Sunday, 19 August 2018 - 13:05

La Fondazione teatri prosegue il suo cammino. Zaccone: non sono il boia di Tib teatro

Mar 19th, 2012 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Prima Pagina

Non ci sta Cesare Zaccone, presidente della Fondazione teatri delle Dolomiti, ad essere considerato il responsabile del default della cooperativa Tib teatro, creditrice di circa 160mila euro nei confronti della Fondazione.

E snocciola tutti i numeri.

«Abbiamo una liquidità di cassa di circa 70mila euro e altri 60mila entreranno al 30 giugno 2012. Vi sono crediti esigibili ad esempio Iva pari ad un terzo dell’intero nostro credito che riscuoteremo entro l’anno e gli altri due terzi entro l’anno prossimo.

Più nel dettaglio: 128 mila euro Iva, 25mila + 50mila dalla Regione (I° e II° semestre 2011).

Somme – precisa Zaccone – che ci consentiranno di sanare la situazione debitoria 2011 con i fornitori, ma che non permettono la programmazione per la prossima stagione».

Per quanto riguarda il suo rifiuto alla transazione proposta da Tib teatro il presidente della Fondazione dichiara che non sarebbe riuscito a far fronte al piano di pagamenti che gli era stato proposto, perché troppo ravvicinati.

«Ho offerto a Tib la metà della fattura richiesta. E cioè 30mila euro subito e altri 30mila entro luglio, ma non è stata accettata. A questo punto non ci rimane che far opposizione ai decreti ingiuntivi e in ogni caso Tib riceverà un acconto. A mio parere – prosegue il presidente Zaccone – sarebbe stato più conveniente per entrambe le parti avallare la mia offerta».

Sulla questione del nuovo direttore artistico per la Fondazione, Zaccone precisa che si tratta di un “consulente del presidente”. Indiscrezioni rivelano si tratti di Paolo Valerio del Teatro stabile di Verona, Fondazione Atlantide.

All’incontro di oggi era presente anche l’assessore Maria Grazia Passuello, che ha sciolto ogni dubbio in relazione alla sopravvivenza e la continuità della Fondazione teatri delle Dolomiti. « Rilevato che i teatri sono per lo più gestiti da fondazioni, sarebbe stato controproducente rottamare la Fondazione per poi ricostruirne un’altra. Così, i soci hanno stabilito innanzitutto di traghettare la Fondazione fino a dopo le elezioni amministrative. Se gestito al suo interno – ha precisato l’assessore – la Fondazione rimane uno strumento valido. Anche perché, se la Fondazione chiude, non sarebbe garantito il servizio alla Città. L’anomalia di questi ultimi 5 anni sta nel fatto che non si è saputo imprimere una gestione».

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One comment
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  1. “L’anomalia di questi ultimi 5 anni sta nel fatto che non si è saputo imprimere una gestione”: a questo punto l’assessore dovrebbe fare mea culpa.