Monday, 19 February 2018 - 22:07

Crisis management. Giampietro Vecchiato: “determinante per un’azienda la prima ora e le successive 24 dall’evento”

Mar 31st, 2012 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Pausa Caffè

«Il 70% del valore delle grandi aziende quotate è costituito dagli asset intangibili, dal brend. E’ evidente quindi, che l’impatto di una crisi può essere molto pesante sulla reputazione della società e anche sul suo valore economico». Lo ha detto venerdì sera alla Libreria Mondolibri di via Mezzaterra, Giampietro Vecchiato autore del libro «Crisis Management» (Il Sole 24 Ore editore) insieme a Luca Poma. Vecchiato è direttore dell’agenzia “P.R. Consulting”, consigliere nazionale della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana e docente alle Università di Padova e Udine e allo Iulm di Milano. Ad intervistare l’illustre ospite c’era Stefano Vietina, giornalista, scrive per MF-MilanoFinanza e per il Corriere delle Alpi, insegna Sociologia dei Media all’Università di Padova.

Stefano Vietina e Giampietro Vecchiato

Giampietro Vecchiato ha spiegato nel dettaglio qual è il ruolo del relatore pubblico. Come comunicare la crisi, le strategie e case history per salvaguardare la business continuity e la reputazione dell’azienda. Ha illustrato una serie di episodi accaduti nel mondo, dalla Thyssen Krupp alla British Petroleum, fino all’ultimo incidente della Costa crociere, indicando le linee guida, evidenziando gli errori di comunicazione e come recuperare la reputazione. «A superare meglio la crisi è colui che ammette l’errore – ha detto l’autore – tenendo conto che nella prima ora dal fatto si fissa nella mente della gente un’impressione che poi è difficile modificare e che si consolida nelle successive 24 ore». Da qui l’importanza di saper comunicare correttamente la dinamica degli eventi. Operazione che con internet è diventata ancora più difficile “perché il web non si spegne mai, ha l’immediatezza delle 24 o e non vi sono intermediari”. «La prima foto che arriva sui monitor crea un’impressione sull’opinione pubblica difficile da scalfire». Fondamentale, secondo Vecchiato, che a parlare sia una sola voce “one voice”, «che può essere quella dell’amministratore delegato, o un esperto di comunicazione. L’importante è dare informazioni giuste senza trasformare la paura in panico. Dannoso, oltre che offensivo, è il silenzio stampa».

 

 

 

 

 

 

 

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