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Lettera ai bellunesi del sindaco Antonio Prade

Apr 1st, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

In una fase economica che anche il Ministro Corrado Passera non ha esitato a definire di “recessione”, ognuno di noi e’ chiamato a responsabilità più grandi, a compiti nuovi.

Personalmente so quanto i lavoratori bellunesi abbiano fatto per la loro Città: recentemente ho avuto modo di incontrare alcuni dipendenti di Zadra Vetri e anche da loro ho capito quanto sia fragile la tenuta del nostro sistema produttivo. E però il mio appello e’ rivolto a tutti: ai politici, ai rappresentanti sindacali, ai rappresentanti delle associazioni di categoria, delle banche e delle lobby in senso lato che quotidianamente difendono i loro legittimi interessi.

Oggi non e’ più tempo di vacche grasse. Oggi non e’ più tempo di litigiosità e di polemiche.

La stagione dei conflitti e del tornaconto personale e di gruppo – e di partito! – deve essere sepolta a favore di una nuova fase di responsabilità, per operare riforme quanto più condivise a favore della nostra comunità.

É inutile che ci giriamo intorno: le risorse economiche che venivano dallo Stato centrale oggi sono enormemente ridotte. Nei prossimi anni saremo chiamati ad una rigorosissima politica di bilancio, molto più attenta di quanto abbiamo fatto fino ad oggi.

E però non per questo dobbiamo piangerci addosso. La “Belluno Città” deve imparare dalla “Belluno che Lavora”, ripensarsi, cercare finanziamenti, risparmiare, fare squadra. Soprattutto, deve imparare a guardare nel futuro.

Tutto questo, io credo, può avvenire soltanto se la politica ritorna a stare con i piedi per terra.

Non dico nulla di nuovo affermando che le difficoltà maggiori che ho avuto nella mia

attività di Sindaco nei cinque anni passati sono state derivate dal mio rapporto con la politica. E siccome oggi la Città di Belluno chiede ancora più riforme, siccome domanda eccellenza come molti suoi cittadini dimostrano nelle attività private, vuol dire che la

politica dei veti deve fare un passo indietro. MI chiedo: perché non impariamo dalle

imprese bellunesi che sono riuscite ad arrivare con le loro forze ai vertici mondiali, dai tanti talenti sportivi bellunesi, dagli artisti di assoluto valore che portano in giro per l’Italia e per il mondo i valori della nostra terra?

Oggi, guardandomi indietro e guardando avanti, dico grazie alle nostre imprese e al variegato mondo bellunese del lavoro e delle professioni, attivissimo anche nella nostra Città. Questo mondo, nel suo insieme, sta salvaguardando il bene primario della nostra democrazia che, come recita la nostra Costituzione, è il lavoro. Accanto alle imprese ci sono le famiglie, le quali, purtroppo, come mi è capitato di vedere spesso di persona, si stanno impoverendo, con il conseguente aumento delle situazioni di crisi sociale.

Nella mia attività di sindaco, in questi cinque anni, ho cercato di dare ascolto e di rispondere a molte situazioni. Quello che sono riuscito a fare, sono sicuro, è soltanto una parte di quello che serve. Ho dunque maturato la convinzione, ora più che mai, che sia necessario riprogrammare interventi a favore dei “senza ragione”, dei più deboli, di coloro cioè perdono il lavoro e che hanno famiglia, delle donne che sono discriminate, dei diversamente abili.

 

Ecco perché “nuove politiche sociali”: perché gli strumenti del secolo scorso che hanno garantito il nostro stato sociale oggi non bastano più. Anche in questo, soprattutto in questo, si misurerà la nostra capacità di costruire il futuro. Belluno, ancora una volta, ha il futuro custodito nelle mani dei suoi cittadini.

Antonio Prade

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  1. Per fortuna che il futuro è custodito nelle mani dei cittadini. Essi infatti sanno apprezzare ma anche respingere. Hanno ben compreso che il centro destra ha governato la città di Belluno portando risultati apprezzati, solo per il lavoro svolto dagli assessori che hanno saputo esprimersi ad alto livello, risolvendo questioni ataviche, ereditate da precedenti gestioni. Purtroppo questi assessori sono stati confinati ed il loro lavoro è stato snobbato dallo stesso sindaco e svilito per non ridicolizzare il nulla con il quale alcuni soggetti che hanno operato, corroborando l’azione di governo con il dileggio e l’arroganza, più preoccupati di non disturbare il manovratore e la sua sempre affollata corte dei miracoli e di consigliori.
    Si sta chiudendo e di questo sono veramente dispiaciuto l’esperienza della maggioranza che ho l’impressione sia anche l’ultima per il centro destra in questa città. Qui si chiude il sogno che Celeste Bortoluzzi aveva avviato per Belluno per l’incapacità e l’arroganza con le quali questi cinque anni sono stati condotti. E non si spiegherebbe diversamente lo smarcamento politico che l’UDC e la Lega Nord hanno prodotto decidendo di correre separatamente alle prossime elezioni. Una responsabilità politica che il Sindaco Prade si deve assumenre nella sua totalità e completezza.