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venerdì, Agosto 7, 2020
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Abbonamento Rai su Pc. Manzato: “quando si tratta di tartassare si riesumano anche i regi decreti in nome della modernità”

Franco Manzato assessore regionale

“Già che ci siamo, tassiamo tutti coloro che abitano o sono nel nostro Paese, cittadini e immigrati: in quanto possessori di orecchie e occhi, ‘apparecchiature’ atti ad udire e vedere le trasmissioni RAI, devono perciò pagare l’abbonamento, magari deducibile per tutti. Non è una soluzione più ridicola di quella che si presenta in questi giorni, ma si fa prima a comunicarla”.

Franco Manzato, assessore alla tutela del consumatore del Veneto, “sorride per non piangere” alla trovata di applicare un regio decreto di ottant’anni fa per drenare denaro alla modernità. “Purtroppo non è uno scherzo, ma un’azione che si traduce in una ulteriore ‘succhiatura’ di private risorse – afferma Manzato – per la realizzazione un servizio cosiddetto pubblico che i nostri consumatori non sempre utilizzano, talvolta non utilizzano affatto e magari vorrebbero pure diverso. Tutto questo poi si traduce in una ulteriore penalizzazione per le aziende, che già vivono nella crisi e che di sicuro non utilizzano il pc per stordirsi ma per lavorare, chiamate a pagare un abbonamento speciale per un uso non cercato, non voluto e non impiegato, mentre allo Stato nulla va in tasca, visto che la spesa è deducibile”.

Dietro questa “innovativa” richiesta da parte della televisione statale, Manzato vede un pericolo per i consumatori: “oggigiorno quasi tutti possiedono un supporto tecnologico per connettersi a internet, offerto peraltro ad una velocità ai limiti del terzo mondo – conclude Manzato – e c’è dunque da aspettarsi che la richiesta di pagamento venga estesa a tutti i cittadini, indipendentemente dal possesso di un televisore o di una radio, benché i solleciti facciano esplicito riferimento alla detenzione di un apparecchio televisivo. Rimanere vigili e attenti è il minimo, perché a questo punto non si tratta più di abbonamento: è come se qualcuno pretendesse di farci pagare il biglietto del treno solo per il fatto di avere la possibilità di usarlo. Di balzelli ne paghiamo che basta. E la deducibilità è talmente aleatoria e così poco duratura ….”.

 

 

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