno un passo indietro i bellunesi tornano nelle caverne!! TIB è vissuto grazie ad uno strettissimo rapporto con il pubblico e con il Comune di Belluno. L’allora assessore Perale ebbe praticamente a delegare a TIB una parte importante delle cultura cittadina. Adesso quel tempo è finito. Dico: è finito per tutti. E poi, ai tanti cultori dei conflitti di interessi, consiglierei di andare a vedere i ruoli che rivestiva TIB all’interno della Fondazione Teatri: direttore artistico, direttore tecnico, organizzatore del calendario, gestore materiale del calendario, gestore dei servizi tecnici. All’interno del Teatro addirittura ci si dormiva dentro… Davvero è ora di cambiare, con l’obiettivo che l’offerta culturale del nostro teatro deve, anche grazie a TIB, deve non solo rimanere intatta, ma deve aumentare. Il Comune non è più la vacca dalle mammelle grasse …

  9. Quanto al compenso di Luyet, il Comune di Belluno sosiene che è poco più della metà. Comunque, a mio modesto parere, un compenso va giudicato non di per sé ma in base alla prestazione che con con quel compenso viene pagata. O no? Io credo che se il progetto “Abitare il Nevegàl” va in porto, sono soldi ben spesi. Voglio dire: giudichiamo i fatti, non le parole. Aggiungo che questa Città – tanti cittadini, soprattutto il nuovo che avanza (o meglio: il vecchio che non demorde!!!) ha la memoria corta. Qualcuno ricorda la consulennza commissionata dall’allora giunta Ermanno De Col – assossori Attilio Sommavilla e Rufus – oggi tutti insieme accesissimi sostenitori del “nuovo” Massaro – a tre luminari dell’Università di Venezia? Non ricordo il costo, credo fossero circa 150.000.000 delle vecchie lire. Ebbene, la consulenza, presentata in pompa magna in Nevegàl, diceva sostanzialmente che del Nevegàl bisognava fare o così o colà o costà. Cioè niente, fuffa. Strizzacervelli che diedero il loro salatissimo parere ad una Amministrazione che del Nevegàl non sapeva proprio che farsene. Poi venne messa in un cassetto (uno di quei famosi cassetti pieni di progetti tanto declamati dall’ex assessore attilio Sommavilla). Lì, la consulenza riposta in pace. Amen e così sia.

  10. Valballa, quando si parla di soldi di tutti, il compenso non va deciso in base alla prestazione che con con quel compenso viene pagata, ma in base all’utilità che la collettività ne avrà. Ciò premesso, a mio avviso nel caso di “Abitare il Nevegàl” anche 1’000 euro sono troppi.

  11. Paolo, la tua opinione è assolutamente legittima.

  12. C’è una sola possibilità di rilancio del Nevegàl: qualche apparizione Mariana. Al momento, nonostante la predisposizione di apposito sito: niente! Pastorelli in giro non ce ne sono. La vedo proprio dura.

  13. Anch’io la vedo dura!

  14. E sulla consulenza De Col – Sommavilla – Rufus, cari amici, stendiamo un velo pietoso?

  15. Nel curriculum non vedo esperienza di direzione di teatri ma solo presidenze di associazioni culturali di musica, direttore di una casa di riposo, coordinatore artistico di una sezione musicale (Associazione amici della musica). Fa parte dello staff del teatro stabile di Milano? Qualcuno mi sa dire che ruolo ha e perché non trovo nessuna notizia in internet sul Teatro Stabile di Milano e del suo staff? Di solito c’è sempre tutto!
    Ma dove sono le sue competenze di direzioni di stagioni teatrali (teatro, danza, musica )? Sinceramente mi sembra un pò poco per prendere in mano una situazione così difficile!
    Ma allora conosco tanta gente qui a Belluno che di gran lunga ha un curriculum migliore con esperienza nel settore TEATRO e non solo nel settore musica!
    Senza nulla togliere alle sue competenze musicali e soprattutto alpine!

  16. A me il suo curriculum lascia perplesso…

  17. IO VOGLIO UN BANDO REGOLARE COME FANNO TUTTI! Dov’è IL PLURALISMO ?