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Appello dell’Uapi ai sindaci: limitate la pressione dell’Imu alle imprese

Mar 6th, 2012 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

Luigi Curto

L’UAPI di Belluno ha rivolto un appello ai Sindaci della provincia perché venga limitato il peso dell’IMU sulle imprese. E’ di questi giorni l’invio di una lettera a tutti i sessantanove sindaci della provincia. E per rafforzare l’azione, l’Associazione invita, anche, tutte le aziende associate a valutare l’opportunità di spedire ai propri Sindaci analoga richiesta (fac simile disponibile anche sul sito dell’UAPI: www.unartbelluno.org).

Si tratta di una lettera aperta con la quale viene chiesto che sia posta la massima attenzione nell’esercizio del potere discrezionale, che la normativa assegna ai Comuni, di aumentare o diminuire le aliquote dell’IMU.

“Nei mesi durissimi che la nostra economia sta vivendo – scrive il presidente dell’UAPI di Belluno, Luigi Curto nella lettera inviata ai Sindaci – le imprese bellunesi stanno facendo sforzi enormi per mantenere i livelli occupazionali e per reagire alla recessione. Esse esprimono volontà e determinazione a resistere, a rilanciare, ad innovare. Questo impegno non può e non deve essere soffocato sul nascere da nuovi e insostenibili carichi fiscali”.

Nell’applicazione dell’IMU gli immobili produttivi risultano, infatti, particolarmente tartassati, mentre in taluni casi l’imposta potrebbe essere addirittura iniqua. E’ il caso, ad esempio, degli immobili su cui gravano mutui per i quali sarebbe dovuta l’imposta per un patrimonio che non è ancora nella disponibilità dell’impresa e nel periodo in cui la stessa è tenuta al pagamento anticipato degli interessi. Analogamente, appare inutilmente vessatoria un’imposizione dell’IMU sui fabbricati realizzati per la vendita e non ancora venduti dalle imprese costruttrici.

La coperta ormai è troppo corta, “ancora una volta – conclude Curto – si continua a bussare alla porta di quelle imprese che quotidianamente lottano contro la crisi, la burocrazia opprimente, le strette al credito, salvando posti di lavoro”.

 

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