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Lettera del vice sindaco e assessore all’istruzione Paolo Vendramini sul diritto allo studio in provincia di Belluno

Mar 25th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Scuola

Paolo Vendramini

Pubblichiamo la lettera di Paolo Vendramini, vicesindaco e assessore all’istruzione del Comune di Ponte nelle Alpi, indirizzata al dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale di Belluno, ai dirigenti scolastici della provincia di Belluno, e ai consiglieri regionali della provincia di Belluno

 

OGGETTO: Garantire il diritto allo studio in Provincia di Belluno

Egregi signori,

chiediamo adeguate tutele per le nostre scuole e mantenimento nel territorio dell’Ufficio Scolastico Provinciale In questo periodo le Istituzioni Scolastiche della nostra Provincia stanno raccogliendo i dati da inviare all’Ufficio Scolastico Provinciale per la formazione delle classi del prossimo anno scolastico 2012/2013.

In assenza di un organismo politico-amministrativo della Provincia di Belluno che possa seguire direttamente la questione, l’attenzione dei Comuni bellunesi che investono risorse ed energie nell’istruzione, resta comunque alta. Questo documento vuol essere un primo intervento per segnalare che il nostro territorio montano non potrà subire ulteriori tagli, contrazioni o accorpamenti di plessi scolastici, né tantomeno riduzione degli organici.

Sull’organizzazione ed assetto dei servizi scolastici nei Comuni montani, il Miur Regionale ed il legislatore debbono avere una particolare attenzione, tale da suggerire e consigliare, nell’applicazione dei criteri che presiedono la determinazione del contingente di organico, una opportuna flessibilità.

Si ritiene fondamentale seguire il decreto del Presidente della Repubblica del 20 marzo 2009, nel quale si legge che per formazione delle classi si deve tenere conto “delle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, con particolare riferimento ai comuni montani…nonché alle aree che presentano elevati tassi di dispersione e di abbandono”. In sostanza si prefigura la possibilità di formare classi con parametri diversi rispetto alla pianura e alla normativa vigente.

Le Istituzioni scolastiche rappresentano in una Provincia come la nostra dalle peculiari caratteristiche orografiche, geo-morfologiche e socio-culturali, un presidio indispensabile al fine di garantire la permanenza della popolazione in loco. I Comuni ed i residenti del nostro territorio risultano svantaggiati dal punto di vista dei trasporti e dei servizi ed è per questo che dovrebbero essere maggiormente tutelati come previsto anche dalla Costituzione.

Il Comune di Ponte nelle Alpi (8500 abitanti), ad esempio, mette a disposizione della popolazione scolastica quotidianamente cinque scuolabus, mentre un Comune delle stesse dimensioni di un’area della pianura veneta ne ha la metà. Si ringraziano con questa nota, l’Ufficio Scolastico Provinciale, tutto il personale ed il Reggente, dott. Martino,per il lavoro e la sensibilità dimostrata nei confronti delle nostre scuole.

Da parte di questa Amministrazione si ritiene che le richieste delle singole realtà scolastiche del Bellunese per il prossimo anno scolastico, debbano essere tenute in considerazione senza ulteriori pericolosi tagli.

Inoltre si segnala che si rincorrono le voci di un possibile accorpamento, entro un paio d’anni, dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Belluno a quello di Treviso. Ovviamente sarebbe un’ipotesi inaccettabile. Purtroppo, le riunioni unificate Belluno-Treviso dei dirigenti e dei docenti che il Miur Regionale sta organizzando solo nel territorio trevigiano sembrano indicare scelte già avviate.

Il Vice-Sindaco e Assessore all’Istruzione

Paolo Vendramini

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One comment
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  1. Concordo e ricordo che il BARD da tempo fa presente queste disparità e il rischio di accorpamento, non solo nel campo dell’istruzione.
    Invito quindi caldamente Paolo Vendramini ad appoggiare il nostro Movimento nel suo proposito di riunire tutti coloro che riconoscono la necessità di una gentione unitaria e specifica del nostro territorio, che altrimenti resterebbero delle voci urlanti nel deserto. Tomaso Pettazzi