Wednesday, 19 December 2018 - 09:19

“InMovimento”: Jacopo Massaro presenta la sua lista civica

Mar 3rd, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

«E’ un progetto nobile, nel quale la gente che vi partecipa ci mette la faccia. Fatto da coloro che ritengono che per cambiare occorra impegnarsi in prima persona. Ricucire le diverse fette della società e le generazioni. Perché oggi i giovani non riescono ad avere le stesse garanzie sociali di chi li ha preceduti». Lo ha detto Jacopo Massato questa mattina al centro “Rossi” in piazza Piloni, nel presentare la lista civica “InMovimento” che sostiene la sua candidatura a sindaco di belluno, insieme alle altre due liste civiche il Patto per Belluno e Insieme per Belluno. Insieme a Massaro, questa mattina, ad illustrare le linee guida del progetto, Tomaso Zampieri, Paolo Santesso, e Marco Bottaretto. «Si tratta di un lavoro costruito su due livelli, uno metodologico e l’altro programmatico» ha detto Santesso, che ha tracciato le tre direttrici per identificare il profilo dei candidati di questa lista. Innanzitutto chi vi aderisce dovrà rendere pubblico il proprio nome, non dovrà aver riportato condanne penali e potrà ricoprire cariche pubbliche per non più di due mandati. Si lavorerà su un programma di lungo periodo, fondato sulla sussidiarietà.

Il video: http://youtu.be/lNXO8qaoNaA

I dettagli de “InMovimento” Lista civica

InMovimento è un insieme di cittadini che mette al servizio della Comunità il proprio tempo e le proprie capacità per il “bene comune”, individuabile nella garanzia delle condizioni per una vita dignitosa, nella tutela del diritto di uguale accesso alle ricchezze morali, culturali ed economiche, nella propensione a stimolare le eccellenze, nel permettere che ogni generazione esprima le proprie idee e si assuma la responsabilità diretta delle scelte che ne conseguono.

SCELTE DI METODO

Le persone

Si può aderire offrendo la propria candidatura nella lista civica o il proprio contributo nell’ambito delle proprie competenze.

Chi aderisce acconsente alla pubblicazione di una propria “carta di identità” che spieghi le proprie attitudini professionali, le proprie esperienze e le proprie capacità che vengono messe a disposizione del bene comune, nonché l’assenza di conflitti di interesse.

E’ escluso il coinvolgimento di individui su cui gravino condanne giudiziarie.

E’ sancito a priori il limite temporale massimo di due mandati consecutivi per la copertura di qualsiasi incarico pubblico.

Il rapporto con i cittadini

Il confronto periodico con la cittadinanza è garantito attraverso la creazione di specifici canali di comunicazione per la raccolta di esigenze e proposte, accessibili a tutte le forze politiche.

In movimento si impegna a organizzare incontri periodici di formazione/informazione politica sia su temi di interesse generale, sia nel merito di eventuali criticità che si dovessero affrontare.

In movimento si impegna a fornire regolarmente scadenze e metodi di verifica dell’azione amministrativa basati sull’analisi di dati oggettivi e misurabili.

Un nuovo modo di fare politica

Dall’esigenza di elaborare progetti incisivi per la città scaturisce l’impegno a stilare programmi di lungo periodo, che superino gli orizzonti legati alle scadenze elettorali.

Amministrare non significa solo “fare”, ma soprattutto “mettere nelle condizioni di fare”: In movimento promuove la sussidiarietà tra le realtà sociali ed economiche esistenti nel tessuto cittadino, attraverso lo sviluppo di iniziative in sinergia con gli interessi della cittadinanza.

OBIETTIVI

La “Questione bellunese”

In Movimento è al servizio dei Bellunesi; si fonda sul sano senso civico esistente nei cittadini e intende promuovere rinnovata fiducia nella collettività e nella partecipazione: la possibilità di individuare e perseguire insieme il bene comune per la cittadinanza è compartecipazione attiva agli eventi che hanno luogo nella comunità e influiscono sensibilmente nella vita di ciascun cittadino, contrapposta alla rassegnazione passiva e impotente dinanzi agli eventi quotidiani che pregiudica aspettative e speranze di una componente purtroppo sempre più ampia della popolazione.

L’esperienza amministrativa, in virtù del principio ispiratore del Bene Comune, deve fungere da catalizzatore delle risorse già insite nel tessuto sociale della città, che ad oggi tuttavia non riescono a beneficiare di adeguati canali per potersi esprimere; da cui l’esigenza di sviluppare sinergie tra i diversi interlocutori, intessendo una rete tra le realtà esistenti affinché puntino agli stessi obiettivi.

La grande sfida è quella di collaborare per individuare e perseguire il bene comune della cittadinanza, imparando a cogliere e a interpretare le esigenze della realtà sociale per poter fornire soluzioni concrete alle problematiche dei nostri tempi. Ancora più ambizioso tuttavia è l’obiettivo di coinvolgere la collettività nell’apprendimento di strumenti che consentano alla collettività stessa di elaborare sempre nuove strategie dinanzi alle criticità di un mondo globale con cui necessariamente ci si deve confrontare.

La “Questione bellunese”, pertanto, si sviluppa su due binari principali: da un lato il riconoscimento della vera vocazione di Belluno e del suo territorio, dall’altro l’urgenza di un serio progetto di educazione alla progettualità che consenta di impostare riforme strutturali durature e incisive per la città.

 

I 5 PILASTRI DEL PROGRAMMA

 

1. Qualità della vita

Per la misura d’uomo e la favorevole dislocazione territoriale, la città di Belluno si fregia da diversi anni dei primissimi posti nella classifica dei capoluoghi più vivibili d’Italia. Ciononostante, la Qualità della vita percepita dai cittadini rispecchia sempre meno tali valori di eccellenza, specie tra i giovani e la prima età adulta, confermando la scarsa propensione di Belluno all’accoglienza di popolazione giovane e in età lavorativa.

Il fiore all’occhiello della città di Belluno, la naturale vocazione insita nell’offerta di elevati livelli di Qualità della vita, oggi è messa in discussione da un inesorabile invecchiamento della cittadinanza: vi è dunque l’urgenza di invertire con interventi strutturali tale tendenza demografica, ricucendo lo strappo intergenerazionale che vede sempre più adolescenti demotivati privi di nuovi stimoli socio-culturali, giovani talenti senza alcuna opportunità di esercitare nella città d’origine la professione per cui si sono formati, famiglie prive dei servizi minimi di supporto abbandonate alle loro problematiche…

Il valore aggiunto di vivere a Belluno, tuttavia, va garantito ai cittadini di ogni età, adeguando l’offerta esistente dei servizi alla persona e dei servizi in genere, e a quanti provengono da altre realtà, al fine di incentivare e incrementare l’apporto di culture e professionalità dall’esterno.

2. Sussidiarietà

Storico tasto dolente della mentalità bellunese è la reticenza a “fare rete”, la difficoltà di individuare e sfruttare le potenziali sinergie tra le numerose realtà esistenti, spesso nicchie di eccellenza che tuttavia da sole non possono reggere il confronto con i numeri e i volumi della dimensione globale.

E’ urgente un ruolo diverso e determinante dell’amministrazione pubblica, che deve proporsi come promotore e garante super partes di tavoli di lavoro tra le realtà (economiche, sociali, ecc.) esistenti perché si innestino virtuosi meccanismi collaborativi, quando anche non si riescano a strutturare organizzazioni distrettuali che consentano di tornare a essere competitivi nel mercato e nel sistema globali.

3. Il sistema città

Nonostante il ridotto numero di abitanti, la città di Belluno soffre di un’eccessiva dispersione della popolazione tra le numerose frazioni del territorio; il Centro Storico non è percepito dalla cittadinanza come fulcro della vita cittadina e non sono peraltro sviluppati servizi di trasporto o itinerari che leghino efficacemente il centro con la periferia: ne consegue tra l’altro una difficoltà degli abitanti a riconoscersi in un’unica identità cittadina.

Occorre recuperare la tradizione della città, individuando occasioni e tempi adeguati perché venga coinvolta anche una grossa componente di cittadini provenienti da fuori Belluno. Il sistema città deve essere ripristinato a partire da un accesso ai servizi uguale per tutti, da una rete di realtà sociali e imprenditoriali che esuli dalla contiguità territoriale, da canali di comunicazione fisica e virtuale che non lascino in condizioni di isolamento o arretratezza intere zone periferiche.

 

4. Belluno capoluogo

Il ridotto numero di abitanti della città di Belluno non gioca a favore del ruolo istituzionale di Capoluogo di Provincia: la popolazione non è sufficiente per far fronte adeguatamente ai costi amministrativi e di servizi necessari per supportare gli oneri di Capoluogo.

Tuttavia, a maggior ragione in un quadro di grande incertezza rispetto al futuro della Provincia, la città di Belluno non può esimersi dal rimanere comunque il punto di riferimento per i Comuni della Provincia, fungendo da capofila nel sostegno alle istanze locali nei confronti della Regione, coordinando i tavoli di lavoro comuni o indirizzando l’organizzazione dei servizi su tutto il territorio provinciale.

In altri termini, un maggiore peso politico e culturale, oltre a dare lustro alla città, è necessario per far gravitare l’attività socio-economica dei Comuni della Provincia attorno alla città di Belluno, garantendo il ritorno economico necessario per far fronte agli oneri di Capoluogo.

 

5. Turismo

La città di Belluno e la sua realtà territoriale hanno attraversato epoche molto diverse tra loro negli ultimi decenni: da città depressa e sottosviluppata nel terzo quarto del secolo scorso, Belluno ha conosciuto un contesto sociale e produttivo fiorente negli anni ’80 e ’90, per poi ripiombare nuovamente nell’apatia e nell’anonimato socio-culturale degli ultimi dieci anni. In effetti la dinamica socio-economica di una piccola realtà come Belluno non poteva che seguire nel bene e nel male la parabola del più ampio “Nord-est produttivo”, ma oggi più che in passato vi è una possibilità di riscatto nel riconoscere e sviluppare la vocazione turistica di questa città, incastonata tra le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità!

La proclamazione stessa di Patrimonio dell’Umanità invita la realtà locale all’accoglienza nei confronti dei visitatori, alla progettazione di un contesto ricettivo che individua già in Belluno le condizioni logistiche naturali perché diventi una piattaforma turistica di riferimento nel territorio, dove tuttavia è urgente sviluppare una rete di servizi efficienti in grado di organizzare l’afflusso di visitatori. I numeri perché si sviluppi un insieme di attività ricettive in grado di fornire differenti offerte turistiche non ci sono, tuttavia c’è ampio spazio per mettere in piedi un distretto turistico ben organizzato, che si avvalga di singole realtà specializzate in grado di fornire ai visitatori un’offerta quanto più appetibile e differenziata possibile.

 

 

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21 comments
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  1. Massaro ci ha fatto aspettare ma ne è valsa la pena. Qualcosa si sente che sta cambiando, nel metodo e nell’impegno.

  2. Non per contrastare ma per confrontare.Pregherei di pubblicare un recente mio scritto che non è certo solo un commento.Grazie. Mario Svaluto Moreolo

    Piano inclinato

    Pregiatissimi

    mi permetto svolgere alcune considerazioni in merito alla questione Candidati a Sindaco di Belluno in un momento che mi sembra meno segnato da tensioni e polemiche e che riguardano da vicino il Partito Democratico.
    Appare anche attenuata la “spinta propulsiva e rivoluzionaria” del Corriere delle Alpi e del suo Direttore.

    E’ evidente che non intendo assolutamente rappresentare e tanto meno mettere in discussione la linea del Partito Democratico che si è espresso (e si esprimerà ancora) sulla “vexata quaestio” con coerenza e linearità.

    • Jacopo Massaro, sin dalla sua “uscita” (17.09.2011) improvvisa ed eccentrica rispetto a quanto unanimemente deliberato dal Partito, si è posto su di un “piano inclinato” che lo ha inevitabilmente portato all’ attuale posizione del tutto “contraddittoria”: da candidato Sindaco della “cosiddetta” sinistra (Sel – Idv – Rifondazione Comunista – Insieme per Belluno ed altri) a candidato Sindaco sorretto da un accordo formale con il Patto per Belluno il cui coordinatore Celeste Balcon non ha mai preteso porlo su una posizione di sinistra, anzi.
    • Di seguito riporto, cogliendo “fior da fiore”, alcune fra le dichiarazioni di Jacopo Massaro e di chi lo sostiene. A parte le “bugie” patetiche e politicamente infantili inerenti il comportamento del Partito Democratico circa la volontà o meno di indire le “primarie di coalizione”, è sconcertante notare che tutte hanno un denominatore comune che le unisce: “l’ antipolitica ed il rifiuto dei Partiti”.
    • Ancor più sconcertante è vedere sottoscritti questi assunti da persone che provengono da un’ area culturale e politica ben precisa, che ricoprono ed hanno ricoperto funzioni politiche e di governo in rappresentanza, di volta in volta, del PCI, PSI, PDS, DS sino ad arrivare al PD oppure della SEL. Significativa, a questo proposito, la presa di distanza dell’ amico Gino Sperandio di Rifondazione. Che fine han fatto “il primato della politica” e “la funzione fondamentale dei Partiti” previsti dalla Costituzione Repubblicana ?
    • Date queste premesse, è evidente ed inevitabile che, continuando a scivolare sul citato piano inclinato, queste posizioni verranno rappresentate alle elezioni comunali attraverso lo strumento delle cosiddette “Liste civiche”. Nulla di scandaloso. Però. Se lo “lo strumento” delle Civiche può risultare utile in condizioni territoriali particolari, (non mi sembra sia il caso di Belluno – città Capoluogo e molto politicizzata) a raggiungere il migliore risultato elettorale possibile, diverrebbe scandaloso se rappresentasse “una fuga dalla politica e dai partiti”.
    • Domanda. Jacopo Massaro ed i suoi sostenitori con chi pensano di far fronte comune per mandare a casa l’ attuale destra che ha ridotto questa città ad un contado dove hanno voce in capitolo i singoli capi e capetti del PDL, della LEGA ed i resuscitati capi Frazione ? (che, peraltro, a suo tempo, hanno svolto una importante funzione di rappresentanza popolare).
    • Il Partito Democratico è un partito nazionale e giovane (4 anni!) che ha scelto la “strada giusta” per costruire una alternativa moderna e solida indispensabile per riportare il paese a una condizione politica ed istituzionale dignitosa. Certo, il percorso è faticoso e non privo di errori. Si tratta di un nuova esperienza che deve raccogliere l’ “eredità” di culture e tradizioni diverse, di “assorbirle e di tradurle” in un soggetto “terzo” che sia ricco di valori etici, di generosità e preparazioni personali e privo di parole d’ ordine, di personalismi e di integralismi vari.
    • Detto questo, credo che tutti i soggetti in campo coinvolti in questa temperie elettorale cittadina debbano sentire la responsabilità delle conseguenze dei propri atti ed avere l’ intelligenza e la volontà politica di razionalizzare e sintetizzare in un progetto unitario la futura gestione della città. Magari facendo tacere qualche aspirazione personale perché è in gioco il futuro della nostra comunità.

    Con i più cordiali saluti.

    Mario Svaluto Moreolo
    Iscritto al Circolo dell’ Oltrardo/Cavarzano del Partito Democratico

    FIOR DA FIORE
    Jacopo Massaro

    «Superiamo le “etichette” e badiamo ai fatti»
    ………………..
    Il terzo punto è politico e svela il dialogo tra Massaro e soggetti non cittadini per un lavoro che andrà oltre il capoluogo: «Un laboratorio politico per Belluno e per tutta la provincia, superando i partiti e riprendendo in mano le redini del nostro territorio, che ha bisogno di una nuova governance.
    ……………………………
    Corriere delle Alpi – Mercoledì 8 Febbraio 2012

    Attilio Sommavilla
    ……………………………..
    Il gruppo «Insieme per Belluno» era nato come lista civica per provare a «far capire ai partiti che si può trovare gente fuori schieramenti», stando alle parole del capogruppo.
    …………………………………..
    Corriere delle Alpi – Giovedì 9 Febbraio 2012,

    Il Patto per Belluno firma con Massaro
    Per Piero Balzan (Ppb)
    …………………………………………………
    E’ un’occasione unica per poter lavorare senza il condizionamento dei partiti politici
    ………………………………..
    «Può essere per noi e per i bellunesi un’occasione unica per avere un sindaco che opera al di fuori dei condizionamenti dei partiti. Per poter operare le scelte per Belluno senza intermediazioni. Credo che Massaro sia il candidato ideale per fare questa operazione».
    ……………………………………
    Il Gazzettino – 19 febbraio 2012

    IL SOSTEGNO
    Parte dell’emiciclo appoggia l’ex Pd
    ………………………………………….
    Poche righe, con in calce le firme di Celeste Balcon del Patto (collaborazione già siglata ieri), Avio Balcon, Fabio Rufus Bristot, Orlando Dal Farra, Biagio Giannone, Francesco Rasera Berna, Attilio Sommavilla, Livio Viel e Tomaso Zampieri.
    ……………………………………………..
    Il Gazzettino – 19 febbraio 2012

    DALLA SINISTRA Marco Barluzzi:
    …………………………………………….
    A spiegare il perchè è stato Marco Barluzzi. «Massaro tiene assieme due caratteristiche rare e preziose in politica: la novità e la competenza. La novità, oltre all’anagrafe, sta anche e soprattutto nel suo progetto politico, nel rinunciare a sigle e gerarchie di partito, che rallentano il perseguimento degli obiettivi.
    …………………………………………………..
    Rasera Berna – nessuna lista di partito, ma la disponibilità di entrare in una lista civica di centro sinistra. In questo momento, poi, le liste di partito rischiano di creare divisioni, le civiche garantiscono un maggiore senso di unità».
    ………………………………………………
    Il Gazzettino – 25 febbraio 2012

  3. ERA ORA!!

  4. Il mandato da consigliere comunale sta per finire, è stato breve ma una cosa ho capito la grande capacità di Jacopo Massaro di fare squadra. La sua grande passione per la politica lo porta ad essere persona preparata e competente nei temi più disparati di politica cittadina. Ora la ciliegina sulla torta “InMovimento” lista civica formata da persone altrettanto preparate e capaci che saranno strumento di rinnovamento di idee e progetti.
    Forza ragazzi.
    Biagio Giannone.

  5. Liberarsi dai partiti?!? Con Massaro?!? Ma ci siamo bevuti il cervello? Era capogruppo del PD fino all’altro ieri e è uscito solo perché non appoggiavano la sua candidatura! E ha l’appoggio ufficiale di SEL! Se questo è un candidato civico campa cavallo

  6. di sicuro è indipendente io l ho conosciuto e è ben altro degli altri candidati. e non fa mistero della provenienza. io non ho dubbi

  7. Caro Svaluto, come diceva Guzzanti la risposta è dentro di te…e però è sbagliata! Secondo me tu, in fondo in fondo, tieni per Massaro perchè con questa campagna d’informazione lo stai aiutando moltissimo. Grazie!

  8. Anch’io non ho dubbi su Massaro e ho piena fiducia, conoscendolo anche come collega di lavoro da molto tempo. E’ una persona molto attiva, sempre disponibile e cordiale.
    Certamente il fatto che lui sia uscito dal PD per formare un movimento civico non è per protagonismo e per interesse personale. Tra l’altro l’hanno seguito altri dirigenti del PD, quindi qualche cosa che non va nel partito è possibile che ci sia, come dimostrano i diversi tentativi di conciliazione, ma anche le azioni di screditamento che abbiamo letto sui giornali e anche nel commento di Svaluto Moreolo Mario (che saluto cordialmente) in questi stessi commenti.
    In ogni caso il lavoro che sta facendo Massaro per creare un gruppo che porti la Politica (con la “P” maiuscola) del “fare” e del “decidere” per il bene comune e non la “politica” (con la “p” minuscola) degli interessi di partito che impongono scelte calate dall’alto, come un candidato che non può essere nemmeno messo in discussione (primarie sì, primarie no, primarie sì, anzi no, ma forse sì, ma meglio di no).
    Alla fine i conti si fanno con l’oste che in questo caso è la cittadinanza, gli elettori. Solo chi avrà convinto di più con la propria credibilità, con la propria reputazione, con un programma di sviluppo serio e convincente, potrà arrivare alla fine del confronto che non sarà la fine del lavoro ma soltanto l’inizio, perché Belluno merita di più e di meglio.
    Chiunque vincerà spero sinceramente che sarà capace di avviare un percorso di crescita e di sviluppo per la nostra città. Nel frattempo mi auguro solo che non continuino a lavorare certe “macchine del fango” che possono solo danneggiare il serio e rispettoso confronto tra le diverse forze politiche: ognuno si impegni a fondare un progetto concreto e a presentarlo ai cittadini. Questi sono le persone che sceglieranno da chi farsi amministrare per i prossimi anni e quindi devono essere rispettati.

  9. I partiti non sono tutto, d’altro canto altrimenti non si chiamerebbero”partiti”. Hanno certo un ruolo fondamentale nella politica e nella società. Talvolta però – ed ora più che mai. alcuni più di altri e benchè qualcuno provi strade diverse- invece che rappresentare interessi ed aspirazioni di cittadini o di classi…..rappresentano sè stessi e, quel che è peggio, i propri interessi. Da questo nasce il cd “ceto politico”, che tende a riprodursi sempre uguale (e non è certa questa la finalità che si proponevano i Costituenti). Ben venga chi -senza rinnegare le appartenenze- esca però da questo giro vizioso.

  10. Jacopo Massaro fa politica da oltre vent’anni.. Proprio il nuovo che avanza… =) Insieme a lui avanzano Celeste Balcon ,Balzan Piero e i “sellini” Rasera Berna e Ermano De Col… Quando Jacopo Massaro parla di sostenibilità forse intende che c’è bisogno di MOLTO tempo per smaltire questa gente a livello politico? mah…
    Ma scusate il proposito dei 2 mandati non vale per il candidato sindaco Jacopo Massaro che è in politica da 20 anni???Per non parlare dei vari, sopracitati Piero Balzan,Celeste Balcon,Ermano De Col e Francesco Rasera Berna… a questi 4 sarebbe da dare un carega ad honorem per il tempo trascorso nei palazzi del potere… poveri noi….

  11. Io di dubbi ne ho tanti…e anche volendo cercare la novità in queste elezioni di certo non è Massaro…anzi mi sembra tanto una presa per i fondelli alla gente che spera di trovare anche a Belluno uno Zedda, per dire…siamo distanti anni luce…questo finto civismo che vuole solo destabilizzare il PD è veramente offensivo dell’intelligenza dei cittadini

  12. vedo che ancora una volta appena si propone un giovane fuori dalla solita cerchia viene aggredito e infangato è un dei motivi per cui non mi sono mai iscritto già nel 2008.
    poi ieri passo in piazza e trovo la fiera delle banalità del pd che attacca i post it con scritto “voglio una città migliore”. chi non la vorrebbe? e la costruiranno questi che parlano solo (in male) dei suoi avversari? io in teoria sarei del pd ma ha ragione mio figlio: il pdmenoelle è invotabile. avanti con massaro

  13. Nel programma di Massaro e delle sue liste non è giusto tralasciare le cose positive, soprattutto,il metodo partecipativo e coinvolgente di mettere la propria faccia ed essere persone rette ed oneste. Purtuttavia quando mancano i pilastri principali per costruire una struttura di governo capace di far uscire la città capoluogo dalle secche e sterilità attuali che ci hanno condotti ad una marginalità insopportabile è necessario, avere il coraggio di segnalarli con la dovuta chiarezza. Mi riferisco alla totale assenza di indicazioni per una politica culturale come motore per lo sviluppo. Se non si è compreso che questo assunto, è fondamentale, non si potrà fare molta strada, purtroppo. Buttare li, quasi a casaccio, il riconoscimento delle Dolomiti Patrimonio dell’Unmanità, senza nessun aggancio con tutto quello che significa e può essere collegato in termini di specificità denotate dai beni culturali e non solo, è la dimostrazione di come Belluno e a Belluno la cultura non sia proprio di casa, meno che mai nel momento attuale. Certo la desertificazione delle giunte di destra può essere stata brutale ma bisogna reagire perchè “Niente cultura” equivale “Niente sviluppo”. Riflettiamo gente anche per il bene di tutta la provincia. Un sindaco di Belluno capace e all’altezza di confrontarsi ai massimi livelli regionali, nazionali e globali è quello che serve per non scomparire del tutto come bellunesi.

  14. Secondo me Massaro sta facendo solo un grande regalo a Prade. Il centrosinistra unito avrebbe potuto vincere al primo turno. Avendo annunciato la sua candidatura a sindaco della città ormai diversi mesi orsono, per correttezza avrebbe dovuto contestualmente dimettersi da capogruppo del Pd… Come si può credergli quando fino a poche settimane fa era capogruppo del PD? Che dire poi del programma? E’ banale!

  15. Sembre di rivedere un film già visto. Anche nel 92/93,all’indomani di tangentopoli, si sono riscoperti tutti innovatori e portatori di una nuova politica; il guaio è stato ed è che i profeti e paladini di questo rinnovamento sono gli stessi uomini che fino al giorno prima erano al timone dello sfascio in cui ci troviamo. Non basta più cambiare nome ,essre giovani anagraficamente,magari donne ,o riempirsi la bocca di principi quali; bene comune, partecipazione, ecosostenibilità, nuovi stili di vita,legalità, ecc. che non solo non hanno mai praticato, ma che spesso e volentieri hanno osteggiato. Spero che tutti i cittadini di Belluno abbiano una buona memoria e sappiano ricordarsi come e da chi è stata governata la città negli ultimi decenni. Auguri a tutti noi e che le urne possano portarci veramente verso una nuova stagione.

  16. …e speriamo che anche stefano messinese abbia buona memoria ricordandosi di quando 20 anni fa cavalcava beatamente il rinnovamento per farsi eleggere consigliere comunale con maurizio fistarol. certo, il suo operato come consigliere non ha rispecchiato molto quanto oggi predica candidandosi come “il nuovo” nel movimento 5 stelle. a dirla tutta non si capisce proprio cosa ci faccia nel movimento 5 stelle

  17. Sottoscrivo appieno quanto detto da Valerio Tabacchi e mi unisco quindi al suo ringraziamento a Svaluto.
    Ai denigratori di Massaro, tutt’altro che disinteressati e nascosti dietro a uno o più nickname (chi saranno mai poi…), dico solo: fate fin tenerezza nella vostra totale mancanza di argomenti (poiché parto dal presupposto che la capacità dialettica vi sia tutta). A quanto pare screditare Massaro è opera ardua; è da ammirare infatti lo sforzo, l’impegno e la costanza che ci mettete nonostante manchino gli elementi per farlo. Date prova di un gran senso del dovere (e di fedeltà al partito?), è innegabile. Certo queste manifestazioni di astio e livore nei confronti di un giovane candidato serio e volenteroso non fanno che ricordarci quanto i vostri tentativi di critica siano forzati e inconsistenti. Continuate così! Per favore.

  18. Ci tengo a precisare a Barluzzi che sono un semplice elettore del centrosinistra e che non voterò Massaro non per fedeltà al partito (non sono iscritto ad alcun partito) ma perché non mi ritrovo nel suo progetto. Per me l’unico obiettivo è battere Prade.

  19. Per carità, se Massaro dovesse finire al ballottaggio con Prade, voterò Massaro, proprio perché per me l’unico obiettivo è mandare a casa Prade. Voi ad un ballottaggio Belliol-Prade per chi votereste?

  20. Volevo scrivere Bettiol!

  21. …. egregio Roberto D.P. (almeno io mi assumo in pieno la responsabilità delle mie opinioni qualificandomi con nome e cognome) visto che ha una così buona memoria come mai dimentica,o meglio omette, che dopo un anno e mezzo ,proprio perchè non si dava corso allo sperato cambiamento, il sottoscritto passò all’opposizione contestando fortemente le scelte di quella amministrazione (vedi Nevegal, Sersa, cementificazione, elettrosmog,ecc.). Conseguentemente e coerentemente visto che il quadro politico non era sostanzialmente cambiato e che anche il Movimento dei Verdi ,abbandonata la sua natura movimentista, si era omologato mi sono ,senzaltro sbagliando (avrei dovuto avere più costanza e determinazione,ma ogniuno ha anche i suoi problemi personali),ritirato a vita privata. Ora a distanza di 12 anni circa, intravedendo nel Movimento5Stelle una nuova speranza di un reale rinnovamento, ho ritenuto, a torto o a ragione si vedrà, di dare il mio contributo a tale esperienza.Cordialmente Stefano Messinese