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lunedì, Luglio 6, 2020
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Veneto Strade. Diego Vello e Ivano Faoro: “La Provincia di Belluno deve quindi diventare da subito un caso Regionale e merita nell’immediato le dovute risposte”

 

Diego VelloIvano faoro

“Sul dibattito accesosi attorno a Veneto Strade il grande interessato e’ sicuramente il territorio bellunese”. Lo affermano in un comunicato congiunto il segretario provinciale della Lega Nord Diego Vello e l’ex assessore provinciale Ivano Faoro. “Non possiamo permettere che il tema diventi motivo di scontro meramente politico – prosegue la nota –  ma dobbiamo concentrare gli sforzi perché la società chiuda i propri conti e mantenga un livello di qualità che garantisca il proseguo delle opere e il mantenimento della rete già in essere. Veneto Strade rappresenta per il compartimento di Belluno la meta’ di tutta la rete veneta e quindi ancora una volta la Provincia di Belluno rischia di rimetterci più di tutto il resto del Veneto. Ci sono opere incompiute che a primavera aspettano di ripartire per essere ultimate, vedasi per esempio la tangenziale di Agordo o la variante di Gron, ma la questione si fa poi vitale per il futuro di Belluno in quanto la realtà oggettiva ci parla di una provincia con un deficit infrastrutturale pesante che rallenta lo sviluppo e frena la crescita sia economica che sociale. La provincia pagherebbe un prezzo assai alto se non si trovassero i soldi per le strade, già segnata dal possibile default dell’ente Provincia, dallo spopolamento e dalla drammatica situazione economica di molti comuni, se non si risolvesse il problema di Veneto Strade si andrebbe verso un declino pauroso  che segnerebbe per sempre il futuro dei bellunesi. Ci sentiamo poi vicino ai dipendenti e ai collaboratori che meritano di aver garantito il loro stipendio e il pagamento delle prestazioni. La Provincia di Belluno – concludono Vello e Faoro –  deve quindi diventare da subito un caso Regionale e merita nell’immediato le dovute risposte, non dobbiamo sempre ragionare a suon di tagli e razionalizzazioni ma e’ necessario riprenderci la nostra dose di autonomia, di contro in mancanza di risposte il rischio diventerebbe sociale e poi sarebbe troppo tardi”.

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