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Il Centro antiviolenza di Belluno Donna rischia di chiudere ad aprile per mancanza di fondi

Mar 8th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Francesca Quaglia

«L’associazione Belluno Donna nasce dal 2002 a Ponte nelle Alpi da una ricerca di sei medici», racconta Francesca Quaglia, per l’associazione, che eseguirono una sorta di radiografia del tessuto sociale, «nel quale emerse che la provincia di Belluno non era un’isola felice: anche qui ci sono casi di violenza sulle donne. L’associazione si costituisce nel 2003, mentre a dicembre dell’anno seguente riesce ad aprire il primo Centro antiviolenza». L’associazione risponde dalle 15 alle 19 ogni lunedì e mercoledì allo 0437-981577. Gestisce una casa rifugio, che da agosto è stata chiusa e non è stato possibile riaprire. Esiste poi una casa non protetta, che dal 2009 l’Associazione ha in comodato d’uso dal comune di Belluno, che ospita due nuclei famigliari. Belluno Donna «s’impegna anche ad organizzare una serie di azioni, quali corsi di formazione, sia per costruire una cultura diversa, sia per formare le operatrici e le volontarie», spiega Francesca di Belluno Donna. L’associazione si finanzia partecipando a «tutti i bandi che ci sono nel territorio o attraverso un mercatino di abiti e libri usati. Riceviamo delle donazione o il 5 per Mille», racconta sempre l’operatrice. Chi volesse destinare un contributo lo può fare con il 5 per Mille al codice fiscale 93035640254 o riferendosi alla Banca di Verona e Novara: Iban: IT26L0518811901000000001144.

 

DATI:

Dai 1° dicembre 2004 al 31 dicembre 2012 sono 353 le donne che gravitano nel Bellunese ad essersi rivolte al Centro antiviolenza dell’associazione Belluno Donna. Di queste, ben 245 sono state spinte da motivi caratterizzati dalle violenze subìte. Il 77,6% è italiana (253 donne) e solo il 22,4% è di altra nazionalità (73 donne). La fascia d’età più rappresentativa è quella tra i 40 e i 49 (circa il 30%), anche se sono interessate tute le fasce, dai 18 agli oltre sessant’anni. Per quanto riguarda lo stato civile delle donne che chiede aiuto al Centro per il 53% dei casi sonno coniugate, il 28% nubili, 13% separate e per quanto riguarda le vedove siamo sul 2%. Di tutte circa il 62,5% ha figli «e questo è un dato che ci mette un po’ in allarme – ha spiegato un’operatrice, Francesca Quaglia – perché quando un uomo provoca violenza sulla donna, spesso non risparmia i bambini e anzi agisce davanti a loro contro la mamma». Molto variegata la rosa degli autori dei maltrattamenti: per 264 casi è stato il partner o l’ex, in 25 casi è il padre, in 30 è un altro parente della famiglia, in 12 casi è l’amico o il conoscente, in 8 casi è uno sconosciuto e in 11 casi altro. Nell’85% dei casi è comunque italiano, solo per il 15% non lo è. Diverse le tipologia di violenza: quella psicologica incide per l’80% dei casi, quella fisica per il 71%, la violenza economica per il 32% mentre quella sessuale rimane al 23%. Lo stalking si attesta sul 16%. Nella maggior parte dei casi (65%) le donne, prima di subìre alcunché, hanno chiesto aiuto ai servizi sociali, ad associazioni, al medico di base, al psichiatra, ai carabinieri, «ma spesso non han ricevuto una risposta concreta», precisa l’operatrice di Belluno Donna. Il Centro antiviolenza, dalla sua apertura nel 2004, ha proceduto con ben 1954 colloqui (sono tre le operatrici che vi lavorano, di cui una sola a tempo pieno, le altre sono volontarie. Oltre a loro ci sono una ventina di volontarie che operano per Belluno Donna a vario titolo). Di questi 388 sono stati eseguiti face to face (faccia a faccia), 577 sono stati tenuti telefonicamente. Ci sono stati 108 consulenze legali e 2 colloqui di natura psicologica. Per quanto riguarda l’ospitalità ricevuta nella casa rifugio, ne hanno beneficiato 16 donne con 11 bambini, nella struttura di secondo livello invece sono transitate 6 donne con 5 bambini.

 FOCUS PER IL 2011

Solo nel corso del 2011 le donne che hanno contattato il Centro antiviolenza di Belluno Donna sono state 50, di queste 37 sono italiane e solo 12 cittadine di altra nazionalità. Sono stati effettuati 261 colloqui. Gli autori delle violenze: in 32 casi si tratta di partner, 9 di ex partner, 5 casi riguardano i famigliari, in 2 i conoscenti, un caso concerne un estraneo e un caso non è stato rilevato. La violenza psicologica ha inciso su 36 casi, in 33 quella fisica, in 5 quella sessuale, in 10 quella economica e sono stati 7 i casi di stalking. La casa rifugio e quella di secondo livello hanno ospitato 4 donne e 5 bambini.

Federica Fant

 

 

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One comment
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  1. Io sono una di quelle donne

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