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Il bilancio 2011 della Guardia di Finanza di Belluno

Feb 16th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

La Guardia di Finanza, in qualità di polizia economico – finanziaria, in linea con le direttive dell’Autorità di Governo, anche in provincia di Belluno ha potenziato qualitativamente l’azione di controllo economico del territorio, in particolare per contrastare il sommerso d’azienda e di lavoro, le frodi fiscali, la contraffazione ed i traffici illeciti in genere, a tutela del “Made in Italy”, a garanzia del bilancio dello Stato, del corretto funzionamento del mercato, della tutela dei consumatori e del sistema produttivo.
Lotta all’evasione fiscale

Le linee d’azione della Guardia di Finanza nella lotta all’evasione fiscale puntano al contrasto dei più gravi fenomeni, come l’economia sommersa, le frodi fiscali e l’evasione internazionale, per i danni che producono non solo al bilancio dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali ma anche al “sistema Italia”.

L’attività di contrasto all’evasione fiscale, sviluppata dai reparti del Comando Provinciale di Belluno con 595 interventi, ha portato alla individuazione di redditi non dichiarati e costi non deducibili per oltre 42,1 milioni di euro e violazioni all’IVA per 6 milioni di euro.

Nel corso del 2011:
§ nelle indagini sulle frodi e i reati fiscali sono stati denunciati 27 soggetti (+3,85% rispetto lo scorso anno) principalmente per aver utilizzato (14) o emesso (6) fatture false;
§ le investigazioni sui soggetti (imprese, lavoratori autonomi o persone fisiche) sconosciuti al Fisco, perché non presentano le dichiarazioni annuali, ovvero solo parzialmente conosciuti, in quanto omettono di dichiarare oltre il 50% dei propri redditi, hanno portato all’individuazione di una base imponibile sottratta a tassazione per oltre 32 milioni di euro;
§ sul fronte dell’evasione fiscale internazionale, scoperti redditi non dichiarati per circa 10,2 milioni di euro. Sotto la lente delle Fiamme Gialle sono finiti principalmente i trasferimenti all’estero di capitali per non pagare le tasse in Italia.
Proprio in tale ultimo contesto, la Guardia di Finanza di Belluno ha concluso un’articolata attività di indagine volta al contrasto dei fenomeni evasivi realizzati in ambito internazionale ed alla detenzione in paese a fiscalità privilegiata nei confronti di un soggetto residente a Cortina d’Ampezzo che risultava aver trasferito in Svizzera il proprio “tesoretto” (circa 10 milioni di euro), schermandolo con un finto “trust”, ma di fatto mantenendone la piena disponibilità.
Gli accertamenti hanno messo in luce come il trust, istituto di origine anglosassone generalmente finalizzato alla gestione di patrimoni, sia stato costituito ad hoc dal contribuente verificato per schermare il proprio patrimonio costituito in un “paradiso fiscale”.

L’atto di trust, infatti, è risultato meramente interposto, in quanto il denaro sul conto svizzero, trasferito oltre confine in violazione alla normativa sul c.d. “monitoraggio fiscale”, è sempre rimasto nella piena disponibilità del soggetto cortinese.

Il peso della cosiddetta “black economy” rimane rilevante con l’individuazione di 55 evasori totali, cioè soggetti economici completamente sconosciuti al Fisco, che hanno sottratto all’imposizione ben 17,3 milioni di euro ed evaso I.V.A. per 3,3 milioni.
Gli evasori paratotali scoperti (coloro che hanno evaso redditi superiori ad oltre il 50% di quanto dichiarato) sono invece 11, con una base imponibile sottratta al Fisco di 15 milioni di euro.

Nel corso del 2011, sul versante del contrasto al lavoro nero, sono stati identificati 80 lavoratori irregolari (+17,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), di cui 41 completamente “in nero”, cioè completamente sconosciuti al sistema contributivo. A seguito delle irregolarità riscontrate sono state avviate in 5 casi le procedure per la sospensione delle attività a carico di altrettante aziende.

Nel comparto dei controlli strumentali, sono stati eseguiti 2.722 controlli in materia di ricevute e scontrini fiscali, con la constatazione di 121 irregolarità, e 859 controlli sul trasporto delle merci. A seguito delle irregolarità riscontrate in 4 casi è stata formulata all’Agenzia delle Entrate proposta di chiusura dell’attività commerciale a carico di altrettanti esercenti (+300% rispetto lo scorso anno).

Sempre più elevato lo standard di qualità dei controlli: i verbali della Guardia di Finanza, nel 97 % dei casi (+4,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), sono stati integralmente recepiti dall’ Agenzia delle Entrate per il successivo accertamento. In aumento anche i casi di coloro che aderiscono spontaneamente ai rilievi mossi dai verificatori del Corpo (+225% rispetto lo scorso anno), per importi superiori del 375% rispetto a quelli riferiti al 2010.
Lotta agli sprechi di denaro pubblico

La lotta da un lato all’evasione fiscale e dall’altro agli sprechi nella pubblica amministrazione rappresentano le due facce della stessa medaglia; la priorità operativa della Guardia di Finanza è la tutela del bilancio nazionale, che è assicurata anche da una decisa azione contro ogni tipo di spreco ed ogni forma di frode nella gestione della spesa pubblica.
Non solo contrasto all’evasione fiscale dunque, ma anche recupero delle risorse distolte fraudolentemente o colpevolmente dalle finalità pubbliche cui sono destinate.

La Guardia di Finanza, in quanto Corpo di Polizia economico finanziaria a tutela non solo delle entrate, ma anche delle uscite del bilancio nazionale e comunitario, collabora strettamente con le Procure Regionali della Corte dei Conti, competenti per le indagini sui danni erariali.
In tale ottica, quindi, tutti i soggetti condannati per reati contro la P.A. dovranno rispondere avanti al giudice contabile, oltre che del danno patrimoniale arrecato alle casse pubbliche, anche di quello recato all’immagine della Pubblica Amministrazione nel rapporto con il cittadino.

In provincia di Belluno è stato eseguito 1 intervento su delega della Corte dei Conti che ha consentito di far emergere sprechi per oltre 60.000 euro.

Un secondo intervento avviato d’iniziativa ha permesso, invece, di denunciare all’A.G. 1 soggetto per l’indebita percezione dell’indennità di disoccupazione ordinaria nonostante svolgesse, nello stesso periodo, un’attività lavorativa “in nero” nel comparto turistico.

Inoltre, nel comparto degli aiuti economici e dei servizi sociali di assistenza (ad esempio i contributi per gli affitti, per le mense scolastiche, le borse di studio, le agevolazioni per le tasse universitarie, ecc.) sono stati effettuati 75 controlli, conclusisi con la rilevazione di 12 infrazioni per accertata indebita fruizione di:
§ esenzione del ticket per prestazioni ambulatoriali specialistiche e sui medicinali (8 casi);
§ benefici sulla riduzione e/o esenzione delle tasse di iscrizione a corsi di laurea universitari (4 casi).

Nel comparto dei reati contro la Pubblica Amministrazione, sono state accertate 5 violazioni (+25% rispetto lo scorso anno) a carico di 18 soggetti, denunciati a piede libero all’A.G. competente (uno dei quali sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari), di cui:
§ 10 per abusivo esercizio della professione;
§ 7 per frode nelle pubbliche forniture di materiale medico – ospedaliero;
§ 1 per concussione (sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari – operazione “LISTE DISATTESE” – allegato 3). 

Contrasto alle infiltrazioni criminali nell’economia e lotta al riciclaggio

La strategia del Corpo: colpire le organizzazioni delinquenziali nel cuore dei loro interessi economici e finanziari con investigazioni rivolte, da un lato, a sequestrare e confiscare i patrimoni illeciti (conti correnti, ville, appartamenti, autovetture, barche ecc..) e, dall’altro, a evitare, con attività di prevenzione e di repressione, la formazione dei capitali illegali (ad esempio la costituzione di società di copertura) e la conseguente infiltrazione nell’economia sana del Paese.

Ulteriore compito istituzionale demandato al Corpo della Guardia di Finanza dal Decreto Legislativo n. 68/2001 è quello sulla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.
Detta attività di servizio, meno nota ma certo non meno importante sul piano della sicurezza economico finanziaria del Paese, viene svolta quotidianamente a seguito dello sviluppo delle cosiddette  “Segnalazioni per operazioni sospette” che i vari soggetti obbligati dalla normativa, sono tenuti a fare sulla base di un decalogo elaborato dalla Banca d’Italia – U.I.F..

Infatti, a seguito dell’entrata in vigore, da ultimo, del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231, una vasta platea di persone fisiche e giuridiche (istituti di credito, operatori finanziari, professionisti, case d’asta e gallerie d’arte, case da gioco, ecc..) hanno l’obbligo di segnalare tutte quelle operazioni ogniqualvolta vi è sospetto o vi sono ragionevoli motivi di sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di “riciclaggio” di denaro di provenienza illecita.

Nonostante la crisi, il territorio bellunese può rappresentare un’area di interesse privilegiato per gli investimenti produttivi.

Tale condizione, in un momento economicamente delicato, può rappresentare una significativa attrattiva per le “consorterie criminose” per “riciclare” o “rigenerare” i capitali derivanti dai traffici illeciti, proprio in quei territori ove sono presenti solidi insediamenti industriali.

Per limitare tale rischio, sul territorio, l’attività delle Fiamme Gialle è sviluppata con accurate investigazioni antiriciclaggio, svolte attraverso l’approfondimento di operazioni finanziarie sospette.
Le segnalazioni sospette passate “al setaccio” sono state 20, e a seguito del controllo sono stati verbalizzati 4 soggetti per violazioni amministrative connesse al trasferimento di denaro contante.

Nel 2011 sono state eseguite investigazioni patrimoniali antimafia nei confronti di 4 soggetti, conclusesi con esito negativo.

A seguito di 5 ispezioni antiriciclaggio sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria 8 soggetti, responsabili, a vario titolo, di aver operato quali agenti in attività finanziaria senza la prevista iscrizione, di aver omesso la costituzione dell’archivio unico informatico e di aver commesso altre violazioni penali alla normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007).

Contrasto alla contraffazione e tutela del consumatore 

Il citato Decreto Legislativo 68/2001 attribuisce alla Guardia di Finanza, fra le tante altre, anche le funzioni di polizia economica finanziaria a tutela del mercato dei beni e dei servizi.
In tale ottica, le numerose attività di indagine si risolvono in un servizio a tutela del consumatore, intervenendo in tutte quelle ipotesi in cui vengono posti in commercio beni e servizi non rispondenti alle normative di sicurezza o sanitarie costituendo così una seria minaccia per la salute dei cittadini.
La tutela del consumatore è assicurata dalla Guardia di Finanza anche attraverso la lotta alla contraffazione, che è elemento altamente inquinante dell’economia poiché produce effetti negativi su più fronti. Altera, infatti le dinamiche del mercato, a tutto danno degli operatori nazionali corretti che, col loro marchio, rappresentano il nostro paese nel mondo (pensiamo al settore dell’abbigliamento e delle calzature), danneggiando ovviamente anche il consumatore finale, che acquista beni di scarsa qualità e, non di rado, pericolosi per la salute.

Su tale fronte sono stati sequestrati 111 prodotti e circa 10 kg. di prodotto alimentare recanti etichettature contraffatte, o comunque recanti false informazioni.

Inoltre, in materia di sicurezza prodotti sono stati denunciati 8 soggetti (+700% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e sequestrati 9.300 prodotti (+118,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) sprovvisti di marcatura CE, tra cui 234 dispositivi medici in uso a strutture ospedaliere, potenzialmente pericolosi per la salute

Lotta agli stupefacenti 

L’attività svolta nel particolare settore ha consentito di porre sotto sequestro piccole quantità di sostanze stupefacenti.

Le osservazioni e l’analisi dell’attività esperita fanno pensare che la realtà bellunese sia interessata dal fenomeno degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope quasi esclusivamente come mercato di consumo.
Ma la Guardia di Finanza è anche… 

CONTROLLO ECONOMICO DEL TERRITORIO: in attuazione del piano straordinario di controlli (triennale), previsto con il decreto legge n. 112/2008, anche nel 2011, il Corpo è stato chiamato a condurre una serie di “controlli indicativi di capacità contributiva”, da espletare nei confronti di soggetti che manifestano una “capacità di spesa” elevata rispetto al contenuto delle dichiarazioni fiscali. In provincia di Belluno sono stati effettuati complessivamente 221 controlli. Si tratta di attività svolte sul territorio per individuare “sacche di evasione” attraverso il rilevamento del possesso di autovetture di lusso, campers, residenze principali e secondarie ed altri beni indicatori di elevata “capacità di spesa”. Un’eventuale incoerenza tra i dati acquisiti e i redditi dichiarati determinerà, in presenza di taluni presupposti, l’avvio di verifiche fiscali, al termine delle quali sarà possibile ricostruire la reale situazione reddituale dei contribuenti.

SICUREZZA ECONOMICA DEL TERRITORIO: sono state impiegate 1.432 pattuglie nel servizio di pubblica utilità 117 che hanno operato 24h su 24 sull’intero contesto provinciale. Tale impegno rappresenta la più visibile testimonianza della volontà della Guardia di Finanza di garantire la tutela dei prioritari interessi economico finanziari ed al contempo di fornire, anche attraverso il controllo del territorio, il concorso alle altre Forze di Polizia per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.

LOTTA AL CAROVITA: alta è stata l’attenzione nella “lotta al carovita”, finalizzata a monitorare eventuali anomale dinamiche dei prezzi. E’ proseguita, infatti, la capillare attività di rilevamento dei prezzi al consumo finalizzata, da un lato, a garantire il corretto andamento del mercato, dall’altro ad utilizzare gli esiti del monitoraggio anche sul piano fiscale.

SOCCORSO ALPINO: le 2 stazioni di Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Cortina d’Ampezzo e Auronzo di Cadore hanno svolto 114 interventi di soccorso, prestando assistenza a 120 persone in pericolo di vita e recuperando 6 salme.
Tra i tanti interventi non si può non ricordare l’intervento di soccorso effettuato la scorsa estate da un militare del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Auronzo di Cadore che, noncurante del rischio cui esponeva la sua stessa vita, agganciava al proprio moschettone quello di un uomo che stava per suicidarsi, nell’attimo in cui questi stava per lanciarsi nel vuoto, dopo averlo avvicinato, parlandogli con calma, nel tentativo di distoglierlo dal gesto insano.

Tuttora 2 equipaggi di militari del S.A.G.F. di Cortina d’Ampezzo ed Auronzo di Cadore sono impiegati anche in occasione delle straordinarie precipitazioni nevose in provincia di Pesaro, dove, due giorni fa hanno dato il proprio prezioso contributo eseguendo un intervento con elicottero in località’ Fano per il trasferimento in ospedale di un uomo colto da malore, e 2 interventi di salvataggio nei confronti di una persona anziana e di una giovane disabile rimaste isolate.
CONSIDERAZIONI FINALI

La Guardia di Finanza ha già avviato la programmazione operativa per l’anno 2012, per il contrasto all’evasione ed all’elusione fiscale quale priorità politica del Ministro dell’Economia e delle Finanze, funzionale a perseguire gli obiettivi di stabilizzazione dei mercati finanziari, della situazione economica, della crescita del “sistema Paese”.

In questo contesto la Guardia di Finanza è chiamata ad assicurare il proprio contributo in maniera sostanziale dimostrando sul campo l’indispensabilità e l’efficacia della propria azione per il contrasto all’evasione, per il concreto recupero delle risorse illecitamente sottratte al bilancio dello Stato.

Le rinnovate linee strategiche della Guardia di Finanza tendono al miglioramento dei risultati della lotta all’evasione fiscale da un punto di vista qualitativo per giungere in tempi rapidi a risultati concreti e tangibili, idonei a ristabilire le condizioni per lo sviluppo e la crescita del Paese.

Le attività investigative delle “Fiamme Gialle” per l’assolvimento delle funzioni di polizia economica e finanziaria saranno caratterizzate da un’azione di contrasto con approccio trasversale seguendo metodi di ricerca informativa umana e tecnologica, mediante software applicativi moderni capaci di tracciare fattori di rischio, anomalie sostanziali e indagini per obiettivi mirati ad un lavoro qualificato ed orientato efficacemente.

In una sola parola: i finanzieri accanto ai contribuenti e cittadini onesti, per la salvaguardia del giusto principio di equità fiscale.

Un obiettivo di valore per sostenere l’imprenditoria sana, per la tutela legale del Paese.

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