Tuesday, 23 October 2018 - 20:42

Monti e Necker, vite parallele. Divagazioni (ma non troppo) storiche su Monti * di Sante Rossetto

Mar 7th, 2012 | By | Category: Gli speciali di Bellunopress, Riflettore

Facciamo un salto indietro di due secoli e mezzo circa. Nella Francia del secondo Settecento. Non era un paese arretrato. Anzi, la fisiocrazia del Turgot aveva fatto della Francia uno degli Stati europei più avanzati in agricoltura. Ricordate (ma bisogna avere i capelli bianchi) quel bussolotto a tronco di cono rovesciato che serviva per seminare il granoturco fino agli anni cinquanta del Novecento? Lo avevano inventato i francesi del XVIII secolo per non sprecare semente. Eppure la Francia stava annegando nel marasma finanziario. Perchè? Perché c’erano due categorie (li chiamavano stati sociali) che vivevano a spese del rimanente del paese, il terzo stato. E per non fallire il re e il governo dovevano mettere nuove tasse. Così nobili e alto clero potevano continuare a vivere nell’ozio dei ricchi senza far niente. E siccome il Turgot, che era primo ministro, non riusciva a sciogliere l’intricata matassa, il re, che era quel buonuomo di Luigi XVI, pensò che bastasse chiamare uno che si intendesse di finanza per risolvere i conti dello Stato. E invitò il Necker, banchiere ed esperto di finanza. Che si mise di buzzo buono a far quadrare il bilancio. Senza riuscirci. Perché se fosse sufficiente qualche calcolo per risolvere le situazioni intricate saremmo tutti a posto. Necker non riuscì a far pagare anche nobili e clero che non pagavano tasse. E nonostante fosse bravo con la matematica non risolse il problema. Come sia finita lo sappiamo tutti. Il 14 luglio i sanculotti, che erano quelli che non arrivavano alla fine nemmeno della prima settimana, presero la Bastiglia con tutto quello che ne è seguito.

Monti come Necker? Riuscirà a sistemare la faccenda a colpi di conti? Basterà essere esperti di banche per dare una soluzione ad una crisi che non è soltanto finanziaria? La disgregazione dei partiti è un sintomo che anche i nostri sanculotti, cioè quei milioni di italiani che sono sulla soglia della povertà, non ne possono più di una situazione in cui i governati sono in totale divergenza dai governanti. Qui non ci sono Bastiglie da conquistare, ma politici da mandare a casa. E non solo politici. C’è un apparato che dopo settant’anni di pace e progresso non è più adeguato al paese reale. Dove i privilegiati sono troppi. Dove uno Stato europeo basato sulla finanza non è più in grado di tenere in mano la situazione. Come dimostra la situazione della Grecia.

Siamo al tempo di Necker? Cioè dei banchieri che pensano di risolvere tutto con qualche miliardo di euro? Una buona parte dei quali, magari, non arriverà là dove c’è più bisogno, ma finisce nei forzieri delle banche. Cioè siamo ai tempi di Necker quando la pressione fiscale serviva soltanto per poter mantenere nell’ozio nobili, cardinali e vescovi? Si dirà che oggi non ci sono sanculotti. Ma la forza della Storia è maggiore di quella dei banchieri. Non basta inventare o aver il coraggio e la possibilità di mettere nuovi balzelli, come è stato fatto non solo da noi, per trovare una soluzione. Questo sapeva farlo anche il Necker, e non solo Monti. Ma due secoli fa non è bastato. Potrà essere sufficiente oggi? Se la Storia è maestra di vita, allora non basterà. Qui non servono solo riforme, serve una palingenesi.

Sante Rossetto *

* giornalista e scrittore

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2 comments
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  1. Potrà essere sufficiente oggi?
    Dopo cinque mesi dalla stesura di questo articolo la risposta è drammaticamente NO.
    L’unica novità è che oltre ad avere mantenuto nell’ozio nobili, cardinali, vescovi e i sudditi a loro fedeli si previene la “presa della Bastiglia” bastonado le comunità democratiche locali cancelladole con umilianti accorpamenti e vessandole con timbri e adempimenti fiscali facendo passare l’idea che voi siete un peso, voi siete tutti dei ladri e voi dovete solo pagare e stare zitti.
    E’ evidente che cancellate le comunità locali nulla ci da più motivo di avere la responsabilità di fare parte di qualcosa e quindi voi italiani che oziate nella Bastiglia state attenti la “revoluzion” è alle porte…

  2. Ricordate l’invito del governo a denunciare gli sprechi? Ecco quanto avevo scritto il 9 maggio scorso. Naturalmente nessuna risposta.
    “Lo spreco maggiore e madre di tutti gli sprechi e dell’amoralità consiste negli stipendi esagerati, non solo di Deputati, Senatori, Consiglieri regionali, ma di Presidenti e Ceo di aziende statali o para (Eni, Enel, Ferrovie, Finmeccanica, Poste, ecc.), di dirigenti di altre organizzazioni, enti, autority statali, di Prefetti e comis di stato, di alti ufficiali delle Forze Armate, di personale dei vari ministeri, ecc. Ma peggio è che si chiamino fuori dai tagli anche la Corte costituzionale e il Quirinale. Moralità vorrebbe che volontariamente operassero congrui tagli elle loro prebende. Proporzionalmente, a scaglioni da 5,10,15 mila € si deve operare un taglio per bilanciare da subito l’impossibilità di vasti strati della popolazione di vivere dignitosamente. Ma Lei, sen. Monti, e tutto il suo entourage, infarcito di quanti sopra, siete la quintessenza della casta che è il cancro di questa nostra società. Quindi da voi non mi aspetto nulla di buono, come dimostrato fin d’ora. Arriverà il momento della verità anche per voi, ricordatevelo”.
    Tomaso Pettazzi