Tuesday, 22 May 2018 - 00:43

Fondazione per l’Università

Mar 26th, 2012 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina, Scuola

Scrivo in seguito alla notizia che la Regione Veneto ha stanziato 400.000 euro per l’Università delle Dolomiti in Provincia di Belluno.

Mi congratulo per l’iniziativa e propongo una riflessione sulla possibilità che essa divenga stimolo per una sinergia tra le due realtà feltrina e bellunese. A tal fine ricordo una mia proposta in tal senso inviata già nel 2005 in primis al Rettore dello IULM e a varie associazioni locali, ultima in ordine di tempo la Fondazione Giovanni Angelini Centro Studi sulla Montagna (pubblicata di seguito ndr). Il prof. Puglisi mi rispose entusiasta, ma non se ne fece nulla in seguito al raffreddarsi dei rapporti tra lo stesso e la Fondazione per l’alta cultura e l’Università in Provincia di Belluno, che portò alla chiusura dello stesso IULM. Da parte degli altri non ci fu alcun riscontro. Ricordo, tra l’altro, che il prof. Puglisi fu, come Segretario Generale della Commissione Nazionale Italiana Unesco, uno dei principali fautori della proclamazione delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità. Penso siano stati persi anni preziosi, specie alla luce delle difficoltà economiche che sono sorte nel frattempo. Ma se ora ci sono la volontà ed il comune sentire credo si possa finalmente sperare nella realizzazione di un sogno di molti Bellunesi, intesi, a scanso di equivoci, come Comunità abitante il territorio provinciale.

Ringrazio per l’attenzione che si vorrà dare a queste mie considerazioni, che devono chiaramente essere adattate alla situazione attuale, dalle quali spero vivamente si possano trarre utili suggerimenti.

Tomaso Pettazzi

 

 

Egregio Professore,

sia permesso ad un “vecchio” laureato dello IULM, sede di Feltre, esprimere un parere sulla “vexata questio” della permanenza della Facoltà stessa e, eventualmente, sull’opportunità della istituzione del nuovo corso di laurea in “Ambiente, turismo ed economia montana”.

 

Le due evenienze, secondo il mio modesto parere, vanno considerate in contemporanea in quanto non possono progredire e svilupparsi separatamente. Credo infatti che la Facoltà potrebbe trarre nuova linfa vitale solo con l’istituzione di questo corso di laurea; se infatti in un primo momento Relazioni pubbliche aveva suscitato un certo interesse, la proposta (o meglio, direi la proliferazione) di analoghi corsi in altre facoltà, aveva dirottato per vari motivi i possibili fruitori in altre Università.

D’altro canto un nuovo corso di laurea come quello prospettato avrebbe la sua naturale sede in un ambiente montano e Feltre lo è certamente.

Vi sono inoltre concreti motivi che mi fanno credere nell’opportunità di questa scelta; glieli elenco in dettaglio:

1) L’interesse per l’ambiente cresce di continuo non solo a livello di addetti ai lavori, ma è profondamente sentito anche da strati sempre più ampi della società, che vedono nella sua tutela e salvaguardia non solo l’aspetto turistico, ma anche, e soprattutto, il futuro stesso di un patrimonio da preservare per le nuove generazioni.

2) Il turismo è un’attività economica che può dare risultati più che soddisfacenti con un minimo impatto ambientale, dando così un importante aiuto alla preservazione dell’ambiente ed allo sviluppo dell’economia montana.

3) L’economia montana, soprattutto in questo momento di difficoltà dovuto principalmente all’evolversi della globalizzazione, va alla ricerca di nuove vie per permettere una vita decorosa agli abitanti delle vallate alpine.

4) La Provincia di Belluno ha da tempo sviluppato un profondo senso di appartenenza all’ambiente montano, anche da un punto di vista culturale, tant’è che si sono creati via via dei centri di studio in questa direzione. I più importanti sono sicuramente la Fondazione “Giovanni Angelini Centro Studi per la Montagna” e la Fondazione “Montagna e Europa” Arnaldo Colleselli, con sede nel capoluogo, che hanno ormai raggiunto un’importanza transfrontaliera, con l’organizzazione di convegni, corsi e la pubblicazione di opere di riconosciuta validità sulle problematiche alpine.

5) La sua lodevole proposta di tutela delle Dolomiti, tramite la loro inclusione tra i beni dell’umanità da preservare a cura dell’Unesco, se accettata, porterebbe sicuramente all’equazione Feltre-Belluno = montagna e, di conseguenza IULM = montagna, non solo a livello nazionale.

6) Gran parte dei territori che vanno da Feltre a Belluno, fino a Longarone, rientrano nell’ ambito del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi ed anche questo è sicuramente un fattore di identificazione tra ambiente e facoltà in esso instaurata.

7) Altri ancora sarebbero i motivi che potrei portare a sostegno della mia tesi, ma non mi dilungo oltre.

Vorrei piuttosto dare ora alcuni suggerimenti a proposito del nuovo corso di laurea.

Esso dovrebbe svilupparsi a cavallo delle due città Feltre e Belluno, innanzitutto per eliminare una conflittualità tra di esse che, a livello politico e quindi di reperimento delle risorse, ha portato ad una stasi del progetto universitario complessivo, con danno all’intera provincia. In tal modo tutte, o per lo meno gran parte delle componenti sociali delle due collettività, si sentirebbero spronate a collaborare fattivamente per la buona riuscita dell’impresa.

Le due Fondazioni di cui sopra potrebbero sicuramente essere parte attiva nel nucleo principale dell’anima culturale del progetto.

La presenza in zona ( Cadore, Agordino, Ampezzano ) di numerose importanti strutture alberghiere darebbe l’opportunità agli studenti di compiere stages aziendali di sicuro interesse nei vari ambiti di studio (linguistico, amministrativo, sociale, ecc. ).

Analogamente le imprese industriali e commerciali della provincia e con esse le associazioni di categoria maggiormente interessate all’ambito turistico e all’ import/export potrebbero essere chiamate a contribuire alla formazione “sul campo” degli studenti. Riallacciandomi poi all’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, ricordo che esso tra poco disporrà di due centri, a Feltre e a Belluno, per l’accoglienza dei visitatori, la loro preparazione ed il loro smistamento nelle varie località da visitare; anche il Parco quindi potrebbe essere partecipe nella preparazione degli iscritti al corso di laurea.

La provincia di Belluno è anche soggetto attivo nei progetti del Programma Leader + e del Gruppo di Azione Locale Prealpi e Dolomiti Bellunesi, sostenuti da numerosi Fondi Comunitari, progetti atti a sviluppare e sostenere un sistema di promozione ed assistenza per gli operatori turistici. In quest’ambito, oltre a stages ad hoc, numerosi potrebbero essere gli obbiettivi per specifiche tesi di laurea.

Mi permetto inoltre di far presente una analoga iniziativa sviluppata in Francia, precisamente in Alta Savoia, a Chamonix, alla quale, per vari aspetti, potremmo far riferimento. Si tratta de L’Ecole Nationale du Ski et d’ Alpinisme che da anni ha sede in quella magnifica località alpina. In essa convergono migliaia di futuri professionisti della montagna, anche da paesi non solo di origine francofona. Essa è sotto il diretto controllo del Ministère de la Jeunesse, des Sports et de la Vie Associative, che ne certifica costantemente la qualità.Questa Scuola Superiore ha sicuramente uno stampo più tecnico/sportivo, ma in ogni caso ha generato un volano economico di indubbio ritorno in ogni stagione dell’anno. Quindi ritengo che pure la proposta di insegnamenti tecnici ( sci, alpinismo, scialpinismo, glacialismo, escursionismo, treeking, parapendio, ecc. ) potrebbe essere un incentivo ed uno stimolo per l’acquisizione di iscrizioni presso una platea molto vasta di giovani.

Per ultimo desidero precisare che l’eventuale compresenza del corso di laurea nelle due città non sarebbe ostativa ad un corretto percorso di studio, poiché la distanza relativa tra di esse sarebbe facilmente colmata dalla frequenza di collegamenti ferroviari, dall’esigua durata ( 30 minuti circa ) e darebbe la possibilità agli studenti di vivere un’esperienza a contatto con due comunità complementari tra loro.

Tanto mi premeva comunicarLe. Ne sentivo l’esigenza innanzitutto per l’amore che nutro per la mia terra, ma anche per il ricordo sempre presente degli anni di studio presso lo IULM, che hanno sicuramente contribuito alla mia formazione professionale, culturale ed umana.

Cordiali saluti ed auguri di ottima prosecuzione della sua attività.

Tomaso Pettazzi

 

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