Tuesday, 21 August 2018 - 23:49

Jacopo Massaro traccia le linee guida per una nuova gestione dell’acqua

Mar 16th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

«Un referendum ha stabilito che l’acqua deve rimanere pubblica. Ora si tratta di attuare questa volontà popolare». Lo ha detto il candidato sindaco Jacopo Massaro, anticipando l’incontro sul tema di questa sera che si terrà al Centro Giovanni 23mo con gli altri candidati sindaco per il Comune di Belluno.

«Per quanto riguarda la società Bim Gsp, ritengo indispensabile l’introduzione di una forma di partecipazione diretta dei cittadini nella gestione del servizio idrico. Ciò si può attuare intervenendo nel regolamento del Comune di Belluno e nello statuto della società. Vorremmo introdurre il concetto di acqua bene comune nello statuto comunale. Così come la gestione idrica deve essere affidata a enti o società a capitale pubblico. Nello statuto di Bim Gsp (società pubblica formata dai Comuni delle Provincia ndr) occorre introdurre delle forme di partecipazione della società civile, come rappresentanze di comitati di utenti. Che dovrebbero dare il parere sui bilanci consuntivo e preventivo e poter esprimere un parere sulla nomina dei membri del consiglio di amministrazione della società. Stabilire altresì l’obbligo di reinvestire nel miglioramento del servizio gli eventuali utili di bilancio. Occorre intervenire anche sul versante della trasparenza: le società di diritto privato a capitale pubblico come Bim Gsp, dovrebbero portare i loro bilanci in consiglio comunale prima dell’approvazione. E adeguarsi anche alle regole previste per gli enti pubblici nella selezione del personale». Massaro, insomma, considerato il passivo accumulato da Bim Gsp che alcuni mesi fa era sull’ordine dei 70 milioni, vorrebbe intensificare i sistemi di controllo della società. «Perché oggi si vorrebbe far pagare solo ai cittadini i debiti accumulati, senza toccare chi li ha provocati».

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3 comments
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  1. Mi pare l’unico sistema serio. Le scelte importanti vanno votate nel consiglio comunale e, nell’ipotesi di scelte che possono creare debiti, si consultano anche i cittadini. La scelta va poi portata nell’ATO e difesa davanti a tutti gli altri sindaci della provincia fino a chiedere un referendum provinciale in caso di conflitti tra i vari comuni.

  2. L’esito del Referendum risale a nove mesi fa, ci voleva tanto a riconoscerlo?
    Le difficoltà del BIM, almeno per voi addetti ai lavori, erano note da tempo, e allora….
    Poi non vi offendete quando vi si chiede che cosa avete fatto in tutto questo tempo; non mi risulta che siano state avanzate proposte e/o modifiche stattutarie in tal senso.

  3. Non mi è ben chiaro quali aspetti dei quesiti referendari hanno un qualche nesso con le vicende BIM GSP.
    Le critiche per aver contratto debiti sono sacrosante ma la domanda cui occorre rispondere è la seguente: pensate che sia possibile, con GSP o qualsiasi altra società, garantire un servizio che vale 100 riscuotendo 60 dalla tariffa pagata dai cittadini? Controllare cosa faranno in futuro i nostri amministratori sarà relativamente facile (dipende dalla nostra volontà di farlo) ma pensare di pagare 60 una cosa che vale 100 senza fare debiti o senza aumentare la tariffa mi pare un pò più difficile. A meno di genialate tipo sottrarre soldi dalla difesa idrogeologica per pagare i debiti del servizio idrico. C’è gente che si è vantata per questo.