Tuesday, 16 October 2018 - 06:17

Rumeno 28enne acquista gioielli con la bancomat sottratta ad un amico. Arrestato dalla Polizia di Cortina

Mar 9th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Nella giornata di ieri (giovedì 8 marzo), il personale del Commissariato di Polizia di Cortina d’Ampezzo ha tratto in arresto G.M. di anni 28, cittadino rumeno, disoccupato, per l’indebito utilizzo di una tessera bancomat che aveva sottratto all’amico ignaro. L’uomo, che aveva già precedenti penali per reati contro il patrimonio, si trova ora nel carcere di Baldenich per il reato di cui all’art. 55/9 comma del D.lgs 231/2007 nonché indagato per il reato di furto della bancomat.

Questi i fatti. Verso le ore 09:45 di ieri,  la sala operativa inviava la volante presso la gioielleria “De Luca” sita a Cortina d’Ampezzo in via Roma nr.21, in quanto il titolare ne richiedeva l’intervento a seguito di un acquisto sospetto. Lo straniero aveva richiesto di visionare delle collane in oro, e dopo aver sentito il relativo prezzo, sceglieva rapidamente la più costosa, chiedendo anche se ve ne fossero di simili ancor più preziose. Avuta risposta negativa, chiedeva di poter visionare un ciondolo da abbinare alla catenina, che sceglieva in una croce, sempre in oro. Al momento del pagamento presentava una tessera bancomat, priva di intestazione, con la quale effettuava l’operazione digitando a memoria il codice pin. Il titolare dell’attività commerciale, insospettito dall’atteggiamento sbrigativo, ultimate le procedure per il pagamento, che ammontava alla somma totale di 1.000 euro, chiedeva l’esibizione di un documento al fine di redigere la relativa ricevuta nominativa.

A quel punto notava che la firma in calce alla carta d’identità esibita era totalmente difforme da quella apposta sulla tessera bancomat; pertanto richiedeva telefonicamente l’intervento di personale della Polizia al fine di prevenire il concretizzarsi di qualsiasi reato.

Sul posto gli agenti chiedevano al cliente la proprietà del bancomat appena utilizzato e lo stesso riferiva che era di un suo amico di nome F.A. residente a Padova, il quale lo aveva autorizzato ad usarlo affinchè potesse comperarsi un regalo.

I successivi accertamenti, permettevano di risalire alle generalità dell’ intestatario del bancomat, che contattato telefonicamente dichiarava di conoscere il fermato circa sette mesi e di averlo ospitato per alcuni giorni presso una sua abitazione sita in San Vito di Cadore (BL).

Nel corso della telefonata con gli agenti, F.A. constatava la mancanza dal suo portafoglio della citata tessera, affermando, peraltro, senza ombra di dubbio, di non averla mai consegnata a qualcuno.

Le successive indagini permettevano di appurare che G.M., sempre nella mattinata, aveva impropriamente usato la tessera per un secondo acquisto ammontante alla cifra di 290 euro effettuato presso un’altra oreficeria.

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