Sunday, 19 August 2018 - 21:20

Verso il baratro

Mar 8th, 2012 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Chiude anche l’ufficio postale a Campolongo di Cadore. Il Sindaco di Pieve d’Alpago rinuncia alla indennità, di fronte ai tagli continui alle entrate decisi dal Governo. La reintroduzione dell’ICI (oggi IMU). Le discussioni a San Pietro di Cadore per la centralina idroelettrica in Val Visdende, tra Enel, Bim, Comune, da una parte, e Regole e privati dall’altra. E potrei continuare.

Ma ci rendiamo conto che in contemporanea ci sono:

una tassazione sempre più alta di fronte a servizi sempre più scarsi (non solo poste, ma anche ferrovie, trasporti pubblici, sanità, uffici turistici, ecc.); una contraddizione economica e sociale.

una IMU scellerata che colpisce anche la prima casa e i cittadini più poveri (esentati da Berlusconi, con una delle sue poche manovre eque) e che nonostante ciò lascerà ben poco nelle casse comunali. Infatti la parte preponderante andrà allo Stato, che si prenderà pure la gestione in Tesoreria unica della quota comunale (e relativi interessi)!

lo sfruttamento sistematico delle nostre maggiori risorse (acqua) a favore di interessi esterni (Enel e Consorzi irrigui di pianura) senza che la collettività bellunese nel suo complesso possa proporsi come interlocutore compatto che faccia valere le ragioni di un territorio.

E i Sindaci cosa fanno? Protestano a parole, alcuni rinunciando con decisione apprezzabile umanamente, ma non corretta politicamente, alla indennità; si appellano al Commissario prefettizio in Provincia, che è li solo per gestirne la fine ingloriosa, e non accennano ad un incontro finalmente plateale fra loro per decidere in massa un’azione eclatante nei confronti di uno Stato (e di una Regione) che dimostrano nei fatti di non considerare la nostra particolare configurazione geografica e sociale. Di Parlamentari e Consiglieri regionali, tutti in ordine sparso, preferisco non parlare.

Infine una postilla per il Sindacato CISL. E’ inutile cavalcare una protesta condivisibile ma vana nella sua pochezza numerica, dopo aver negato l’appoggio ad adiuvandum al ricorso della Provincia contro la negazione del referendum. Quello si poteva essere un segnale forte ed unitario.

Tomaso Pettazzi

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