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Il Movimento 5 Stelle scrive ai sindaci Prade e Vaccari: dove eravate mentre Bim Gsp sprofondava?

Feb 17th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Da molti mesi il Movimento 5 Stelle Belluno-Feltre pone la propria attenzione sulla problematica del bilancio del GSP Bim Gestione Servizi Pubblici Spa. Una problematica che ha portato il GSP sull’orlo della bancarotta con il suo enorme debito e che comporterà ai cittadini della Provincia di Belluno il rischio di un forte peggioramento del servizio a seguito di una diminuzione degli investimenti e di un innalzamento della bolletta dell’acqua. A tale proposito, abbiamo deciso di porre delle domande a due tra i maggiori rappresentanti dei cittadini della nostra Provincia all’interno della gestione del servizio idrico integrato, operata da GSP su mandato dell’autorità d’Ambito Territoriale Ottimale (ATO): il Sindaco di Belluno, Antonio Prade e il Sindaco di Feltre, Gianvittore Vaccari. Sottoponiamo a loro questi quesiti perché non riusciamo a comprendere come sia stato possibile che il problema di bilancio di GSP si sia potuto verificare, tenendo conto che tutti i comuni della provincia rappresentati dai propri sindaci sono soci del GSP, e che il controllore dello stesso GSP è l’ATO n° 5, composto dagli stessi 67 sindaci oltre al presidente pro tempore della Provincia di Belluno. Sappiamo bene che, sulla carta, all’interno dell’assemblea ATO il voto di tutti i sindaci ha lo stesso peso, indipendentemente dal numero di abitanti del proprio comune, ma pensiamo che, soprattutto per questioni essenziali come la gestione idrica, sia ben chiaro a tutti quale peso politico e quale responsabilità amministrativa abbia il voto di due sindaci che rappresentano insieme un numero di cittadini pari al 25% di quelli di tutta la provincia. Riteniamo sbagliato come criterio generale che il controllato sia anche il controllore, per evidenti rischi connessi al doppio ruolo. Non riusciamo ancor di più a capire come i sindaci Prade e Vaccari, in qualità di controllori all’ interno dell’ATO, non si siano accorti degli errori di Prade e Vaccari soci di GSP, trattandosi appunto degli stessi soggetti. Diviene quindi ovvio domandarsi come si ponevano i sindaci bellunesi di qualsiasi colore e appartenenza durante le varie assemblee, se tutti avessero studiato la documentazione dei bilanci dei 7 anni precedenti, o meglio se qualcuno avesse posto l’attenzione agli effettivi metri cubi di acqua consumata e venduta rispetto a quanto iscritto a bilancio. Potremmo pensare che vi sia stato un errore umano alla base, una grave disattenzione dunque, ma d’altro canto potremmo anche credere che sia stato deciso di non far niente per opportunità politica. Allo stato attuale ci troviamo di fronte a un governo tecnico del GSP, una sorta di governo Monti composto da 3 saggi, che metterà mano agli errori del passato. Non si poteva fare qualcosa prima di arrivare a questa situazione dove sono le banche ad avere in mano le sorti del GSP, ad esempio nominando un direttore tecnico che forse poteva prima sollevare il problema e stabilire delle azioni idonee per conseguire il miglioramento dell’efficienza del GSP? Viene spontaneo chiedere al sindaco, nonché senatore, Vaccari, il motivo per cui insieme ai suoi colleghi bellunesi parlamentari e ai consiglieri regionali di qualsiasi colore politico non abbiano fatto un’azione per avere dei contributi straordinari sugli investimenti, tenuto conto della specificità territoriale e dei maggiori costi di gestione del servizio dovuti alla bassa densità di popolazione in rapporto al territorio, come altri hanno fatto nel Veneto. Vogliamo inoltre chiedere se all’interno dell’ATO sarà possibile avere veramente una rappresentanza degli utenti, così da bilanciare, attraverso la presenza del fruitore del servizio, l’odierna situazione in cui il controllore è esso stesso il controllato. Da molti anni i comitati e i movimenti di cittadini nati per la difesa del Bene Comune Acqua lottano per ottenere delle gestioni pubbliche partecipate e trasparenti delle risorse idriche, quasi sempre inascoltati e sbeffeggiati dalle forze politiche. Il Movimento 5 Stelle, tanto a livello nazionale che locale, auspica che questo importante cambiamento possa finalmente avvenire, e si adopererà perché accada. Per finire, al Sindaco Prade e al Sindaco Vaccari chiediamo, visto lo stato grave delle cose e l’assoluta inerzia della politica: quali sono le azioni concrete che pensate di proporre in assemblea ATO per risolvere nel tempo la problematica GSP? I cittadini dei comuni Bellunesi, prima di mettere mano al portafoglio per pagare i debiti legati ad una mala gestione del servizio, hanno il diritto di conoscere le risposte a queste domande.

Movimento 5 Stelle Belluno-Feltre

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  1. Mi pare che il Movimento 5 stelle cominci a centrare il problema. Oramai è chiaro che il buco di GSP non dipende da mala gestione intesa nel modo classico ma, quasi esclusivamente, dal fatto che la tariffa applicata e riscossa era assolutamente troppo bassa rispetto agli investimenti in impianti ed al costo reale del servizio idrico. Fa bene il Movimento 5 Stelle a chiedere ai sindaci Prade e Vaccari il motivo per il quale hanno permesso o determinato tale situazione ma bisognerebbe fare di più; bisognerebbe prendere tutti i sindaci degli ultimi sei anni e vedere, uno per uno, quali hanno chiesto che le tariffe fossero adeguate prima di creare l’enorme buco e quelli (immagino pochissimi) che invece hanno chiesto una tariffa più realistica. Chiederei la stessa cosa a Reolon visto che come presidente della Provincia, era, almeno in teoria, il capo dei controllori. Bottacin ha sollevato il problema ma non è riuscito a dare alcun contributo per risolverlo. Non capisco assolutamente l’insistenza sul direttore tecnico che avrebbe potuto avvisare i sindaci dei guai incombenti. sapevano tutti come stavano le cose perchè i sindaci del Consiglio di Amministrazione di GSP avevano ben avvisato, anche con documenti scritti, i loro colleghi ma questi ultimi hanno deciso di ignorare tali avvertimenti. Pensate che se a dire le stesse cose fosse stato un tecnico (tra l’altro scelto e pagato da loro) lo avrebbero ascoltato più che i loro stessi colleghi? Guardate adesso; ci sono i tecnici, tutti sanno che senza adeguare le tariffe (in Germania pagano 4 o 5 volte di più che da noi) siamo spacciati ma, nonostante questo, nessuno si assume la responsabilità della decisione. Il fatto è che i cittadini devono partecipare di più alle vicende che li riguardano e non dare semplici deleghe.