Saturday, 24 February 2018 - 04:06

Sfora il patto di stabilità, mette in crisi realtà che funzionano come Ser.sa e Tib teatro, aumenta le rette della casa di riposo, regala 300mila euro al manager svizzero. Ma i cartelloni pubblicitari di Prade dicono: “Insieme abbiamo riportato Belluno sui binari giusti”

Mar 25th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Palazzo Rosso, sede del Comune di Belluno

Ci siamo, la campagna elettorale entra nel vivo e con essa l’operazione maquillage del quinquennio passato. Nei prossim i giorni arriverà nelle case dei bellunesi il libro che racconta i cinque anni dell’amministrazione Prade. “Fatti e non parole” recita lo slogan. Fatti dunque, come lo sforamento del patto di stabilità, che ha fortemente penalizzato gli investimenti a medio e lungo termine del Comune di Belluno nelle opere pubbliche. Abbiamo dovuto assistere all’inerzia di un’amministrazione costantemente in bilico, trafitta da “dissidenti” e “cacciatori di poltrone”. Con il risultato che è stata minata alle basi la funzionalità e l’efficienza della Ser.sa, ritenuta il fiore all’occhiello nella gestione della casa di riposo. E l’anacronistico tentativo, fortunatamente fallito, di depotenziarne la gestione affiancando un secondo direttore, gradito alla giunta Prade. Due direttori alla Ser.sa, un’operazione mai vista in una società. Sempre per rimanere in tema, l’aumento delle rette agli ospiti della casa di riposo. Che va di pari passo con il faraonico progetto “Abitare il Nevegal” che finora ha dato un solo risultato, svuotare le casse comunali di 300mila euro, per pagare la consulenza del manager svizzero.

“Fatti e non parole”. Come il subdolo attacco a Tib teatro, con l’insolvenza della Fondazione nel pagamento delle fatture, che rischia di portare al tracollo una cooperativa di professionisti dello spettacolo. A chi giova? Non certo ai cittadini bellunesi.

 

 

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16 comments
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  1. Insieme abbiamo fatto deragliare Belluno!

  2. Se i binari giusti sono gli stessi delle nostre linee ferroviarie, con treni sempre in ritardo, guasti o soppressi, allora ha pienamente ragione!
    Sforare il patto di stabilità è stato un errore già la prima volta. Questa volta può essere drammatico per la nostra città, perché renderà ancora più difficile la gestione, bloccando qualsiasi iniziativa di crescita e di sviluppo.

  3. SENZA INSERIRE………..”CON LE VELINE ED IL BUNGA BUNGA”

  4. immagino che quelli che definiscono un errore l’aver deliberatamente sforato il patto di stabilità per saldare i debiti contratti, per coerenza, non si lamentino della lentezza dei pagamenti ai privati da parte delle PA.

  5. detto così equivale ad affermare che solo i comuni che hanno sforato il patto di stabilità sono solventi

  6. Non capisco da cosa si possa desumere, da quello che ho scritto, che solo i comuni che hanno sforato il patto di stabilità sono solventi. Mi potrebbe delucidare?
    ad ogni modo, la scelta è stata politica e con lo scopo di non bloccare l’economia locale (10-15 milioni, a quanto dicono di pagamenti a imprese del bellunese, creditori del comune). Ora, ponendosi la mia discussione su una scelta politica, quindi su un qualcosa che riguarda un giudizio di valore, ho fatto semplicemente notare che l’essere generalmente contrari al risultato del non-compimento di tale scelta (il non pagamento dei debiti), dovrebbe corrispondere all’avallo del compimento della scelta stessa (pagare i debiti). soprattutto se le terribili conseguenze catastrofiche sono state minori trasferimenti per l’1% (UN PERCENTO) della spesa corrente e l’impossibilità di ricorrere a finanziamenti di terzi (ma credo che nessuno si sognerebbe di finanziare la spesa corrente con finanziamenti in conto capitale, no?). a fronte di questo, che danni avrebbero subito le imprese? quanto avrebbero dovuto pagare per ottenere quei soldi a prestito in banca? soprattutto visto che, per non sforare il patto, si sarebbero dovuti tenere inerti (leggasi in banca) quei soldi.

  7. forse ho equivocato. ma se lei difende l’aver sforato il patto per saldare i debiti. eppoi dice chi lo definisce un errore non si lamenti della lentezza dei pagamenti ai privati. poteva voler significare che lo sforamento del patto ha assicurato i pagamenti in tempi rapidi, dunque la solvenza.

  8. La prima parte dell’intervento di Tison si basa su un equivoco. Si può essere puntuali con i pagamenti anche senza sforare il patto di stabilità; è sufficiente che i debiti contratti non superino le possibilità economiche. Se si fanno investimenti superiori alla solvibilità può essere che si favorisca l’economia ma si creano grossi guai in altri settori dove aumentano i vincoli. se poi, come a Belluno si accumulano debiti e disagi il patatrak è totale. In quanto al secondo intervento di Tison dubito che anche lui capisca cosa ha scritto. Alcuni riescono a spiegare con termini semplici concetti difficili, altri incasinano anche le cose più semplici.

  9. @redazione evidentemente ha ragione il signor piero, riesco ad incasinare le cose semplici. allora, cercando di rispondere sia a lei che al signor piero, posto che può accadere di trovarsi in un periodo in cui il debito era già stato accumulato, come ad esempio nel 2009; mettiamo il caso che l’amministrazione comunale si trovasse in tasca 10-15 milioni di liquidità, come nel 2009, ma che non li potesse utilizzare senza sforare il patto di stabilità. le due opzioni erano 1) non sforare il patto, e lasciare i 10-15 milioni in banca, non pagando le imprese creditrici, con nessuna conseguenza a livello comunale ma con probabili grossi problemi finanziari per le imprese creditrici; 2) sforare il patto, avendo come conseguenze per il comune il pagamento a mò di sanzione 250.000 euro di minori trasferimenti sui 25.000.000 di spesa corrente, il divieto di contrarre nuovi mutui, il 30% di decurtazione degli stipendi politici ecc.; ma immettendo nel sistema economico bellunese 10-15 milioni.
    Pensavo fosse sottinteso che questo pagamento non era un investimento, ma la frase di @piero in cui dice “Se si fanno investimenti superiori alla solvibilità può essere che si favorisca l’economia ma si creano grossi guai in altri settori dove aumentano i vincoli” mi fa pensare che possa aver inteso il contrario.
    Mi scuso per la poca chiarezza, ma da una parte gli argomenti non sono dei più semplici, dall’altra se fossi bravo ad insegnare, probabilmente non sarei qui 🙂

  10. 300.000 euro in consulenze per il Nevegal ma non si sono trovate poche migliaia di euro per mantenere in vita la banda comunale…

  11. Purtroppo le conseguenze dello sforamento del patto di stabilità sono state molto più ampie di quello che sembra. Una di queste conseguenze è stato un più stringente vincolo sul personale. Dato che la SerSA (la “casa di riposo”) è, sì, una Società, ma soggetta al controllo del Comune di Belluno e (mi si corregga se sbaglio) i dipendenti della SerSA sono dipendenti comunali, la mancata sostituzione di personale ha creato i presupposti per l’esternalizzazione di alcuni servizi, con disagi per personale e per gli utenti.
    Del resto una struttura come la SerSA, dedicata ai servizi alla persona, non può che avere la maggior parte dei costi destinata al costo del personale e quindi fortemente “azzoppata” dallo sforamento del patto di stabilità.
    Il fatto, poi, che siano state sostenute delle spese (o meglio dei “costi”, ragioneristicamente parlando) che potevano essere evitate, per esempio il “progetto svizzero” (che va ben oltre ai 300.000 Euro che si dicono solitamente) o il progetto di rifacimento della Piazza Martiri (tanto contestato perché presupponeva l’eliminazione dei lampioni che fanno tristemente parte della storia della città e che danno il senso al nome della piazza), rendono tutta la strategia economico-finanziaria dell’attuale Amministrazione un po’ difficile da comprendere.
    Ora la campagna elettorale è basata sul fatto che il Comune è stato messo sui binari giusti. Quali sarebbero questi binari giusti? Non mi sembra che si possa parlare di buona amministrazione, di buon senso nell’amministrare la cosa pubblica, di gestione del “buon padre di famiglia” ecc. ecc.
    Il fatto, poi, che siano state tagliate quasi completamente tutte le risorse destinate alla cultura, dà un senso negativo a tutta la questione, perché quando manca il sostegno alla cultura manca tutto.

  12. Hai proprio ragione Mario: “quando manca il sostegno alla cultura manca tutto”.

  13. @Lino i 300.000 (che le fonti ufficiali dicono 126.000, non capisco perché continuiate a scrivere 300.000) li ha spesi la Nis, che è un’entità giuridica distinta dal comune di belluno.
    @Mario sapere che si avrebbe sforato il patto era un’informazione che poteva essere sfruttata anticipando le azioni sul personale prima che entrassero in vigore i vincoli. ma col senno di poi è sempre più semplice. ad ogni modo, ribadisco il concetto che 10-15 milioni di debiti pagati ai privati sono una somma notevole, senza la quale probabilmente ora, avessero preservato il patto, l’articolo qui sopra tiitolerebbe “non paga i debiti facendo fallire x imprese e mandando a casa y lavoratori, mette in crisi tib…” ecc., il che forse sarebbe stato peggio, non crede?

  14. Io di ufficiale, per quanto riguarda il Nevegal, non ho ancora visto niente! Per quanto riguarda i 10-15 milioni di debiti pagati ai privati, sarebbe interessante sapere come mai il Comune si fosse trovato con così tanti debiti…

  15. Ma tison non è il marito dell’assessore al bilancio martire? E’ così informato perché l’assessore si porta i compiti a casa e glieli fa svolgere oppure ha qualche incarico anche lui?

  16. Tison è il figlio.. è “così informato” perché fa domande e verifica sempre la veridicità delle notizie che girano controllandone la fonte. e ovviamente non ha nessun incarico, essendo la libera professione già sufficientemente onerosa in termini di tempo.

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