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Umido, la qualità fa risparmiare: raccolta differenziata sempre migliore, cala la tariffa dell’umido. Ma si usano ancora troppi sacchetti non biodegradabili

Mar 10th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

 

Giuseppe De Biasi

Migliora la qualità dell’umido, ma sono ancora troppi i sacchetti di plastica non biodegradabile utilizzati nella raccolta differenziata. Le periodiche analisi merceologiche condotte dai tecnici di Dolomiti Ambiente sui rifiuti conferiti all’impianto del Maserot mettono in luce una cattiva abitudine dura a morire, pur all’interno di un quadro di generale miglioramento nell’atteggiamento dei cittadini nel fare la raccolta differenziata. Troppo spesso vengono usati sacchetti di plastica non biodegradabile per raccogliere gli avanzi di cibo e tutta la parte organica delle Rsu.

I numeri dicono che per ogni tonnellata di rifiuto umido conferito, circa il 2,5% è formato da materiale di scarto non utilizzabile nel biodigestore e nella produzione di compost. Di questo scarto, l’80% del peso è dovuto a sacchetti di plastica non biodegradabile. “Questo significa – spiega il presidente di Dolomiti Ambiente Giuseppe Luigi De Biasi – che in una tonnellata di rifiuto umido troviamo circa 20 kg di sacchetti di plastica. Se si utilizzassero sacchetti in materiale biodegradabile, come prescrive tra l’altro anche la legge, si potrebbe ridurre sensibilmente la percentuale di scarto, permettendo di ridurre i costi di lavorazione e di conseguenza abbassare ulteriormente le tariffe, che già quest’anno prevedono uno sconto”.

La Provincia ha infatti autorizzato un ribasso medio di 5 euro a tonnellata per le tariffe di smaltimento della parte organica dei rifiuti ai bacini che conferiscono al Maserot, grazie al continuo miglioramento della qualità della differenziazione domestica, come conferma De Biasi: “l’umido che ci viene portato migliora continuamente. Funziona la collaborazione tra i soggetti coinvolti nella filiera: Dolomiti Ambiente, bacini di raccolta, comunità montane, comuni e soprattutto i cittadini, che negli anni hanno assunto sempre maggiore consapevolezza sul tema, dimostrando grande attenzione”.

 

Nel 2012 tutti i bacini che rientravano nelle tre fasce tra 75 e 85 euro a tonnellata scaleranno di una classe. Restano invariate invece le tariffe per gli enti di raccolta più virtuosi. Ponte Servizi e Bellunum nel 2012 pagheranno 65 euro per ogni tonnellata di rifiuto umido: “Per questi due enti, che conferiscono l’umido di qualità migliore – spiega De Biasi – non è stato purtroppo possibile abbassare ulteriormente la tariffa, perché è molto difficile scendere sotto la soglia “fisiologica” del 2,5% di scarto post-lavorazione. Una quota formata da tutti quei materiali non biodegradabili che finiscono nei sacchetti dell’umido più per distrazione che per effettivi errori nella raccolta”.

 

Un passo in avanti su questo fronte dovrà arrivare proprio da una maggiore attenzione sull’utilizzo dei sacchetti in mater-bi, materiale biodegradabile: il loro massiccio utilizzo permetterà di proseguire sulla strada del miglioramento della qualità dell’umido e di conseguenza, spiega De Biasi “ridurre i costi di lavorazione del materiale, permettendoci di avvicinare il nostro obiettivo a medio termine, ovvero portare a 60 euro il costo di smaltimento per tonnellata”.

L’utilizzo di sacchetti biodegradabili è inoltre previsto per legge e risponde anche ad un principio di economia, come conferma il presidente di Dolomiti Ambiente: “Un sacchetto di plastica, oltre che essere fuorilegge costa, al supermercato, 10 centesimi. Un analogo sacchetto in mater-bi invece costa solamente 0,4 centesimi. Calcolando un consumo medio di 100 sacchetti all’anno, una famiglia non spenderebbe mai più di 5 euro. Senza contare i benefici che poi si avrebbero nella tariffa”.

 

 

Dolomiti Ambiente

Dolomiti Ambiente è una spa a prevalente capitale pubblico che gestisce lo smaltimento dei rifiuti nel territorio della provincia di Belluno. Collabora con gli 11 enti di raccolta (9 comunità montane e tre partecipate), trattando rifiuti per 69 comuni. Nata per offrire agli enti pubblici consulenza sulla tematica dei rifiuti e di coordinare campagne informative, corsi di educazione ambientale nelle scuole, dal 2000 Dolomiti Ambiente gestisce l’impianto provinciale di trattamento Rsu e Forsu situato nel territorio di Santa Giustina. Da settembre 2003 è stata affidata alla società la gestione della discarica per rifiuti non pericolosi in località Prà de Anta di Ponte nelle Alpi.

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One comment
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  1. Spettabile Redazione,
    vorremmo intervenire sull’argomento per chiedere di integrare l’informazione corrente, segnalando che accanto ai sacchetti in bioplastiche esiste un altro materiale che è in grado di permettere una raccolta dell’organico di altissima qualità: la carta riciclata.
    Noi di ASPIC – Azienda Speciale per Compost – srl di Milano abbiamo brevettato nel 2005 e commercializziamo in quasi tutta Italia – ampliando costantemente il nostro mercato – il sistema Sumus® formato da sacchetti biodegradabili certificati, brevettati, fondellati e alettati, in carta riciclata al 100%, conformi alle Norme UNI EN 13432 , 13593, e 22248 per la frazione umida domestica, e da cestelli aerati.
    Questo sacchetto si sta affermando sempre più come la vera e più virtuosa alternativa alle bioplastiche in quanto:
    – è un sacchetto italiano fatto al 100% di carta riciclata. Sumus® ricicla e non sfrutta materie prime vergini come invece le bioplastiche. Il suo Life Cycle Assessment è molto meno impattante di carta vergine o bioplastica.
    – non si rompe e non perde liquidi: lo speciale fondo e il fondello interno rendono il sacchetto Sumus® molto più resistente di un normale sacchetto in carta o bioplastica
    – le naturali proprietà traspiranti della carta e il cestello aerato del kit Sumus® prevengono la formazione di odori, riducono il peso del rifiuto e avviano il processo di compostaggio
    – colle e inchiostri sono compostabili: Sumus® è il primo tra i prodotti in carta in Europa con il certificato “Compostabile CIC”, ottenuto ben prima che la certificazione di compostabilità di prodotto divenisse obbligo di legge (V. D. L.vo 205/2010, cd. IV correttivo al D.vo 3 aprile 2006, n. 152, art. 182-ter, c. 1)
    – Sumus® non deve essere separato dal rifiuto organico. Consente di produrre un compost di elevata qualità e non ha controindicazioni negli impianti di biodigestione anaerobica per la produzione di biogas.
    – Sumus® non può essere confuso con la plastica, come invece normalmente avviene con i sacchetti in bioplastica e come ben segnalato nel Vs. articolo.
    – Sumus® permette all’Amministrazione di ottemperare alla legge sugli “Acquisti Verdi”.
    L’azienda possiede la certificazione di qualità UNI EN ISO ISO 9001:2008 e la certificazione ambientale UNI EN ISO 14001:2004. Aspic è catena di custodia delle certificazioni di filiera FSC e PEFC, a garanzia del cliente finale sull’effettività del controllo di tutta la filiera della carta riciclata impiegata.
    Per l’innovatività del sistema Sumus® è stata segnalata tra le prime 10 aziende italiane nel settore rifiuti: “Premio Sviluppo sostenibile 2010”, promosso da Fondazione per lo Sviluppo sostenibile e Ecomondo-Fiera di Rimini, con l’adesione del Presidente della Repubblica.
    Sumus® è un prodotto utilizzato in realtà urbane le più varie e scelto per la sua qualità dai più importanti gestori di raccolta privati e pubblici, di cui Aspic è fornitore certificato e apprezzato.
    Laddove impiegato da più tempo Sumus® ha consentito di conseguire merceologiche con % di materiale non compostabile costantemente inferiori al 2,5% con exploit inferiori allo 0.5%.
    Tutto quanto sopra detto può essere dimostrato.
    Rimaniamo a disposizione per ogni chiarimento e cogliamo l’occasione per salutare cordialmente

    Renato Fancello
    Resp. Sviluppo Prodotti
    Aspic srl