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Comunicare ad arte: 3 incontri al “Catullo” di Belluno, si inizia mercoledì 7 marzo

Feb 27th, 2012 | By | Category: Appuntamenti, Pausa Caffè

Che viviamo nel tempo della comunicazione globale è fuori di ogni dubbio. Ma la società della comunicazione ha davvero oggi in mano gli strumenti necessari per capire, usare, decodificare la comunicazione?

Da questo interrogativo parte il ciclo di appuntamenti “Comunicare ad arte – tre incontri su paesaggio, bellezza civiltà e tecniche per non farseli scippare”: tre professionisti della parola – uno storico, un critico d’arte, una giornalista – sono stati invitati dall’Istituto “Catullo” a raccontare che cosa e quanto, oggi ancora più di ieri, le parole cambino il mondo. Doppia la platea: per tre mercoledì pomeriggio gli incontri saranno destinati al pubblico, e si terranno nell’Aula Magna; al mattino, invece, gli appuntamenti saranno dedicati agli studenti delle ultime classi dell’Istituto, in particolare agli indirizzi grafico e artistico: un approfondimento, questo, che fa parte dell’ampliamento dell’offerta formativa del “Catullo”. Dalle materie dello studio alla materia della professione, insomma, “Comunicare ad arte” propone un dialogo tra studio e società, ma anche tra scuola e città: “Del resto – commenta il preside, Michele Sardo – che cosa dovrebbe essere la scuola, se non un incubatore di pensiero a tutto tondo?”.

Ad aprire il ciclo, mercoledì 7 marzo alle 18.30, sarà la presentazione del libro “La banda della superstrada Fenadora-Anzù (con vaneggiamenti sovversivi)”, edito per Laterza da Matteo Melchiorre: il giovane storico, alla sua seconda prova narrativa dopo il brillante esordio con “Requiem per un albero”, vincitore del premio Mazzotti, insegue per sei anni con millimetrica attenzione il progredire del nastro di cemento destinato a cambiare definitivamente il paesaggio sotto le rive di Tomo.

Ancora una volta, la microstoria diventa lo specchio della macrostoria nelle indagini di Matteo Melchiorre: “Può essere che una strada fallisca nel suo obiettivo? – si chiede l’autore – Può essere che anziché librarci nei cieli limpidi di un cosmo unificato, ci condanni invece a una costrizione triplicata?”.

Dal paesaggio fisico a quello interiore conduce invece il secondo appuntamento di “Comunicare ad arte”: protagonista un giovane critico, Luca Bochicchio, che lavora come ricercatore a contratto presso il Diras, Università degli Studi di Genova. Curatore di mostre di artisti contemporanei a Montecarlo e Parigi, firma per riviste specializzate (Tk/Artkey, Juliet Art Magazine, Ore Piccole, Tecnologie Didattiche, Opuscula Musealia), Luca Bochicchio prova ad aprire un varco attraverso un linguaggio, come è quello artistico, mai come oggi contraddittorio e poco leggibile. “Ogni uomo è un artista…ogni uomo è un critico d’arte?” è il tema dell’intervento di scena mercoledì 14 marzo: storia di un mestiere complicato, tra pubblico, istituzioni, artisti e presunti tali.

Toccherà infine a Federica Sgaggio, giornalista, chiudere il ciclo “Comunicare ad arte”, mercoledì 21 marzo.

Al suo libro, “Il paese dei buoni e dei cattivi (perché il giornalismo, invece di informarci, ci dice da che parte stare)” , edito da Minimum Fax, il compito di una analisi sullo stato della comunicazione oggi: “Dagli appelli-petizioni che sostituiscono gli approfondimenti, ai racconti emotivi, ai dibattiti Tv che prendono il posto delle inchieste: il giornalismo ha risolto il problema del mappare la sempre maggiore complessità del nostro mondo semplicemente dividendolo in buoni e cattivi. Tanto a noi, invece di capire qualcosa in più della realtà, basta sentirci dalla parte giusta”. Il paese dei buoni e dei cattivi mette in discussione la voce dei media, che ci fa riscoprire lo strumento migliore per orientarci nel mondo dell’informazione: la nostra libertà.

“Comunicare ad arte” è stato organizzato da Nicoletta Comar e Michela Fregona, con il supporto grafico di Alberto Bogo.

Tutti gli incontri avranno inizio alle 18.30 e avranno ingresso libero.

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