Tuesday, 23 October 2018 - 07:02

Il 16 marzo a Ponte nelle Alpi presentazione del nuovo di libro di Alfonso Lentini “Luminosa signora”

Mar 14th, 2012 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Nell’ambito della rassegna “Di segni e di parole”, incontri d’arte e di letteratura curati dalla Biblioteca Civica di Ponte nelle Alpi, venerdì 16 marzo alle ore 20.30, nei locali della Biblioteca (via Mangiarotti), sarà presentato “Luminosa signora, lettera veneziana d’amore e d’eresia”, nuovo libro di Alfonso Lentini. Interverrà Rita Scafi, che converserà con l’autore e leggerà alcuni brani accompagnata da commenti musicali al violino di Silvia Valletta. Alfonso Lentini è di origini siciliane ma ha abitato per vent’anni a Ponte nelle Alpi ed attualmente vive a Belluno. Ha alle spalle una vasta produzione letteraria che sconfina anche nei territori della poesia e delle arti visive. Fra i suoi libri Piccolo inventario degli specchi (2003), Un bellunese di Patagonia (2005), Cento madri (vincitore nel 2009 del premio Città di Forlì).
Questo suo nuovo volume, inserito da Mauro Pagliai Editore nella collana «Biblioteca di Letteratura» fondata da Enzo Siciliano, si presenta come una lettera d’amore concitata, fluviale e urgente che viaggia tra una dimensione sospesa e irreale ed una fortemente terrena.
Sullo sfondo di una Venezia travestita da fantasmagorica “città d’acqua” incontriamo un uomo ferito da un proiettile giunto chissà da dove, un padre che perde la ragione per averla troppo sfregata sulla superficie dei suoi sogni, un “suonatore di silenzio” che incanta il pubblico zittendo di colpo la sua orchestra. E una casa (“costruita dagli ebrei nel Cinquecento”) che si allarga e si restringe come la cassa di una fisarmonica…
La destinataria della “lettera” è una figura fascinosa quanto sfuggente, forse reale o forse sbucata da un sogno, ma in ogni caso, come un ologramma o una creatura aliena, insensibile alle parole e ai sentimenti del suo interlocutore, evocando in questo la Luna leopardiana del Canto notturno: lontana e silenziosa, ma forse custode di verità negate agli umani. A partire dalla “luminosa signora”, l’opera arriva poi a misurarsi, per vie oblique e allusive, con alcuni temi forti del nostro tempo come la perdita del senso, le trappole della memoria e della scrittura, lo smarrimento di una generazione che voleva cambiare il mondo.
“Una sorta di periplo e ricapitolazione di eroici furori. Lentini sa muoversi con eleganza tra il referenziale e il conativo, assecondando una sorta di ghiribizzo affabulatorio che affonda le sue radici negli autori siciliani eslege, da Pizzuto a Ripellino tanto per intenderci, veri e propri numi tutelari”. (Salvatore Ferlita, “La Repubblica”).
“Direi che ogni libro di Lentini è un incantesimo che ci conduce in una dimensione sospesa dove la realtà si dissolve nel sogno e il sogno nella realtà, i confini sono incerti, la consistenza delle cose si sfarina, come in questo libro succede a una parte della casa, ma soprattutto al linguaggio…” (Eva Di Stefano, Università di Palermo).
“È proprio in quel silenzio che segue la musica o il rumore e che si carica di significato e di ‘melodia’, che forse intende collocarsi la scrittura di Alfonso Lentini…” (Ilenia Appiciafuoco, “Le Reti di Dedalus”, rivista del Sindacato Nazionale Scrittori).
“Non è un caso se viene chiesto a Venezia di fare da fondale: la città doppia per antonomasia, marmo e acqua ad un tempo solo, è l’ideale scenografia per una storia che usa tutti gli strumenti dell’artigianato simbolistico per alimentare il suo mistero. Ci sono “suonatori di silenzio”, padri amati alla follia e finiti nella follia, ci sono macchine per fermare i sogni e, naturalmente, mongolfiere”. (Michela Fregona, Corriere delle Alpi).

Share

Comments are closed.