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Contrordine: il canone Rai sui computer non si paga

Feb 22nd, 2012 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Moreno De Col presidente Appia

La Rai ritorna sui suoi passi e con una nota precisa di non avere intenzione di esigere dalle aziende il pagamento dell’abbonamento speciale per il mero possesso di apparecchi come computer e simili normalmente non finalizzati alla ricezione di programmi televisivi. La richiesta di pagamento della Radiotelevisione italiana derivava, come noto, dall’applicazione di una norma contenuta in un Regio Decreto del 1938. Una decisione che a prescindere dall’effettiva legittimità era assolutamente fuori luogo alla luce dello sviluppo che i supporti informatici e le tecnologie di trasmissione (dati, video, voce) hanno avuto negli ultimi anni. “ Non può quindi che far piacere, chiosa Moreno De Col presidente dell’APPIA, che l’azienda di Viale Mazzini si sia resa conto dell’assurdità della richiesta, anche a fronte della marea di proteste che tale decisione aveva scatenato, e che la norma sia ora interpretata in modo da lasciar fuori dal perimetro del canone speciale i device collegati in rete. Solo per gli apparecchi adattati alla ricezione effettiva dei canali televisivi, che sono una stretta minoranza, scatterà l’obbligo di pagamento.” E’ comunque opportuno conclude De Col che la complessa e datata normativa sull’argomento trovi un suo chiarimento puntuale non tanto in un’interpretazione della Rai che può essere suscettibile a ripensamenti quanto in una specifica modifica legislativa. Per questo le Confederazioni dell’artigianato e del commercio hanno richiesto un intervento del Governo e del Parlamento per chiarire ogni oltre ragionevole dubbio e una volta per tutte la normativa sul canone.

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